Il racconto di Dublino

DUBLINO 2011

Come ogni anno, l’ultimo lunedì di ottobre, e per questo 2011 cascava giusto il 31 cioè per il giorno di Hallowen, si è corsa la Maratona di Dublino e anche noi, gruppo Santuccirunning eravamo presenti a questo evento ormai programmato già dall’inizio dell’estate.

Gianpiero promotore dell’idea era presente nella griglia di partenza, solo Stefano ha dovuto rinunciare a causa di un forte dolore ad un ginocchio che solo una settimana prima della gara non gli permetteva neppure di fare quei pochi chilometri di riscaldamento. Massimo era in perfetta forma nonostante che una ventina di giorni prima aveva accusato problemi al tendine con relativo stop di 10 giorni, ed io tesissima nell’affrontare questa maratona perché al momento dell’iscrizione (risalente all’inizio estate!) avevo pensato di correrla da “turista” cercando di fare una preparazione giusta solo per poterla finire senza pensare troppo al tempo, correrla con serenità per arrivare alla fine, ma dagli allenamenti dell’ultimo mese e dalla forma fisica, sembrava che per me non doveva più essere una maratona da “turista” ma forse era il caso di provare a fare un discreto tempo, quindi mi sentivo investita di una forte responsabilità per il risultato finale.

Le previsioni meteo non promettevano niente di buono si prevedeva pioggia nonostante che le temperature fossero abbastanza gradevoli considerando il luogo e il periodo dell’anno. Io mi ero organizzata con una fascetta a mò di braccialetto dove erano segnati i passaggi ad ogni miglio per concludere la gara in 3h15′ tanto per rendermi conto dell’andatura perché i km erano segnati ogni 5. In griglia eravamo poco dietro i top runners, l’emozione era tanta e dopo i consueti “in bocca al lupo”, i saluti a Francesca e Claudio gli unici venuti a immortalare il momento della partenza, lo sparo e ci siamo mescolati tra gli altri concorrenti e da lì per ognuno di noi è iniziata la grande impresa.

Percorso assai ondulato con i primi km nelle strade del centro di Dublino per poi dirigerci verso il parco, il più grande in Europa all’interno di una città, e poi abbiamo sempre incontrato centri abitati dove non sono mai mancate le persone che ci applaudivano e ci incoraggiavano, i bambini ci offrivano dolcetti, acqua e tendevano la mano per darci il saluto. Nonostante che durante il percorso abbiamo trovato vento e pioggia, la gente non si è mai arresa nel sostenerci. Purtroppo per me che poco dopo il 28° km mi sono dovuta fermare ai bagni che fortunatamente allestiscono in prossimità dei ristori e quindi oltre a perdere posizioni perdevo pure la speranza di poter finire la gara entro le 3h15′. Non ricordo bene dove, ma il gruppo con pace maker delle 3h15′ mi ha raggiunto, non ho mollato come prevedevo, presa dallo sconforto, ma un’ulteriore sosta mi ha allontanato da loro: 3 in tutto!! Gli ultimi 2 km sono stati veramente da urlo, la gente ai bordi della strada che applaudiva e che ci incoraggiava, nonostante le 3 soste e il percorso ricco di saliscendi ho avuto la forza di mantenere il ritmo cercando di rosicare minuti per arrivare il più possibile vicina alle 3h15′. Sul rettilineo finale il gonfiabile si vedeva in lontananza, mi immaginavo il momento che ci sarei passata al di sotto e intanto mi guardavo intorno per cercare di vedere Claudio e Francesca ma finalmente ecco il tappeto verde e l’arrivo: 3h16’25″…un pò di delusione…ma anche questa l’avevo finita consapevole del fatto che il problema non era dovuto alla preparazione e che per la prossima riproverò a tentare il personale…organizzandomi anche con un bel tappo di sughero!!

Aveva cominciato a piovere, che c…, giusto giusto il tempo di arrivare, medaglia al collo, ritiro pacco gara e veloce, si fa per dire, a prendere la sacca con il cambio al deposito borse dove Massimo mi aspettava felice per aver chiuso la maratona con un tempo eccellente 3h03’37” avendo pure fatto diverse soste per rilassare la schiena!!! Mancava solo Gianpiero, siamo tornati verso l’arrivo per ricompattare il gruppo e anche per lui la fine: 3h54’49”. A piedi e sotto la pioggia un pò malconci siamo tornati all’albergo dove una bella doccia calda ci attendeva per riprenderci dal freddo e dalla fatica.

Odette

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