La mia Wild Marathon di Sara Paganucci
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Alzataccia alle 03:50 di mattina mi preparo, mangio qualcosa contro voglia e parto da sola, ultimamente Mauro e Michela li vedo solo x delle belle mangiate, non ci troviamo più con turni di lavoro e gli obbiettivi non collimano.
Alle 05:00 sono al casello a Pistoia dove mi aspetta Angelo, insiste per fare una macchina, io vorrei andare con la mia perché so che lui è molto più veloce di me e mi dispiace farlo aspettare troppo all’arrivo.
Arriviamo a Carmignanello, ritiro subito il pettorale, faccio controllare il materiale obbligatorio, saluto gli amici Laura e Alessio che hanno dormito in palestra; Raffaele, Valentina e Tiziana con cui faccio qualche foto di rito e poi briefing pregara di Alessio…non so cosa aspettarmi dopo due mesi di stop dalle gare, la ciucca di giovedì sera…mi dicono che il primo arriverà in 10 ore…si sta freschi!
Partenza alle 6:30 dopo un simpatico “italia 1” , una fresca pioggerellina ci inzuppa tutti, io ho il giubbettino addosso che mi protegge, spero che mi porti fortuna.
Il percorso è subito in salita, prendiamo subito un sentiero, il gruppo di testa mi stacca quasi subito, quando la strada si allarga, riesco a vedere, sopra di me il serpentone dei top tra cui Angelo e Lauretta che sono nelle prime posizioni, sotto altre sole due donne avanti a me.
Attraversiamo una prateria ed io recupero già qualche posizione, scendiamo nel vecchio borgo di Migliana, dove faccio la scalinata a passo per non fare la fine di S.Gennaro, davanti a me non si vede più nessuno, dietro pure.
Salto i primi due ristori perché ho già l’acidità di stomaco, in Vallupaia un signore molto gentile mi chiede come sto e mi dice che sono la 3°donna; io mi dico “fatti passare la pancia e provaci!” .
Mancano ancora tantissimi km è presto per dirlo ma sono determinata a farlo.
Il percorso ci porta a fare un giro dello Javello, per poi farci salire in cima al monumento dei caduti, in salita cammino, mi bruciano le gambe, ma non mi arrendero’ mai.
Sono ridiscesa al monumento degli acandolu, sempre dedicato ai caduti, 3°ristoro, con traverso in pari che mi ha portato alla cascina di Spedaletto, luogo di battaglie tra tedeschi e partigiani; di nuovo in discesa lungo il fiume limenta con tanto fango, ma un sentiero divertentissimo da fare anche in mtb.
Un’altra bella salita, in vetta al Buccia, il monte più alto 1200mt, dove c’era la nebbia ed era più freddino…ho temuto di saltare qualche balissa, ma è sempre andata bene!
Di nuovo giù, sempre sola, passando dalla storica fonte di Lavacchio fino ad arrivare al passo della Nevaia, passando accanto alla ghiacciaia, peccato non avere una fotocamera a portata di mano…oggi ci sarebbero state tante bellissime cose da fotografare!
Continuo sul sentiero 00, molto divertente, sempre nel bosco, che mi ha portato davanti ad un albero gigante (il faggione di luogomano); qui mi ha recuperato il mio primo “coniglio bianco” (da qui alla fine saranno due con cui scatterà un gioco di tira e molla, che mi ha aiutato a tenere un passo decente per non farmi recuperare dalle altre donne).
Al ristoro prima incontro Federico a cui confido che ho vomitato, bevo solo coca cola x tutta la gara, un po’ mi fa, il tom tom mi saluta e ora si va così, ma non si molla.
Passaggio bellissimo in una prateria tutta fiorellini, in cui l’organizzazione ha tagliato una striscia d’erba x farci passare, segnandola con delle bandierine arancioni che mi tentano, ma non la prendo (sia mai che mi squalificano x una bandierina!).
Si rientra nel bosco arrivando al fosso della Trogola dove abbiamo attraversato vari ponticelli di legno scivolosi ma carinissimi, alcuni piccoli guadi, una cascatella, per risalire al rifugio del Vespaio; di nuovo giù verso le sorgenti del Bisenzio con due bei guadi con l’acqua alta; il primo l’ho ringraziato perché un po’ mi ha ridestato,il secondo l’ho odiato perché avevo già i piedi lessati e dover correre sulle pietre è stato un po’ doloroso. Ultima salita durissima di 1 km, che poi è proseguita su strada bianca, io già stanca, qualche moccolo l’ho pensato!
Abbiamo raggiunto Capradosso, penultimo ristoro, dove uno dei miei conigli bianchi mi confida che alcuni atleti, sbagliando percorso, ci sono arrivati davanti tagliando il percorso; prego che non ci fossero donne tra loro, non ho voglia di polemizzare.
Gli dico che sono la terza donna e che non voglio che si fermi perché l’ho preso come riferimento.
Giriamo attorno a Poggio Castiglioni dove ho trovato delle donne e mi è preso un mezzo infarto, erano la scopa della 42 km.
Le passo e proseguo, ritrovo il primo coniglio bianco e una ragazza della 42, e con loro faccio l’ultima salita di 400 mt ,tipo quella della Gulfa, non so come faccio ad arrivare in cima…mi consola il fatto che dopo ho altri 7/8 km in discesa.
Finalmente ultima discesa passando da un ultimo ristoro dove vorrebbero darmi del salame, rifiuto ringraziando, e do tutto quello che resta fino all’arrivo, con i piedi sbucciati, gli addominali che urlano e le gambe che mi tengono su per miracolo.
ED È PODIO! 3°assoluta in 9h42′! Grazie mister, questo podio è dedicato a te che mi stai accanto; a Luigi che insieme ad Herbalife hanno deciso di credere in me, alla mia famiglia che mi sostiene sempre….
Ma anche a tutti quelli che mi hanno detto che sono: “finita”, che “non ho la testa per fare tanti km”, a quelli che pensano che in gara eravamo solo in tre ed ho vinto facile, a quelli che “il percorso era poco impegnativo”, quando chi le ha fatte entrambe, dopo, al pasta party, mi ha detto che era più dura del Mugello…com’è brutta l’invidia…il prossimo anno tornerò di sicuro, perché oggi la natura ci ha regalato un viaggio bellissimo! Complimenti a tutta l’organizzazione impeccabile e ai tanti volontari gentilissimi. Bravi Bravi Bravi :-*

