Intervista a Danilo Goffi

Santucci Running
intervista D.Goffi
“…stavo preparando Rotterdam,
quella del mio pb: 2h08’33″…”

Intervista: 10 domande al runner

Danilo Goffi

  • Qual è stato il migliore allenamento della tua carriera?

  • Nella mia vita sportiva ho fatto tantissimi allenamenti, ognuno con caratteristiche particolari, qualcuno riuscito meglio di altri; tutti, senza dubbio, utili per arrivare nella miglior forma agli appuntamenti che stavo preparando. Se proprio devo indicare un lavoro migliore rispetto agli altri, direi il 5×3000 recupero 1000 per un totale di 20 km in un’ora: ero a Milano, zona San Siro, e stavo preparando la Maratona di Rotterdam del 1998, quella del mio pb: 2h08’33”.

  • E quello più duro che hai fatto?

  • Gli allenamenti più duri sono sicuramente i lunghi, quelle sedute che vanno da un minimo di 30 km a un massimo di 37 km. Sono particolarmente ostici, ma fondamentali per un maratoneta in previsione della gara; impegnativi poiché si corre per oltre due ore, ma altrettanto necessari per dare il massimo durante la competizione. Non ne ricordo uno più difficile di altri: lo sono un po’ tutti, non solo per la durata, ma anche perché ormai sei a poche settimane dalla maratona, e la voglia di essere in gara è talmente tanta che vorresti che il tempo volasse.

  • Che percorsi prediligi fare in allenamento?

  • Non ho un percorso prediletto per allenarmi, mi adatto a quello che ho a disposizione. Non mi piace vincere facile e quindi, paradossalmente, sono quelli più impegnativi e che magari mi piacciono meno a darmi poi le più belle soddisfazioni: riuscire bene in un lavoro duro e impegnativo su un tracciato non particolarmente congeniale ti permette di affrontare la maratona con più tranquillità – se di tranquillità si può parlare! Su una cosa però non transigo: i lavori specifici nella preparazione dei 42 km devono tassativamente essere corsi su strada.

  • Che tipo di allenamento preferisci?

  • Preferisco i medi variati che, proprio grazie ai continui cambi, sono molto importanti per far crescere e migliorare la condizione fisica.

  • Ti piace di più allenarti da solo o in gruppo?

  • Buona la prima! Tendenzialmente, preferisco allenarmi da solo con il mio allenatore che mi segue in bicicletta per ricevere in tempo reale correzioni, suggerimenti e consigli. Ogni tanto non disdegno allenarmi in gruppo, cosa che capita nei raduni federali; al di fuori di questo contesto, dipende molto dal tipo di lavoro che devo fare.

  • Qual è stata la tua miglior gara?

  • Per la verità, non é una sola, sono due. La prima, la Maratona di Venezia del 1995, competizione che mi vedeva all’esordio sui 42 km e che ho chiuso al primo posto conquistando il titolo italiano di specialità. Ancora oggi sono l’ultimo italiano ad averla vinta e di sicuro è stata la manifestazione che mi ha lanciato nel gotha della maratona italiana – e non solo. La seconda è quella dei Campionati Europei di Budapest 1998: argento assoluto e oro a squadre con Baldini, Modica e Ruggiero. Ok, ho ancora un po’ di rammarico per non essere salito sul gradino più alto del podio, ma di certo non posso lamentarmi per come è andata!

  • Quella più bella a cui hai partecipato?

  • Il primo amore non si scorda mai! Nel mio caso, la prima maratona non si scorda mai, quindi…Venezia 1995: esordio, vittoria e titolo di Campione Italiano di Maratona, oltre a tanta, tantissima gente che mi imitava e mi spingeva a correre sempre più forte.

  • Un aneddoto relativo ad una gara?

  • Avendo partecipato a tante gare, di aneddoti ne ho a bizzeffe. Uno che ricordo spesso con piacere, anche per aver centrato il pronostico, risale a Torino 2005. Eravamo a cena prima della maratona e tra una portata e l’altra un cameriere mi chiese chi avrebbe vinto la maratona il giorno seguente. Ovviamente io, fu la mia pronta risposta…cosa che poi avvenne davvero!

  • Se ti ricordi dei sogni che fai ce ne racconti uno relativo alla corsa?

  • Sembrerà strano, ma di notte la mia mente naviga e spazia in molti campi, nessuno dei quali ha a che fare con la corsa: purtroppo o per fortuna, ancora non saprei, ma nei miei sogni non rientra la corsa. Sarà perché preferisco i fatti concreti alla fantasia?

  • Cosa ti regala la corsa?

  • La corsa mi regala emozioni e tanta gioia che, a mia volta, cerco di trasmettere a tutti i miei tifosi con i miei risultati e le mie prestazioni.

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