Puccini Marathon, il racconto di Simone Pierotti.
mezzamaratona di Puccini
Puccini Marathon: acqua e fatica sulle strade della Versilia
La Puccini Marathon rappresenta un classico delle mezze maratone in Toscana ma, dopo l’annullamento della passata edizione, quest’anno aveva bisogno di un bel rilancio. Operazione non del tutto riuscita, ma non per colpe dell’organizzazione, a mio avviso. Le condizioni atmosferiche non sono state, ancora una volta, favorevoli; i premi, pochi e scarsi, andrebbero rivisti. Il percorso è la grande novità, con partenza da Viareggio e arrivo all’interno dello stadio dei Pini: sparisce quindi Torre del Lago. Buono il livello tecnico dei partecipanti, con buone prestazioni cronometriche, e i primi due che scendono sotto l’ora e dieci minuti, una rarità nelle mezze recenti.
Per me è la prima mezza maratona del 2017, e un appuntamento classico: qua ho esordito nel podismo nel 2014. Nonostante il tempo circa 600 persone al via. Partenza di fronte al Palazzetto dello Sport direzione centro città. Buon ritmo, primi 2 km a 3:40 – 3:42 per testare le gambe. Ho intenzione di viaggiare sui 3:45, poi si vedrà. Si forma ben presto un gruppetto di sei, guidato da Matteucci e Ristori, ottimi passisti. Andatura che ben presto si attesta su 3:45.
Inizia il viale dei Tigli, andata e ritorno, per chi non soffre di insonnia, sembra tutto uguale. Sono nel treno giusto, è un treno che non molla di un secondo, Ristori tira il gruppo, io rimango nel mezzo e sul fianco destro, diverse pozzanghere, ci passo sopra, anzi dentro, apparentemente non rallenta la corsa ma è un ulteriore dispendio di energie. E’ gente abituata a tempi più bassi, so che non sarà facile ma l’andatura è giusta. Metà gara, il gruppo si allunga, intanto è rientrato Davini che sembra avere problemi. Al giro di boa di viale dei Tigli scoppia la bagarre. Ristori e un altro se ne vanno, Matteucci tergiversa per darmi una mano nel ritmo poi aumenta e va a prendere gli altri. 13° – 14° km, la gara entra nel vivo, sto ancora sui 3:45, soffro ma resisto. Intanto sul lato opposto si incrociano gli altri concorrenti, in pratica vedo tutti, mi salutano e mi incitano in tanti, non saprei nemmeno chi fossero, sono concentrato, autografi a fine gara!
Fine del vialone, si torna verso lo stadio, ultimi 4 km, sono leggermente staccato dal gruppetto a 3, ma sulla Darsena rientro con le unghie e con i denti, 18° km, la fatica si fa sentire, 3:50 ma anche il resto del gruppetto non aumenta. Si preannuncia un finale “tranquillo”, con volata finale, ma mi sbaglio. Da dietro rinvengono due atleti, probabilmente hanno fatto un progressivo, ci agganciano e la loro andatura spacca il gruppetto. Il passo è aumentato, non ho energie per abbassare e non voglio rischiare di sciupare una gara positiva. I due “fuggitivi” se ne vanno e si portano dietro altri due, rimango con un solo compagno, ancora 3:50, ecco il palazzetto, nell’ultimo km sto dando tutto per chiudere con un buon tempo, si entra in pineta poi l’ingresso nello stadio dei Pini, ultimo km a 3:40 per chiudere in apnea. Solo al traguardo controllo il gps: 1:18:44, seconda prestazione personale in mezza, 20 secondi “peggio” rispetto a Pisa ma era normale. Alla fine 18° assoluto. Il 2017 è partito bene, adesso si torna ad allenarci verso i vari regionali di marzo e la maratona di Milano!

