
28 Gennaio 2014
L’aria è un pò rinfrescata ma fortunatamente abbiamo goduto di una bella giornata di sole e cosa ancora più gradita il Viale sempre chiuso al traffico.
Riscaldamento al km 4,5, ad eccezione di Marco Martini, avevamo tutti un allenamento simile, naturalmente ognuno al proprio ritmo.
Virgilio doveva correre 6×1.000 al ritmo di 3’22”/3’23” e partiva insieme ad Andrea Gesi che però doveva correre al ritmo di 3’08/10”, è in ottima forma, nonostante la gara del fine settimana a Empoli con annessa vittoria, ha corso le prove in 3’05/06”, addirittura l’ultima, ma proprio perché era stanco, l’ha chiusa in 3’04”!!!
Io, Carletto e Mauro Rossi avevamo 5×1.000 da correre a 3’55”, mi ha fatto bene fare un pò di riposo nella settimana scorsa, a parte la prima prova chiusa in 3’58” le altre le ho finite in 3’53”, e 3’51” senza sentire troppa fatica dell’andatura, Carletto ha chiuso le prove con pochi secondi di ritardo e Mauro purtroppo alla terza prova si è dovuto fermare per il solito dolore al ginocchio.
Marco doveva correre 1×1.000 al ritmo di 3’20” + 1×300 in 54” da ripetere per 4 volte e poi la coppia più bella del mondo, Andrea Biunucci e Maurizio Guidi, dovevano correre 5×1.000 al ritmo di 3’45” che però hanno chiuso in 3’40” e sono stati i primi ad iniziare l’allenamento perché, a detta di Maurizio, sarebbero partiti già stanchi a sentire gli allenamenti degli altri!!
Mario ha dovito anticipare l’allenamento correndo anche lui come Marco 5,2 km di ripetute miste con media finale ampiamente sotto i 3’20”.
Massimo ha corso lungo il viale fermandosi più volte per osservare i suoi atleti e dare loro indicazioni durante la fase di qualità.
Ci siamo ritrovati tutti alla Lecciona per correre gli ultimi 15’ di defaticamento fino allo stadio.
Odette
Nota tecnica:
Il lavoro di Marco Martini e Mario Viola può essere inserito in una preparazione di tipo evoluto.
Si tratta di correre un 1000 poco sotto il limite di soglia anaerobica e farlo seguire da una frazione breve ad alta velocità.
Il ripetere in più serie questo lavoro costringe le fibre ad un continuo stress positivo scaturito dalla convivenza lattacida.
Andrea Gesi ha invece corso un classico allenamento di potenza aerobica a due giorni dalla gara a cui ha preso parte; queste unioni di carico rendono possibili dei picchi di lavoro muscolare di cui l’atleta trarrà beneficio nelle successive fasi di recupero.

