
La prossima mezza
Mancano pochi giorni per lo start della prossima mezza che vedrà schierate tre nuove leve della Santucci Running.
Ilaria Paoli , Marika Rabioglio, Paola Cinquini.
Ilaria Paoli strappata dalle porte di Lucca, accompagnata dal fidanzato Riccardo e il super quadrupede “Lupen”.
“Lupen” è il primo cane- atleta che ho visto non mollare da quanto corre con Ilaria. Purtroppo dopo lo sforzo di tante corse dietro o davanti alla sua padrona si è fatto venire una “pseudo” infiammazione alla zampa e adesso si rifiuta di camminare appena sente che l’odore non è quello delle vie di casa.
Con Ilaria le risate non mancano mai, dai nostri primi incontri la signora Paoli è riuscita a invertire i ruoli, io sono l’atleta lei il preparatore.
E’ molto attenta a recuperare quando vuole, a correre senza fermarsi proprio quando è giorno di riposo, farsi inviare tabelle con tempi e lavori per poi fare come le viene in mente.
Corre regolarmente ma di “faticare” non ne ha la minima intenzione. Insieme a lei silenzi e risate si alternano. E’ il “diesel” più conforme che abbia mai incontrato, si scalda dopo 6-7 km, e se provi a dire qualcosa per stimolarla ad aumentare il ritmo corsa, con la faccia impassibile e la voce in dialetto “lucchese” ti dice:- “ma che sei matta te….”
Ilaria è determinata, non vuole troppi obblighi.
Sono sicura che arriverà al termine della meta fissata. Lo farà insieme alla sua amica Paola Cinquini, conosciuta di “corsa”.
Nel mezzo a molte delle nostre uscite Ilaria è stata la testimonial di un evento che poi è diventato una barzelletta per tutto il gruppo.
Ci trovavamo vicine al kilometro quattromila alla fine del Viale dei Tigli, zona di allenamento per tutta la squadra.
E’ un viale alberato dove si possono percorrere più di dodici kilometri nel mezzo alla natura.
Dopo venti minuti di riscaldamento faccio avanzare Ilaria per qualche allungo prima del fatidico lavoro dei mille.
Ilaria si allontana, borbotta insistentemente per la fatica e sparisce tra le fronde dei miei amati Tigli. Io mi metto vicina ad un albero con la divisa tutta nera, le scritte grosse sul dorso della maglia “Santucci Running allenamenti per lo sport”. Dalla strada vedo rallentare la macchina dei Carabinieri, faccio un sorriso completamente ignara della loro risposta… Loro rallentano con l’auto fino a fermarsi.
“Buon giorno, cosa fa lei qui?”
“Buon giorno, ci stiamo allenando”
“Ci stiamo allenando chi? Che è sola..”
“Bè siamo una squadra di atletica, se aspetta ancora un attimo vedrà arrivare la mia compagna di sport. Se sono imbarazzata o quando mi agito balbetto …quindi immaginate le facce dei Carabinieri”
“Ha i documenti?”
“L’ansia cresce, no.. no..no, non porto i documenti “qu-quando” ci alleniamo”
Mi giro e mi rigiro per far notare le scritte della società sportiva, ci pensano un po’ e dopo poco scelgono che le informazioni ricevute potevano essere sufficienti e si allontanano”
Appena finita l’agitazione del momento mi chiedo dove fosse finita Ilaria che doveva fare un semplice 1000 e che in un tempo di cinque minuti doveva ritornare al punto di partenza, proprio dove ero io.
Avete presente nelle favole, quando il tempo che scorre è realmente poco ma sembra essere sempre tantissimo..ecco è successo proprio così la vedo arrivare, le racconto il fatto…
“sportivamente si batte”
“Ilaria che dici?”
“Vale potevi rispondere che…”
“Ilaria ma sono carabinieri …”
Finiamo ridendo e ritorniamo verso casa. Sono ancora qui che penso se Ilaria era lontana e si è fatta il suo mille inconsapevole dell’accaduto o vista la prontezza della risposta…ha guardato lo svolgersi della scena e poi è spuntata all’improvviso?…

Insieme a lei corre Paola Cinquini veterana della Santucci Running, l’anno scorso abbiamo portato a termine la sua prima mezza maratona. Testarda quanto basta vi dico solamente che nella sua prima gara, al diciottesimo kilometro è stata colta dai crampi allo stomaco. La sua reazione, pochi lamenti.
