
PISTOIABETONE ULTRAMARATHON 50KM
Comunicato stampa
La seconda volta di Fabrizio Vignali
Pistoia, 23 giugno 2011: per la seconda volta consecutiva Fabrizio Vignali sarà al via in Piazza del Duomo, pronto a sfidare i 50 km dell’Abetone insieme agli altri 750 atleti che indosseranno il mitico pettorale rosso.
Per la Pistoia-Abetone, gesti come quello di Fabrizio rappresentano la linfa che più di ogni altra cosa serve ad alimentare le ambizioni degli organizzatori di far crescere la corsa, fino a farla diventare veicolo di sensibilizzazione verso problemi ben più importanti di un semplice risultato sportivo. Problemi come quello di questo straordinario atleta, massese di nascita e carrarese di adozione, a cui cinque anni fa è stata diagnosticata la sclerosi multipla.
Da quel giorno Fabrizio, ex atleta con la competizione nel sangue, non ha fatto altro che correre fino a diventare campione europeo e mondiale paralimpico di Duathlon. La malattia è un avversario troppo subdolo per essere sottovalutato, per questo ogni giorno dal 2006 Fabrizio raccoglie la sfida e la affronta a viso aperto macinando chilometri senza sosta.
“È l’unica arma che ho per combattere la malattia – dice – non conosco altri modi. Lo faccio perché da quando mi sono reso conto che il mio corpo reagisce e lotta se stimolato con la corsa, ho deciso di metterlo alla prova con sfide sempre maggiori”. Sì, perché Fabrizio, per l’incredulità dei medici, la sua corsa la sta vincendo con ostinazione, giorno dopo giorno, ricacciando indietro un nemico che invece di progredire rallenta il suo decorso.
La sua presenza alla Pistoia-Abetone, oltre ad essere un onore per il Comitato organizzatore, sarà di esempio per quelle tante, troppe persone che trovandosi faccia a faccia con il male perdono la voglia di vivere e con essa l’opportunità di incontrare qualcuno disposto a dargli una mano. Così non è stato per Fabrizio, che ha reagito immediatamente trovando in Alessandro Lambruschini, suo avversario ai tempi dei 1500 in pista, un grande amico (prima) e un valido allenatore (poi). E ancora Mei, Panetta, e tanti altri amici che hanno fatto e fanno il tifo per lui.
“Il momento più difficile è quello della diagnosi – racconta – lì il rischio di lasciarsi andare è grande, concreto. Se non rialzi subito la testa il passo successivo è la depressione, e poi un baratro dal quale è difficile risalire. Io ho avuto la fortuna di trovare Alessandro e tutti gli altri che mi hanno dato la forza di reagire, ma sono sicuro che chiunque può trovare qualcuno disposto a sacrificare un po’ del suo tempo e delle sue energie per aiutare il prossimo”.
Fabrizio corre dovunque, sempre. E poi nuota, corre in bici. Ha vinto mezze maratone, gare di Triathlon, europei e mondiali di Duathlon. In pianura o in montagna, non fa differenza. L’importante è vincere ogni giorno la propria sfida personale contro la malattia. E raccontarlo, perché attraverso lui anche altri possano provarci. Per questo un saluto speciale Fabrizio ha voluto riservarlo ai ragazzi del “Quarto traguardo”, stringendoli tutti in un abbraccio ideale: “Forza ragazzi, dobbiamo vincere noi perché siamo più forti di qualsiasi cosa!”.
Ufficio Stampa Pistoiabetone

