Emozioni da Firenze


“…decido di tornare al mio passo anche perché le gambe cominciano a protestare per quel momento di euforia…passa il cartello del 30° km…”

La mia prima volta…

Il mio amore per la corsa inizia nel lontano 1978 all’età di 11 anni e riempie la mia vita per altri indimenticabili 12 anni. Purtroppo per lavoro e successivamente per un problema ad un piede, devo appendere le scarpe al chiodo. Il fuoco della passione però non mi abbandona. Nel 2002 mi opero al piede perché a causa di una borsite non riesco quasi a camminare. Ricomincio a correre una volta la settimana, ma non basta, i figli sono grandi…l’anno scorso (2008) decido che devo intensificare gli allenamenti: obiettivo la mia prima mezza maratona! Mi affido al grande Mister Massimo, faccio la mezza, ne esco soddisfatta, oltre che finirla riesco anche a fare un discreto tempo.

Questa estate presa dal vortice del “successo” tutte le settimane faccio una gara, ma come ogni podista “malato” sento che tutto questo non mi appaga: in un angolino ben nascosto della mia testa, ogni tanto c’è come un “mostriciattolo” che appare e poi come impaurito dalla mia determinante indecisione torna nella sua tana…agli inizi di settembre, finalmente, mostriciattolo fa il suo debutto in società e si mostra nella sua forma migliore:

LA MARATONA DI FIRENZE!

Non avrei mai pensato che IO potessi correre una maratona, 42 km, ma siamo matti!!!

Domenica 29 novembre 2009 tutto questo si è avverato.

Sono un tipo che sente molto le gare e già 15 giorni prima ero elettrica, anche se con Massimo avevamo stabilito che l’obiettivo principale era arrivare in fondo, mantenendo un certo ritmo ma senza molte aspettative, tempo finale 3h30’.

Svelato il “folle”obiettivo tutti hanno cominciato a darmi consigli “ma che 3h30’ te la fai benissimo in 3h20’, anche 3h15’ “ “anche io la mia prima maratona la volevo finire in 3h30’ ma ho fatto 3h11’” 4.50” al km? Ma dai tanto andrai di sicuro più forte” “stai attenta, Firenze ha la partenza in discesa se vai troppo forte all’inizio poi il conto arriva al 35°” “la maratona si fa con il cuore” insomma tutti volevano darmi i consigli per correre questa mia prima maratona nel miglior modo possibile.

Deciso: Massimo è l’unica persona a cui devo dare ascolto, anche se negli allenamenti metto spesso un po’ del mio!

Domenica: partenza in pullman alle 6.30 da Viareggio, tutti nervosi e preoccupati: c’era chi doveva migliorare il tempo di quella precedente e chi era la prima volta che non sapeva cosa volesse dire correre una maratona. Era da una settimana che guardavo le previsioni del tempo,piove, non piove, tira vento, è freddo cosa mi metto? Ma chi me l’ha fatto fare?

A Firenze il tempo non era male, temperatura abbastanza gradevole cielo con poche nuvole quindi decido per calzoncini corti e maglietta, ai bracci mi ero fatta dei manicotti con dei vecchi calzini che poi avrei buttato nel caso fosse stato caldo, il sacco di nylon gentilmente offerto nel pacco gara rifiniva il tutto. Si arriva in Piazzale Michelangelo, le gabbie sono stracolme, la partenza è stata posticipata alle 9.20 per problemi televisivi, io con i miei due compagni di “sventura” riusciamo ad entrare nella gabbia delle 2h30’-3h: siamo appiccicati come sardine! Fa caldo e quindi decido di buttare il sacco, non sono l’unica, in terra c’era un vasto assortimento di magliette e sacchi.

Ormai è fatta, non si può più tornare indietro!

PAM ! Si parte, che emozione!

Noi tre in fila indiana facendo attenzione a non cadere, dopo circa 40” riusciamo a passare sotto il gonfiabile della partenza, vai, attacco il cronometro.

Uno dei due compagni è un veterano delle maratone e grande amico dai tempi dell’adolescenza al quale ho trasmesso l’amore per la corsa già da allora, (persona a cui tengo molto e che mi ha riempito di felicità quando mi ha detto che avrebbe corso la mia prima maratona con me) solo che è da questa estate che non si allena correttamente per un dolore muscolare e ha deciso di aiutarci nell’impresa, l’altro è un incosciente come me!

Per i primi 5 km è tutto uno zigzagare tra la gente facendo attenzione a non inciampare in qualche piede e rischiare di far morire un sogno al suo nascere;l’andatura è costante e tranquilla, riusciamo a rispettare il tempo che Massimo ci aveva consigliato;prendiamo da bere al volo, a tutti i ristori è bene introdurre liquidi per non disidratarsi troppo.

I km passano veloci, non mi accorgo di correrli tanto sono concentrata e euforica per la mia forma fisica, sto bene, Massimo me l’aveva detto ma io non ci ho creduto fin quando non l’ho provato sulla mia pelle. I 10 km arrivano con il tempo di 46’, tutto procede bene anche se forse l’andatura è un po’ troppo forte secondo la tabella stabilita;sto bene e non mi preoccupo, siamo ancora tutti e tre insieme, ricordo di essere passata davanti Palazzo Pitti, e poi il Lungarno dove tutti ci applaudivano e ci incitavano, io naturalmente ne prendevo di più, vedi che fortuna essere donna! Passiamo il ponte sull’Arno sotto Piazzale Michelangelo, vedo Massimo “Odette?tutto bene? “ “tutto ok, sto bene”. Ero concentrata sulla mia andatura, le gambe giravano e non mi accorgevo che i km passavano così velocemente; “accidenti siamo già alla mezza?” in lontananza il gonfiabile, sono in testa, il compagno incosciente, ma non troppo, probabilmente capisce che è meglio andare ad un passo più lento per non pagare nel finale:passaggio alla mezza 1h36’42”.

