
Primo sole che si sente. Si comincia a cercare il fresco e gli orari della giornata migliori per fare attività fisica. La gente ha voglia di mare per “cuocersi” un po’ e per fare lunghi bagni. Ecco la mia sgambata di oggi, fatta da solo, semplice e rilassante come ogni volta che metto le scarpe da corsa.
Una Domenica come le altre
04/05/08
È Domenica, sono le ore 13, pantaloncini, maglietta, parto per muovere un po’ le gambe. È una splendida giornata di sole; qui a Viareggio il traffico si è fermato. E’ tutta la mattina che la gente è confluita nella zona mare ed ora si gode la giornata di sole.
Dopo cinque minuti di corsa entro nella pineta, c’è ancora qualche podista che fa allenamento.
Le gambe fanno ancora un po’ male dalla non competitiva di 3 giorni fa. I 20-
Sul mio tragitto incontro un paio di ragazze che corrono, vanno ad andatura più che turistica, forse 8-
Più avanti incontro un podista che si accinge a premere il cronometro per eseguire delle ripetute. Lo conosco da tempo, è un patito degli allenamenti, ma evita sistematicamente le gare. Le poche volte che gareggia è sempre per preparazione, ogni gara è di passaggio. Capita un po’ a tutti noi podisti per fuggire dalla pressione gara, si mettono le mani avanti, come se fosse in preventivo una prestazione opaca e quasi la giustifichiamo prima che accada.
Sono quasi al quinto km della mia corsa e vale a dire al giro di boa di quanto programmato.
Incrocio un altro vecchio compagno d’allenamenti, mi dice che sta facendo

È il momento di invertire rotta, sono a metà percorso; cambio il viale sul quale corro per modificare il tipo di terreno. Su questo tratto si trova dell’erba, un manto soffice che favorisce una fase d’appoggio migliore.
Passo adesso vicino ad un campeggio, è un via vai di macchine e biciclette che fanno da raccordo con la spiaggia. Si sente caldo a correre, anche se un buon vento di mare lo mitiga e lo rende sopportabile. Vedere tutti i turisti dirigersi verso il mare fa venire voglia di un bagno, di rinfrescarsi, ma ora si corre, nel pomeriggio si vedrà.
All’improvviso un albero con dei fiori, un mese fa, un giovane ha perso la vita contro questa pianta su di un’auto senza controllo. L’umore cambia rapidamente; la tristezza mi assale.
Qualche centinaio di metri più avanti la mente comincia lentamente a passare ad altri pensieri.
Di fianco a questo viale c’è un fosso in cui l’acqua comincia a scarseggiare, il sole si fa sentire e la terra comincia ad essere assetata. Si notano dei tratti in cui la terra è scavata, tirata in aria in modo disordinato, sono i cinghiali che il mattino presto vengono a cercare radici da mangiare. Capita di vederli, quando si viene ad allenarsi di mattino presto con le prime luci che filtrano dai tigli.
Sulla strada passa ancora qualche ciclista reduce dall’allenamento del mattino, è ora di rientrare a casa.
Esco dalla pineta al nono km; la passeggiata di corsa è quasi finita.
Fuori della pineta e dall’ombra, il sole si fa forte. Lascio andare un po’ le gambe nell’ultimo km per chiudere con sensazioni veloci.
La corsa è terminata; 45 minuti d’ossigeno e di pensieri liberi.
Dopo la doccia accenderò il cellulare ed arriveranno i risultati degli atleti che erano impegnati a gareggiare. Stamani non ho seguito alcuna gara; sono rimasto per le mie strade.
Spero in risultati buoni da parte dei “ragazzi”, in quel caso, sarà una Domenica più bella.

