La mia Berlino 2013

“Un sogno diventato realtà”

BERLINO 2013: un sogno diventato realtà

Da molti anni sognavo di correre la maratona di Berlino, e, a cosa fatta, direi che la realtà ha superato di gran lunga le mie aspettative.

Ma iniziamo dal principio.

Mi sono aggregata come sempre al gruppo di Massimo diversi mesi prima, con l’intenzione di preparare meglio che potevo questa maratona, per due motivi;

il primo per un ricordo personale di 11 anni prima, quando a Potsdam, vicino Berlino, vinsi l’europeo master, il secondo perché sapevo e ora lo confermo, che il percorso è scorrevole e con tanto pubblico, proprio quello che fa per me.

Purtroppo diversi acciacchi mi hanno bloccato, e gli allenamenti sono stati proprio scarsi, ma sono partita ugualmente con l’intenzione di correrla con l’unico obbiettivo di arrivare in fondo.

Atterriamo a Berlino il giorno prima, e dopo aver depositato i bagagli, ci dirigiamo all’expo per ritirare la cosa più importante: il pettorale.

Già da lì, mi rendo conto che l’organizzazione è perfetta. Nell’hangar di un ex aeroporto, tutti gli stand tecnici (mai visti così ben allestiti), e ritiro pettorali (senza fare code), fuori… di tutto e di più, e naturalmente il ristoro con gli immancabili birra e wurstel:-)))

Alla sera, preparo la sacca e attacco il pettorale sulla canottiera, ora più che mai, sento che posso farcela, il piede è dolorante, ma spero che l’analgesico che mi sono portata, possa permettermi di correre, e se proprio non riesco, camminerò…su 48.000 partenti, troverò un po’ di compagnia!!!

La mattina del grande giorno è arrivato, tutti a far colazione. Commenti, sensazioni, desideri, felicità, aleggiano nell’aria.

Usciamo dall’hotel, situato in posizione perfetta, (vicino alla stazione e a 500 metri dalla partenza) ci scambiamo il fatidico “in bocca al lupo”, e ci aggreghiamo alla moltitudine di atleti che sta uscendo dalla stazione per raggiungere la partenza.

Le tende per la consegna sacche sono tantissime, perciò ci ritroviamo insieme solo io e Odette, impossibile ritrovarci con Massimo e Giampiero come ci eravamo accordati, e così ci avviamo per entrare nel nostro settore (D).

Siamo tantissimi, sono emozionata, “correrò” la mia 38° maratona, mille pensieri mi frullano in testa, so che per tutto il tempo, qualcuno soffrirà con me, che da lassù una persona a me molto cara, mi proteggerà, che all’arrivo mi aspetteranno, dovessero star lì ore e ore. Non sento lo sparo, ma la massa che si sta muovendo e io con loro, le lacrime mi riempiono gli occhi, ma è solo gioia…è giunto il mio momento.

Passano i primi km, l’andatura è molto tranquilla, so che se ascoltassi le gambe dovrei aumentare, ma l’esperienza a qualcosa serve, mi godo la città e i vari gruppi di musicisti. Dopo poco mi raggiungono Massimo e Giampiero, ma stanno correndo troppo veloce per me, 5′ a km… siamo impazziti?

Arrivo alla mezza, la fatica comincia a farsi sentire, come pure il piede.

Decido che devo distogliere il pensiero da tutto ciò, così prendo il cellulare e inizio a scattare qualche foto ai gruppi più caratteristici e a tutto quello che mi colpisce sul percorso.

Mi ritrovo al 30° senza grossi problemi e mi rendo conto che mi sto divertendo, e che

posso farcela. Ecco il 35°, ormai è quasi fatta, 36, 37, 38, 39, vedo il 40° in lontananza, non riesco a crederci, sono ampiamente sotto le 4 ore, inizio a battere il 5 a tutte le manine che si sporgono dal pubblico, cerco con gli occhi qualcuno del gruppo, ma impossibile fra tutta quella gente. Arriva il 41° km, alla porta di Brandeburgo mi fermo per scattare una foto, vedo il gonfiabile dell’arrivo, anche qua ci vuole la foto, ho il tempo prima di passarlo? Certamente, tanto sono di gran lunga in anticipo!

Taglio il traguardo, piangendo e ridendo, e vado a ritirare la mia prestigiosa medaglia, 3h57′ il tempo ufficiale, 3h54′ real time.

Il ricongiungimento con il resto del gruppo è tutta una festa.

Devo riconoscere, che anche all’arrivo, l’organizzazione è stata impeccabile. Le migliaia di volontari, molto disponibile e sempre sorridenti, sono riusciti a far defluire gli atleti senza intoppi, mettendo anche a disposizione spogliatoi e docce capienti e ben attrezzati. Un bel ristoro finale e ciliegina sulla torta, l’immancabile bel “bicchierozzo” di birra.

La maratona è fatta, adesso pensiamo a Berlino come città.

Tappa d’obbligo, Potsdam, sede dei castelli e della reggia dei nobili prussiani nel parco si Sansouci, che a distanza di 11 anni, è stata riportata agli antichi splendori.

Il resto del tempo lo dedichiamo a Berlino, una città che incanta, commuove e diverte.

Incanta nella parte storica, con la basilica, la porta di Brandeburgo, l’obelisco della vittoria, l’università, le varie chiese, gli innumerevoli musei il giro in battello.

Commuove con il museo dell’olocausto, il muro di Berlino, il checkpoint charlie.

Diverte con i grossi centri commerciali come Lafayette e il Kadewe, con la più bella e antica cioccolateria della città, con gli stand in Alexander Platz dove sembra di vivere un mini october fest.

E’ stata un’uscita da 10 e lode, e devo ringraziare per tutto questo Massimo, Francesca, Elisabetta e Giampiero che sono dei perfetti organizzatori.

Mara

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