E’ stato reso noto da poche ore che la campionessa del mondo di corsa in montagna Elisa Desco è risultata positiva al controllo antidoping effettuato durante la rassegna iridata svolta in Italia lo scorso 6 settembre. In un periodo difficile per l’atletica italiana si aggiunge anche questa macchia a rendere la crisi (compresa quella dell’immagine agli occhi del mondo) sempre più profonda.
La Federazione Internazionale di Atletica Leggera ha comunicato la positività al controllo antidoping dell’atleta Elisa Desco (Atletica Valle Brembana), a seguito del test effettuato in occasione del Campionato del Mondo di Corsa in Montagna del 6 settembre scorso a Campodolcino (Sondrio).
La Desco con una straordinaria condotta di gara, per forza e tattica espressa durante la competizione iridata, si laureò campionessa del mondo. Fu una tripletta italiana che adesso viene spazzata via e la luce arrivata dalla corsa in montagna dopo la delusione dei Mondiali in pista di Berlino è spenta.
Si consuma così un altro triste capitolo della corsa in Italia. In conseguenza della comunicazione finale della IAAF, la FIDAL, notificata la positività sia alla Procura Antidoping del CONI, sia all’atleta (ed in attesa dell’avvio della procedura connessa), dispone la revoca della convocazione della Desco ai Campionati del Mondo di Mezza Maratona, in programma a Birmingham domenica prossima, 11 ottobre.
C’è da sperare nelle controanalisi e che Elisa Desco possa dimostrare la sua piena estraneità all’episodio; vorremmo credere in lei come ad un’atleta pulita, ma oramai credere nello sport pulito è rimasta forse solo un’illusione.

Un’immagine di un congresso sulla motivazione e la forza mentale in atletica
Ciò che non deriva da se stessi, ma da sostanze illecite è sinonimo di persone deboli, di nessun valore e con assenza di qualità umane

