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Triathlon : Aspetti biomeccanici nel nuoto

Cosa accade mentre si nuota?


Aspetti Biomeccanici nel nuoto


Nel Triathlon lo stile natatorio più usato è lo stile libero in quanto lo stesso permette la massima propulsione con il minor consumo energetico. In parole semplici è lo stile che ci permette di uscire più in fretta e più riposati possibile dall'acqua.

La valenza tecnica nel nuoto è elevatissima e richiede anni di esercizio ed allenamento.

Fortunatamente lo stile libero è di facile apprendimento e ci permette attraverso lavori ed esercizi mirati al miglioramento della tecnica e della sensibilità di arrivare ad un livello tecnico ottimale da riuscire a concludere la frazione di nuoto della triplice disciplina, qualsiasi la distanza.

Quindi se non si hanno particolari patologie influenti e limitanti potremo tutti concludere la nostra prima parte di gara ed iniziare a pedalare lasciandoci alle spalle tutte quelle ansie e paure accumulate nei momenti pre-gara. Logicamente per chi inizia da zero e non sa nuotare occorrerà molto tempo prima di essere in grado di coprire la distanza.


Per capire meglio spieghiamo cosa accade ad un nuotatore mentre nuota


Il nuotatore si trova in un ambiente antigravitazionale e secondo la legge di Archimede

un corpo immerso in acqua riceve una spinta uguale e contraria rispetto al volume del liquido spostato”


  • + volume + spinta verso l'alto

  • + il peso specifico è basso + la spinta sarà efficace (galleggiabilità)

  • + galleggiabilità + facilità di spostamento


Il principale problema nel nuoto è dato dalla resistenza dinamica all'avanzamento.

Avviene per “reazione” attraverso il principio della terza legge della dinamica, spingendo acqua nella direzione opposta al moto.

La spinta aumenta con l'incremento della massa d'acqua e dall' accelerazione data nel movimento”.


Galleggiabilità


Più è alto l'indice di galleggiabilità più vanti avremo nell'avanzamento


Ecco un semplice test per calcolare la vostra galleggiabilità:


Riempire bene i polmoni .Mettetevi distesi a pancia in giù, braccia in avanti, gambe tese e la testa che guarda il fondo. Nel momento che siete distesi ed allineati completamente cominciate ad alzare piano piano la testa rimanendo fermi con gli altri settori. Più le vostre gambe rimangono in posizione più qualità di galleggiabilità avrete.


Aspetti Biomeccanici dello Stile Libero (Crawl)


Lo stile libero (crawl ) si divide in due fasi, Recupero e Subacquea. Tra le due fasi non ci devono essere interruzioni.


Nella fase di recupero la permanenza di un ottimo assetto idrodinamico è dato dal gomito sempre alto ed anticipato dalla mano. L'avambraccio è flesso sul braccio. Meno contrazione muscolare si ha in questa fase e più fluida sarà l'azione.


La fase subacquea è composta da 3 fasi appoggio o presa, trazione, spinta.


La fase di appoggio o presa è quella che prepara gli arti superiori ad un efficace trazione. L'effetto propulsivo è ridotto e la spinta è orientata verso il fondo.


Nella fase di trazione il gomito e la spalla sono il fulcro della leva e la mano forma un angolo di circa 90° sul gomito ruotando verso l'interno fino a portare le dita perpendicolari all'asse di avanzamento.


La spinta è la fase più efficace dell'avanzamento anche se andando verso il termine dell'estensione del braccio si ha una flessione della azione propulsiva. La mano è perpendicolare all'asse di avanzamento.


Tra la fase di trazione e spinta si ha un calo di forza nel punto della perpendicolarità tra l'asse spalla-braccio con il fondo vasca.


Ecco la nostra azione in maniera ciclica :


(Presa / Trazione....perdita di forza.....Spinta / Recupero) ... ( Rollio/ Gambe / Respirazione)



L'azione delle gambe, la respirazione, il rollio sono aspetti che sigillano la ciclicità e la continuità dello stile libero.


Attenzione però...


Nel nuoto in acque libere ci sono molti fattori che possono influenzare la nostra tecnica. Le correnti, le onde, l'elevata affluenza sono elementi non certo favorevoli all'utilizzo della stessa “semplicità di tecnica” che si trova in piscina.

Per porre rimedio o limitare i danni è utile allenarsi a nuotare in acque libere svolgendo esercitazioni o simulazioni di condizioni gara.

Un consiglio e quello di farvi riprendere con una telecamera mentre nuotate in piscina e mentre siete ad esempio in mare.


Conclusioni


Inizare a conoscere quello che il nostro corpo fa nuotando e apprendere i cenni di una corretta tecnica sono la base per l'accrescimento della vostra valenza tecnica.



Daniele Zerini







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