Quando serve il cuore

europei a grosseto

Parole dagli Europei Master 2015 svolti a Grosseto

Nella “fornace” di Grosseto l’emozione di correre per il tricolore

Mi ero iscritto ai campionati europei master di mezza maratona ad inizio anno: non capita sempre che un evento podistico a carattere internazionale si disputi vicino casa e che vi si possa partecipare tutti. Una competizione, quella di Grosseto, che racchiude un po’ il senso del podismo amatoriale, uno sport che ti fa gareggiare fianco a fianco (solo in partenza magari!) con professionisti che magari hanno corso le Olimpiadi, e che ti fa rappresentare la tua nazione per un giorno.

Sabato raggiungo Grosseto per ritirare al campo scuola “Zauli” il pacco gara e il pettorale. Bandiere e cartelloni ci danno l’accoglienza. Un gruppo di volontari, un po’ sonnolenti a dire il vero, mi consegnano i pettorali di gara, il pacco gara e il completino dell’Italia. Dopo una passeggiata nel centro storico di Grosseto, ci ritiriamo in albergo, alla Fattoria la Principina. L’iscrizione alla gara era decisamente cara ma l’organizzazione si rifà ampiamente con una sistemazione da 5 stelle, hotel con tutti i confort immerso in una tenuta alle porte dei Grosseto.

La mattina della domenica si raggiunge il centro di Grosseto in perfetto orario, tanti stranieri, soprattutto svizzeri, tedeschi e spagnoli anche se la parte del leone la fanno, ovviamente, gli italiani. Pochi i toscani, a dire il vero. Trovo Luca Sarti, mio compagno di team, con cui inizio il riscaldamento. Ho chiuso il 2014 e iniziato il 2015 in buona forma, con buoni risultati sui 10km e 1h20-21 nelle mezze maratone, prima di un calo a 1h22’’ a Firenze e Lucca, con l’arrivo del caldo. La stagione dei lunghi è, per il momento, finita e a Grosseto le condizioni climatiche e del percorso sono abbastanza difficili, fa molto caldo, il percorso è nervoso, tre giri di un circuito con tratti controvento e falsi piani. Sarti mi consiglia di partire piano. A me sembra che la gamba giri e l’occasione è troppo ghiotta per non provare una gara grintosa.

Lo start alle 9:30, giusto in tempo per venire “colpiti” dal solleone! Primi km a buon passo, da 3:42 a 3:52, il 4° km è impegnativo con un falso piano controvento. Vado forte e sono costante ma evidentemente devo forzare troppo per tenere quel passo, alla lunga pagherò lo sforzo. A metà gara capisco che in gare come questa non si corre con il cronometro ma con il cuore, il caldo intanto è salito. Terzo giro, sto ancora bene, dal 15° al 17° km diventa davvero dura e pesante, mi bagno continuamente con le spugne e le bottiglie d’acqua per combattere il caldo. Penso anche al rischio di “rompere” il motore e ritirarmi, ma caccio via l’idea, non si molla mai. Al 18° km si arriva nel tratto finale verso lo stadio, c’è pure un cavalcavia, per non farci mancare niente. Riesco a chiudere con dignità, 3 km lunghi e faticosi … ultimo km che non finisce mai, “forza, mancano 200 metri!” mi dice un giudice, è l’ingresso sulla pista, c’è diverse gente intorno che applaude e incita.

Siamo al 21° km e lì ritrovo tutta la forza per percorrere la passerella finale, le ultime energie si sono moltiplicate, il tempo finale è abbastanza relativo e non è paragonabile con le mie precedenti prestazioni, al di là che sia il peggiore delle ultime 11 prove, ma raramente mi ha riempito di gioia tagliare un traguardo.

Simone

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