La Pasqua è in arrivo… Riflessioni e Auguri.
Strategie diverse per arginare le tristi pieghe di questa pandemia. Da settimane conviviamo con un nome che adesso è diventato familiare, ma non amico, Coronavirus. Il pensiero va alle persone scomparse ed alle profonde ferite che questo maledetto Covid 19 ha portato. La devastazione rimarrà, per alcuni viva sulla pelle, per tutti dentro.
Fortunatamente in molti hanno saputo mantenere equilibrio cercando di reagire in modo misurato, ma concreto, a questo difficile momento.
Tanti hanno mantenuto uno stile di vita sano, attivo, per ricercare un benessere utile a fronteggiare le dolorose derivazioni inevitabilmente scaturite da questa situazione surreale. Parlo spesso con gli atleti ed ognuno, a modo suo, ha adottato sistemi, via via rivisti, per affrontare ogni nuovo giorno con le armi della fiducia.
Parlando quindi di noi, di noi corridori..i più hanno trovato metodi di ogni tipo per avvertire la fatica e quel senso di sano lavoro fisico. C’è anche chi si è fermato, chi non se la sente di fare attività in questo momento di dolore. Ogni individualità vibra a modo suo meritando rispetto. Secondo me non c’è una scelta giusta o meno, importante si segua la forza della propria voce interiore. Il rispetto ci dev’essere per i pensieri e le azioni di chiunque; ovviamente ognuno dovrebbe possedere un alto senso di coscienza e soprattutto non costituire alcun pericolo per il prossimo.
Tornando a “noi” ed a ragionamenti più leggeri.. guardo, ascolto e spesso mi diverto.. c’è chi ha costruito in casa un circuito di 15 metri, quello spazio non è più un’abitazione, ma a tutti gli effetti una palestra. Posti che non abbiamo mai visto come luoghi per fare attività fisica adesso adibiti a luoghi di fatica e gioia..bello! Chi ha rivisto la mappa del giardino, spostato vasi, piante e quanto ostacolava il tracciato per creare un percorso dal perimetro più ampio. Altri si sono dotati di decespugliatore per animare di falcate il boschetto che confina con la propria abitazione. C’è chi ha fatto su e giù per le scale di casa o del condominio per centinaia di volte, abbattendo il record della scalata ogni giorno, chi ha corso una maratona sul tapis roulant, chi ha fatto tappe dolomitiche sui rulli, chi si è appropriato della cyclette della moglie per fare in pochi giorni più km di quelli che la povera cyclette aveva fatto in anni. C’è chi ha trasformato il suo uliveto in un circuitino a triangolo ricordandosi di metodiche in disuso (ingiustamente) da tempo immemore, chi ha scambiato gli utensili da cucina per attrezzi da palestra per sviluppare forza, chi ha letteralmente arato il proprio campetto di casa e chi ha fatto il suo personalissimo collinare su e giù dal marciapiede di fronte al cancello della propria abitazione.
Ognuno ha dato spazio alla fantasia.
Ho mandato programmi di allenamento dalla dubbia logica..gli spazi non ci sono, la programmazione gare tantomeno..ma c’è la volontà, la voglia, il desiderio di assaporare il nostro amato “sano star bene”.
Anche noi siamo dipendenti come il fumatore (non di nicotina, di ossigeno), una dipendenza sana, anche se quando parliamo di corsa partiamo un po’ (tanto) per la tangente…
Abbiamo riscoperto la creatività, lasciato andare un po’ i freddi limiti imposti dal cronometro e la rigida legge delle distanze.
Ritroveremo più o meno presto i nostri percorsi, quelli fatti mille volte, ma sarà come riscoprirli. I nostri occhi li scruteranno con sguardo diverso fino a rivederli con luce maggiore perché l’abitudine porta sempre aridità. Anche per noi corridori sarà come uscire una nuova volta dal guscio.. un’altra volta “principianti”, ma con il dono dell’esperienza. La nostra corsa adesso è interiore, come è probabilmente accaduto poche volte in passato. Usiamolo questo periodo, traduciamolo in lezione.. “ogni esperienza insegna”. E se posso permettermi un piccolo pensiero..lasciamo perdere nel nulla l’odio riversato da alcuni verso noi runners. La nostra forza da sempre è la pace, la resistenza (e la resilienza, parola tanto in voga oggi), lo sguardo buono e comprensivo.. dovremmo avere sviluppato negli anni di corsa un vaccino contro l’ignoranza. Ciò grazie a tutti i km fatti.. sono abbastanza convinto, o meglio mi piace pensare, che tutto l’ossigeno che abbiamo immagazzinato correndo, abbia fortificato la nostra interiorità, lenito la nostra aggressività ed aumentato la capacità di mitigare il male. La cattiveria c’è, non diamole appiglio, andiamo oltre, non bruciamo energie per combattere l’inutilità. Prepariamoci, non appena sarà il momento, ad invadere di corsa i nostri spazi. Un’invasione pacifica e leggera. Liberi da pensieri riconquisteremo i nostri spazi aperti, puliti, sconfinati, fino a ritrovare il pieno benessere.
Buona Pasqua amici corridori!
Massimo Santucci