Vedo Paola puntarsi dritto un dito nella parte dolorante, rallentare, fare qualche respiro profondo, serrare i denti e dirmi:
“Vale, vai, aiutami che arrivo in fondo”
“Sono sicura Paola , andiamo, non preoccuparti”
Quest’anno farà meglio, è più esperta, ha un anno intero di corsa alle spalle, anche se dopo la mezza maratona sono sicura si prenderà di nuovo un pausa.
Corre con Ilaria ma al suo seguito porta sempre una bella schiera di amici che regolarmente costringe, complice il gruppo Santucci Running, a mettere nelle gambe più kilometri di quelli che sono stati annunciati all’inizio della corsa. Piccole burle tra compagni di gioco.
Una cosa è certa, viene perseguitata dal gruppo, non ha ancora cambiato le scarpe da running e oltre a rendere i suoi allenamenti più faticosi ( avete mai provato a pedalare con una bicicletta con le ruote sgonfie?) fa compagnia a tutti i cinguettii e rumori vari della flora del nostro viale. Le scarpe della Cinquini non sono finite..sono morte, tanto che fanno un cigolio come per dire: non ne possiamo più.
Per Paola la corsa è un motivo di aggregazione, Puccini mezza maratona è il suo appuntamento fisso.
Anche per questo anno non abbiamo dato tempi precisi per la conclusione della mezza e nonostante questo attendo in gloria che Paola mi chieda la sua prossima meta. La maratona di Roma. Un mio sogno più che un suo.
È diventata subito una mia amica oltre che la mia assicuratrice di fiducia, parliamo molto e delle cose più impensate. Ci arrabbiamo entrambe per i fischi di apprezzamento che riceviamo dai ciclisti che ci vedono allenare e quando corriamo da sole, l’argomento principale sono le hit-parade degli “stupidi” di Viareggio.
La terza ma solo in ordine di tempo è Marika Rabioglio.
Ci conosce per la frequentazione di Carlotta la sua bimba che faceva parte della squadra dei “Santucci boy’s”.
Marika corre, ha sempre fatto sport, anche a livello agonistico. Ha scelto di allenarsi con una meta, del gruppo è quella che conosce a memoria cosa scrivo nelle sue tabelle. Ed è l’unica che prende in considerazione i tempi e i secondi delle ripetute.
Misura in modo scrupoloso i kilometri, la sua costanza ci porterà al traguardo con il sorriso. Sempre molto controllata, non preme mai troppo l’acceleratore.
Questo sarà l’obbiettivo della prossima corsa, andare più forte.
Questo anno dopo i primi mesi di allenamento abbiamo cominciato ad accusare un dolore al polpaccio che viene fuori ogni volta che Marika forza un po’ l’andatura. Vista l’infiammazione sopraggiunta un po’ precocemente, preso in considerazione il suo carattere sempre equilibrato e il mio modo di allenare abbiamo scelto di non rischiare e di rendere l’adattamento alla velocità più lento del previsto. Anche per lei il sogno, vederla tagliare il traguardo di una maratona, Roma i suoi San Pietrini i suoi monumenti i nostri passi silenziosi, l’imponenza dei monumenti.
Insieme a lei a volte corre Marco. Del gruppo degli degli accompagnatori è quello più pacifico, si mette sull’asfalto e ci regala la sua ombra poi prende il suo “passetto” e lo vedi sparire a attendere in macchina che la scuola di atletica abbia compiuto il suo giro.
Con Marika ci sentiamo al telefono fuori allenamento, ci scambiamo notizie su “le ultime di Viareggio” spaziamo dai semplici “ma quello lo conosci…ho misurato il pezzo di strada fatto ieri” … ad argomenti più seri come idee su famiglie, modi di lavorare fino a toccare la cronaca nera dove aggiorniamo il calendario dei decessi che vanno dal campo d’ Aviazione fino alla zona Darsena. Altro “cult” del momento è una attenta analisi dei capi d’abbigliamento invernali delle signore che in pineta fanno funghi….
Marika è materna dentro…Come avrete già intuito sono io che parlo a lei, “la classe non è a caso Marika ha qualche anno in più e una storia più avanti dalla mia”.
Grazie a voi di condividere questa nostra passione, grazie di essere state presenti e coscienti ….la prossima mezza sarà una data da ricordare.
Valentina

