Il legume che richiama la primavera: la fava

fava legume

Quando sulle bancarelle dei contadini iniziano a essere presenti le fave si avverte già aria di primavera! Infatti la fava è il legume che annuncia  la primavera e segnano la fine dell’inverno trascorso.

A chi non piace la fava?

Proprietà e caratteristiche della fava

Le fave, sono i semi della pianta Vicia faba, appartenente alla famiglia delle Leguminose contenuti in un baccello che può essere lungo fino a 25 centimetri. La parte edibile quindi, è costituita dai semi interni del baccello.

Le fave hanno origini asiatiche, per quanto fossero già perfettamente conosciute ai tempi dell’antica Grecia e non mancavano mai sulle tavole dei Romani. Il contenuto proteico ne ha fatto per lunghi periodi uno dei classici cibi dei poveri, grazie al prezzo economico, alla facilità di coltivazione e diffusione, e alle ottime proprietà salutari e nutrizionali.

Questa pianta presenta numerose varietà, di cui alcune destinate al consumo animale come foraggio (quelle dette favetta e favino); la fava da orto, che appartiene al gruppo cosiddetto major, è invece quella che si trova sulle tavole a partire dal periodo primaverile.

Le fave, rappresentano una fonte naturale di molti degli elementi nutritivi necessari per la nostra alimentazione, come vitamine e minerali; ricche di proteine e fibre vegetali, ma povere di gassi. Le fave fresche forniscono 72 calorie ogni 100 grammi, mentre quelle secche ne forniscono 305. Quindi meglio consumarle da fresche!

Contengono tantissima acqua (84%), proteine (5,6 g), carboidrati (11,7 g), fibre (4,2g) e pochissimi grassi (0.6 g) su 100 g di prodotto. Queste caratteristiche fanno delle fave un cibo ipocalorico e con ottimi benefici sulla salute e adatto per le diete ipocaloriche (sempre che siano fave fresche).

Numerosi i sali minerali quali: potassio (250 mg), ferro (1,9 mg), fosforo (95 mg), calcio (22 mg) e sodio (50 mg), magnesio (38 mg), zinco (0.58 mg), rame (0.074 mg), manganese (0.32 mg).

Tra le vitamine le più abbondanti sono: vitamina A (18 mcg), vitamine del gruppo B fra cui la Tiamina B1 (0,17 mg) importante per il corretto funzionamento del sistema nervoso e per il metabolismo dell’energia e la Riboflavina B2 (0,11 mg), la Niacina B3 (1.5 mg), la vitamina C (33 mg) e la vitamina E.

Inoltre nelle fave sono presenti folati, che appartengono alla famiglia delle vitamine del gruppo B, che sono fondamentali per il metabolismo e per garantire al nostro corpo l’energia necessaria e acido folico, che supporta le funzioni del sistema nevoso e aiuta la sintesi del DNA e dell’RNA.

Gli aminoacidi presenti nelle fave in maggior percentuale: acido aspartico, acido glutammico, alanina, arginina, leucina, tirosina, treonina, triptofano e valina. Il L-dopa, è un aminoacido che contribuisce ad alzare la quantità di dopamina presente nel cervello; questa sostanza è presente in alcuni farmaci utilizzati per la cura del morbo di Parkinson. Alcuni pazienti sostengono che i benefici effetti delle fave sul Parkinson durerebbero di più rispetto a quelli dei farmaci.

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Controindicazioni

Le fave presentano anche una controindicazione gravissima, legata a una malattia che non a caso viene detta comunemente “favismo“. Si tratta di una patologia correlata al deficit di un enzima, il G6PD: le persone che presentano questa caratteristica, se esposte a determinate sostanze, possono andare incontro a varie conseguenze anche gravi, come l’anemia emolitica. In realtà non tutti coloro che presentano questo deficit reagiscono necessariamente proprio alle fave; mentre tutti coloro che sono affetti da favismo presentano la carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi.

Curiosità

Le fave sono da sempre legate a credenze superstiziose. Presso i Greci erano considerate impure, addirittura il cibo dei morti, ragion per cui Pitagora vietava categoricamente ai suoi discepoli non solo di mangiarle ma anche di avvicinarvisi. Da qui è divenuto usuale preparare per il 2 novembre, giorno dedicato ai defunti, piatti tradizionali a base di fave, come il Maccù di fave, un piatto tipico ragusano. Si racconta anche che Pitagora preferì farsi catturare dai suoi assassini piuttosto che cercare salvezza in un campo di fave. Secondo una credenza diffusa in Italia, invece, trovare 7 semi (anziché 6) in un baccello di fava porta fortuna.

Come  mangiarle?

Ottime con la pasta, il modo di prepararle più diffuso è a zuppa che a seconda delle tradizioni regionali è cucinata con altri legumi, con gli ortaggi, con la polenta o le salsicce. Una famosa zuppa è la vignarola romana in cui vengono cucinate con piselli e carciofi, non lo è da meno quella con la cicoria, tipico della provincia di Bari o restando sempre in puglia con il baccalà. A Modica invece, si preparano i “lolli che fave”, una tipica minestra, molto semplice da preparare con limone, olio e cipolle. Diverse tradizioni sono legate alle fave; si accompagnano a torte e pizze rustiche, per esempio con il tortano o altre torte pasquali come il casatiello a napoli, oppure come accompagnamento al pecorino romano.

 

 

 

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