Chiedo gentilmente all’altro compagno “devi stare con me, non mi devi abbandonare!”.

25° km ristoro: “Odette devi mangiare qualcosa” io avevo solo il compito di prendere dell’acqua lui mi ha portato crostata e banana. Riesco a mangiare anche se a fatica, se mangiavo non respiravo! Ma sinceramente aveva ragione lui, mi sono sentita subito meglio. Non ricordo a quale km fossimo quando mi ha detto “Odette aspettati un bagno di folla” : siamo entrati nella Piazza del Duomo, la gente tutta accalcata dietro le transenne che ci incitava e ci applaudiva, io mi sono esaltata, nei miei ricordi rivedo solo io e lui che corriamo e salutiamo tutti, ridevo come una matta, un’emozione così non ricordo di averla mai provata, mi sentivo onnipotente: la gente applaude ME, io sono la protagonista principale;andavamo a 4’20” , troppo forte, ma il momento era magico e l’ho vissuto intensamente. Passata la folla decido di tornare al mio passo anche perché le gambe cominciavano a protestare per quel momento di euforia. Passa il cartello del 30°km: “Odette hai realizzato che siamo al 30°?” annuisco con la testa “bene, da ora comincia la maratona, e sappi che le Cascine sono noiose, drittoni e poca gente”. Sento che i polpacci cominciano ad indurirsi, no, non ci voleva proprio al 33° i crampi! Eravamo al giro di boa delle Cascine, il più era fatto, ma proprio nel momento in cui avrei dovuto ingranare la marcia e cambiare il passo, mi sono trovata appoggiata ad un lampione per stirarmi i muscoli! Pochi secondi e si riparte, il fiato andava bene il fisico stava bene, le gambe non facevano più parte del mio corpo, avevano deciso che dovevo andare più piano;mi sono detta, rallento, vado a passo ma in fondo ci arrivo!!

35°, mancano ancora 7km ma così è veramente dura, andiamo sui 4’50” ma di più non riesco, se cambio passo arriva un cane a mordermi i polpacci, non ce la faccio. Stringo i denti ma il dolore è forte. Avevo assaporato il sogno di finirla in 3h10’ ma vicino a Ponte Vecchio realizzo che il sogno è svanito, ormai devo solo pensare ad arrivare al traguardo e mancano ANCORA 2KM!!!

Al 40° prendo i Sali forse penso ad un miracolo, come se questi possano in un attimo farmi passare il dolore e correre a 4’20” per recuperare il tempo perso. Stiro ancora i polpacci, solo pochi secondi, ma tutte le volte che mi fermo vedo passare fiumi di persone che sta bene e che mi supera e io non ho la forza per recuperare la posizione persa :come mi rode! Qualche passo e il dolore è forte, l’amico fedele mi fa stendere in terra per cercare di stirarmi meglio i polpacci ma niente, riparto, che tristezza anche i palloncini delle 3h15’ ci superano e non riesco a stare insieme a loro. Intravedo Massimo ad una curva, ormai manca poco ma per me sta diventando un calvario “ho i crampi,non ce la faccio più” guardo davanti a me, manca meno di un km, e chi vedo lì a 20 metri? Il compagno incosciente che mi ha ripreso e sta andando verso il traguardo in condizioni migliori delle mie. Mi fermo di nuovo a stirarmi e poi mi impongo di correre, devo arrivare sul tappeto celeste a tutti i costi, il traguardo è ormai vicino, le gambe vanno da sole, due curve ed ecco Piazza Santa Croce e il tanto agognato ARRIVO! Fermo il cronometro 3h18’39”, i primi metri a passo e crampi come per magia SPARITI. Sono arrabbiatissima! Non ho ancora realizzato che ho finito la maratona, che ho corso per 42km con un discreto tempo, no io la volevo finire in 3h10’ e i crampi non mi dovevano venire!

Nella mia mente ormai avevo realizzato che quello era il tempo finale, il fiato andava bene il fisico aveva reagito bene all’impresa la preparazione aveva dato i suoi frutti, e crampi? Perché sono arrivati? Non volevo farmene una ragione anche se tutti si complimentavano con me per il tempo realizzato nonostante lo spiacevole inconveniente. Ero felice perché avevo terminato una maratona ma dentro di me ero ancora carica di energie perchè non avevo spremuto abbastanza il mio fisico e sentivo di avere ancora qualcosa da dare per riuscire a fare meglio! Solo dopo qualche ora mi sono arresa e ho capito che ormai era fatta, avevo ben poco da recriminare, era vero quello che mi dicevano, la maratona è un’incognita e comincia dopo il 30°km. Volevo che la mia prima maratona mi lasciasse un ricordo indelebile e la volevo vivere nel miglior modo possibile, finendola con la voglia di correrne un’altra. Tutto questo si è potuto realizzare nonostante la brutta esperienza dei crampi, grazie al sostegno del mio amico che non smetterò mai di ringraziare, il suo aiuto è stato fondamentale soprattutto nel finale, grazie alla professionalità del Mister Massimo che è riuscito a prepararmi in modo eccellente e grazie a me che ci ho messo veramente il cuore per arrivare fino al 42° km e 195m!!!

Ciabatti Odette

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