Intervista a Marco Martini

“Questo sport mi ha insegnato
lealtà e rispetto, corro per me
non contro qualcuno”

Intervista: 10 domande al runner

Marco Martini

  • Qual è stato il migliore allenamento della tua carriera?

  • Psicologicamente l’allenamento migliore è quello dove mi diverto pur faticando e che mi lascia buone sensazioni a livello emotivo, il migliore dal punto di vista della prestazione è quello che considero fondamentale, per l’obiettivo a lunga scadenza che mi sono posto. Per me sono ottimi quelli che faccio per la maratona ad esempio la domenica mattina, perchè mi concentro di più su me stesso, riesco ad ascoltarmi di più e a vedere come reagisce il corpo, tutto nel suo insieme, allo sforzo non mi limito solo alle gambe

  • E quello più duro che hai fatto?

  • Sono duri tutti gli allenamenti dove non sono al 100% perchè in ogni allenamento voglio dare quella percentuale, per me stesso e per rispetto di chi mi segue; sono duri quelli dove devo cambiare ritmo in progressione, e non riesco a digerire i collinari, ma più per timore delle discese per qualche problemino ad un ginocchio

  • Che percorsi prediligi fare in allenamento?

  • In allenamento preferisco correre in pianura e su asfalto, però circondato dal verde, se scelgo lo sterrato o il collinare preferisco farlo in compagnia

  • Che tipo di allenamento preferisci?

  • Prediligo fare le ripetute sui 1000 e 2000, i medi con aumento del ritmo nei km finali e i lunghissimi di 2 ore max 2 ore e mezzo, prediligo quelli che so che mi “preparano” ad un certo risultato e quindi quelli che motivano, che hanno una finalità specifica

  • Ti piace di più allenarti da solo o in gruppo?

  • Sono passato da allenamenti fatti da solo a quelli in compagnia e di gran lunga sono preferibili questi ultimi, se sto bene sono consapevole che posso esser di aiuto e viceversa, in compagnia senti di condividere qualcosa che per me è importante e tutto passa meglio e prima

  • Qual è stata la tua miglior gara?

  • La gara migliore la maratona di Padova dove ho fatto il mio personale di 2h37′ ero completamente da solo ero lì per correre.. mi ricordo la concentrazione e le gambe che giravano, mai avuto un attimo di difficoltà se non la fatica normale che si prova nel correre 42,195km, la mente libera positiva e senza guardare più di tanto il crono, l’unica cosa che mi è mancata.. condividere con altri, con familiari e amici, compagni di squadra, quel momento per me magico; sono in attesa di fare ancora la migliore in assoluto, che poi è sempre quella successiva quella dove migliori il tempo precedente

  • Quella più bella a cui hai partecipato?

  • La più bella ..è difficile…la più bella deve ancora venire.. mi viene in mente una mezza maratona a Pisa dove l’ho corsa con il mio amico Gesi ci siamo aiutati dall’inizio alla fine, entrambi il personale, la mezza maratona ad Amsterdam e quella di Loheninghen in Germania, queste ultime due in compagnia di amici, perchè quando vai all’estero apprezzi anche maggiormente l’organizzazione e il clima l’atmosfera in cui viene accolto l’atleta, concepito come qualcosa da curare qualcosa di prezioso da tutelare e non come accade qui da noi che veniamo spesso additati come un peso qualcosa da sopportare malvolentieri

  • Un aneddoto relativo ad una gara?

  • Durante una gara che si corre qui a Pisa alla fine di Ottobre, Run to the Tower dall’interno di Camp Derby alla Torre di Pisa, dove due comunità si incontrano quella americana e militare con quella italiana; eravamo in testa in tre, ad un certo momento un auto guidata dal solito vecchietto sbucò all’improvviso da un viottolo colpendo lievemente uno degli altri 2 che si fermò e dopo pochi attimi ripartì..ecco io mi fermai con lui per sincerarmi che non si fosse fatto male e per rispetto, si riparte ad armi pari, il terzo si guardò bene dall’aspettare, lo sport, questo sport mi ha insegnato lealtà e rispetto, corro per me non contro qualcuno

  • Se ti ricordi dei sogni che fai ce ne racconti uno relativo alla corsa?

  • Un sogno che faccio non è nel sonno, almeno quando dormo mi riposo, ma è un sogno ad occhi aperti, un sogno che è poi un obietttivo, ma non si dice..

  • Cosa ti regala la corsa?

  • Quando corro sto bene, mi sento in pace con me stesso e con quello che mi circonda, riesco ad essere positivo e sentirmi vivo, la corsa mi ha dato la possibilità di conoscere persone eccezionali, mi aiuta a sentirmi anche utile con qualche consiglio, su scarpe su qualche tipo di allenamento, sui medici e fisioterapisti da seguire…è uno stile di vita, mi regala benessere, consente di conoscermi meglio, come reagire alle difficoltà , come rialzarsi da una sconfitta e a vincere paure e limiti, mi regala il rispetto e la lealtà e per contro mi fa detestare chi è scorretto, mi fa gioire per amici che raggiungono i propri traguardi sportivi. Mi piace correre e al tempo stesso mi piace quando questo coincide con un messaggio di solidarietà e beneficienza, essere una sorta di testimonial

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