
Con la vittoria di Di Gennaro dello scorso anno, sembrava finalmente interrotta la supremazia francese alla 100 chilometri del Passatore.
Assente l’asso Bellocq era invece un suo connazionale, Roland Vuillemenot, a spuntarla ancora. L’Italia, si consola comunque col successo di Amabile Salarino in campo femminile.
Se n’era rimasto a casa, in Francia, ancorché regolarmente iscritto, Jean Marc Bellocq, vincitore delle edizioni 1986 e 1987 della 100 chilometri del Passatore.
Così Normanno Di Gennaro, teramano dal cuore forte, che a Bellocq lo scorso anno aveva tolto la supremazia e che l’aveva relegato al secondo posto, deve aver pensato che stavolta sarebbe stata proprio una passeggiata. E invece a vendicare Bellocq è spuntato un altro transalpino, un coriaceo muratore quarantatreenne della Provenza, tal Roland Vuillemenot, che col sesto posto dello scorso anno non faceva presagire certo un exploit del genere.
Vuillemenot non è l’ultimo arrivato, se riesce a correre la maratona ancora in 2:21′ e dietro le spalle ha una decina di 100 chilometri: stavolta poi è decisamente in forma. Non può saperlo Di Gennaro che l’anno scorso è proprio andato forte, tanto da stabilire il primato assoluto della gara. E così lancia il suo attacco. Ma quello gli resiste. Sulla salita per il Passo della Colla l’abruzzese capisce che non è in giornata e che contro quel francese tosto c’è poco da fare.
La strada sale, il nostro “scoppia” e Vuillemenot si lancia: transita in testa a Casaglia e si butta in discesa.
A Marradi, quando ricomincia la pianura, ha un buon margine di vantaggio sugli inseguitori, l’ungherese Mayer, gli italiani Casaretto e Mazzetti e lo jugoslavo Hribernik che prende Pietro Gennari ma che dà segni di cedimento. A mollare saranno invece Mayer e Mazzetti mentre tornerà prepotentemente alla carica Hribernik che, dopo aver conquistato posizioni una dopo l’altra, a Brisighella, quando mancano dodici chilometri all’arrivo, passa secondo con una ventina di minuti di ritardo dallo scatenato Vuillemenot.
È suo il finale più veloce, ma l’uomo della Provenza è ormai al sicuro. Il terzo gradino del podio tocca ad Antonio Casaretto che tiene lontano Pietro Gennari mentre negli ultimi chilometri si fa avanti nientemeno che un americano, Chris Gibson di Pittsburgh, e dietro di lui finisce l’inossidabile Vito Melito. Sul traguardo di Faenza si presentano poi Benassi, l’austriaco Wanivenhaus, Togni, l’altro austriaco Haller. Mazzetti non si vede proprio ed infine viene spiegato l’arcano: sembra (è il parere della giuria) che abbia… accettato un passaggio in auto per guadagnare strada e tempo.
Un’immagine ricorrente nelle ultime edizioni con Calcaterra trionfante
A proposito di tempi, Vuillemenot non riesce a forare il muro delle sette ore: rimane 91 secondi sopra. Per 38 secondi, invece, la prima donna, un’italiana stavolta, non scende sotto le dieci ore: ma non gliene importa niente ad Amabile Salarino, al suo primo, vero successo di rilievo. La piemontese, stakanovista della maratona, precede d’un quarto d’ora la cecoslovacca Zatecka Bozena, mentre un’altra italiana, la trentina Maria Nardin, s’aggiudica ‘ultimo posto sul podio. Per il resto, storie d’ordinaria amministrazione per chi all’allenamento per la gara si era dedicato, e d’ordinaria follia, invece, per chi a Firenze era andato per amor d’avventura.
Centoun chilometri e cinquecento metri, infatti, non si fanno mai a cuor leggero: meglio prepararsi per bene, perchè la fatica talvolta lascia qualche segno e dunque, tutto sommato, è meglio sentirsi un po’ meno Rambo, ma essere in salute.
Risultati:
Donne:
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Salarino A. 10:00’38”
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Zatecka B. (Cec) 10:16’10”
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Nardin M. 10:27’19”
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Valli A. 10:45′
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Fornari M. (Fra) 11:00′
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Mazza P. 11:49′
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Sordoni A. 12:31′
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De Martini E. 12:51′
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Placci V. 13:07′
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Pausic A. (Jug) 13:13′
Uomini:
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Vuillemenot R. (Fra) 7:01’31”
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Hribernik D. (Jug) 7:15’06”
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Casaretto A. 7:27’41”
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Gennari P. 7:33′
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Gibson C. (Usa) 7:52′
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Melito V. 7:56′
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Benassi M. 8:03′
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Wanivenhaus G. (Aus) 8:04′
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Togni F. 8:10′
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Haller G. (Aus) 8:13′
da Correre del Settembre ’89

