
“Quella vittoria mi fece realizzare il sogno di vestire la maglia azzurra”
Intervista: 10 domande al runner
Annalaura Mugno
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Qual è stato il migliore allenamento della tua carriera?
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Piuttosto che il migliore, direi quello che mi ha dato maggiore soddisfazione: una scalata sul Monte Prana (dietro Camaiore) con il mio allenatore. Siamo arrivati fino in cima alla croce dove abbiamo potuto prender fiato godendoci un panorama incredibile! Sembrava di volare! Dopo tanta fatica, non credo esistano emozioni più uniche!
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E quello più duro che hai fatto?
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Ovviamente ci sono stati tanti allenamenti duri, che mi hanno regalato immensa soddisfazione. Sicuramente uno di questi è stato durante la preparazione della mezza maratona internazionale di Malta: 1h10’ di corsa collinare + 3x2km con recupero di 1km di corsetta + 20’ corsa (in totale ben 2h10’ da sola!).
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Che percorsi prediligi fare in allenamento?
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Sentieri di montagna con pendenze miste e salite di ogni genere!
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Che tipo di allenamento preferisci?
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Corsa lunga in montagna oppure variazioni di ritmo su percorsi collinari fuori dall’asfalto.
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Ti piace di più allenarti da sola o in gruppo?
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In generale preferisco in compagnia, anche se sono spesso costretta ad allenarmi da sola. Quando corro in montagna, mi piace anche allenarmi in solitaria, è un’occasione per ascoltare sé stessi, il proprio corpo e la natura che ci circonda.
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Qual è stata la tua miglior gara?
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La seconda prova dei Campionati Italiani di Corsa in Montagna Juniores, a Tavagnasco (TO). Gara di sola salita su sentieri tecnici e mulattiere, condotta all’attacco e in testa dall’inizio alla fine. Quella vittoria mi fece realizzare il sogno di vestire la maglia azzurra per la Coppa del Mondo di corsa in montagna.
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Quella più bella a cui hai partecipato?
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Campionati Europei di Cross Juniores, a San Giorgio sul Legnano (MI). Oltre all’emozione di gareggiare nuovamente in nazionale, quell’anno gli europei erano in Italia, su un percorso, quello del Campaccio, che io adoro. Il tifo lungo tutto il tracciato e le miriadi di bandiere italiane davano una carica pazzesca. Inutile dire, gara veloce e in apnea dall’inizio alla fine. Una grande soddisfazione!
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Un aneddoto relativo ad una gara?
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Qualche anno fa, per mancanza di neve, il percorso della Ciaspolada era stato predisposto dagli organizzatori con la neve artificiale. Quindi il paesaggio era completamente verde, fatta eccezione della striscia di neve del tracciato. Durante la gara, che vi ricordo si svolge con le racchette da neve ai piedi, mi superò un signore (con regolare pettorale competitivo) che stava correndo di lato al tracciato, sull’erba con le scarpe da corsa e le ciaspole in mano! Alla spudoratezza non c’è mai limite!
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Se ti ricordi dei sogni che fai ce ne racconti uno relativo alla corsa?
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A volte mi capita di sognare delle gare che devo fare magari il giorno seguente. Quindi, quando mi sveglio non so mai se la gara l’ho già fatta o la devo ancora fare!
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Cosa ti regala la corsa?
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La corsa mi regala me stessa. Mi ha aiutato a conoscermi e a crescere. Mi aiuta ad affrontare la vita di tutti i giorni, a superare lo stress e le difficoltà. Quando ho vissuto dall’altra parte del mondo, lontano dai miei affetti e dalla mia famiglia, e mi sentivo sola, sapevo che bastava mettermi le scarpette ai piedi per ritrovare la gioia, la libertà e la felicità che solo questo bellissimo sport sa darmi.

Un arrivo vittorioso

Un podio

Una corsa insieme nei boschi della Svezia

