Quello che non ti aspetti


“…Delusione atroce, amarezza e tristezza, ce l’avevo con il mondo intero. L’unica cosa che mi era rimasta da fare era tornare di passo alla macchina…”

Viareggio 18/01/2009

Quello che non ti aspetti

Aspettavo da molto la possibilità di mettermi in mostra davanti al mio pubblico

A fine novembre avevo eseguito un test di 30 km all’interno della Maratona di Firenze. La mia condizione era al 110 %. Il test doveva svolgersi tenendo una media di 3’50” al km ma quel giorno mi sentivo perfetto, indistruttibile. Al trentesimo km ero ad una media di 3’40” con una cadenza perfetta ad ogni mille, sentivo di avere molti occhi su di me e sentivo molti pareri sul mio stile di corsa e probabilmente sul nuovo completino Diadora, con il logo del Santucci Running che sfoggiavo con orgoglio nelle strade di Firenze. Anche se avevo preso molto freddo in partenza a causa della pioggia e del vento ero partito tranquillo e sicuro perchè non avevo nessuno stress e nessuna pressione addosso, era solo un test, se andava, andava, sennò sarebbe stata comunque una bellissima esperienza, quella di partire in mezzo alla flotta dei 9000, dove non conta arrivare primi ma conta portare a termine il tanto sacrificio e il tanto lavoro di mesi.

Al passaggio ai trenta però mi è passata di canto un’occasione, quella di esordire in maratona portando a casa un tempo egregio. Così ho fatto l’azzardo, mi sono messo sul passo ed ho chiuso in 2h39′. Ho fatto male secondo voi? Non credo che mi direte di si, la maggior parte di noi è amatore e non vive di questa passione e, credo che se a voi, come a me, capitasse la giornata perfetta, cogliereste al volo l’occasione una cento mille volte. Questo è il racconto di chi fino ad una settimana prima non aveva nessuna intenzione di correre una Maratona, cosa che era in progetto per l’autunno 2009. La vita è proprio imprevedibile. Una giornata da incorniciare, dedicata a chi mi segue con passione e a chi mi vuole bene e sa i sacrifici che ho sempre fatto per diventare un buon atleta-lavoratore.

Questa domenica però è successo l’esatto contrario, ho vissuto l’Apocalisse. Come detto nella prima riga, non sapete quanto tempo è che aspettavo questo giorno, la mezza Maratona di Torre del Lago (Puccini Marathon) corsa in casa. Sapevo di avere molte persone che si sarebbero ritagliati dieci minuti della loro domenica per venire ad incitarmi ed io già da tempo ero lì con il pensiero, pronto al momento giusto per non deluderli. Alla partenza mi sono venuti a dire che oggi era la mia gara, che entravo nei tre, ed io ero carico e pronto. Sicuro, perchè nel riscaldamento le sensazioni erano state buone anzi ottime. Partenza e subito gruppo di testa, il ritmo era basso, circa 3’20” potevo starci, almeno all’inizio, poi avrei iniziato a controllare. L’entrata sul viale dei tigli è stata una cosa meravigliosa, essere davanti, in una gara, nelle strade dove ti alleni è un’emozione che auguro a tutti, ero elettrico, perfino i pini, che conosco tutti di persona ( lì mi alleno quotidianamente) erano con me. Al quinto km, però ho sentito che qualcosa non andava e cominciavo a soffrire, troppo presto per una mezza. Prima il fegato, poi lo stomaco, poi la milza, poi tutta la fascia addominale, cavolo! Ed io, che mi ero fatto tanti problemi i giorni prima della gara per una metatarsalgia al piede sinistro. Neanche il tempo di pensare a come risolvere psicologicamente questa situazione che eravamo, anche se ormai defilato dalla testa della corsa, a Viareggio.

Lì, come immaginavo, avevo una curva di persone accorse ad incitarmi, dai genitori della mia ragazza ai colleghi di lavoro, gli amici della palestra e decine di conoscenti. Ho dovuto stringere i denti, ma si vedeva che ero tirato ed ero in procinto di esplosione…..infatti 3 km dopo, lo scoppio! Delusione atroce, amarezza e tristezza, ce l’avevo con il mondo intero. L’unica cosa che mi era rimasta da fare era tornare di passo alla macchina, nascondere la delusione e festeggiare i miei atleti, che si stavano impegnando per dimostrare a se stessi e a me di quanto sono capaci. Questa è stata l’unica fetta positiva della più brutta giornata, fino ad oggi, della mia carriera da atleta.


40° km Zerini ancora in spinta…un 5 a Scuro per chiudere forte

Mi spiace di avervi fatto perdere tanto tempo nella lettura, ma questa lettera voglio che diventi una testimonianza per tutti quelli che rimangono delusi da un obbiettivo. Nell’atletica, un giorno perdi, un giorno vinci, però ci sei, sei il protagonista di te stesso ed è questo che conta…lo fai per te, per chi ti ama e per chi crede fermamente nelle tue possibilità, nel bene e nel male.

Voglio ringraziare chi mi ha scortato per tutta la gara e mi ha dato con precisione i parziali e tutte le indicazioni di corsa, accompagnandomi in bici sul percorso sfidando il freddo e la leggera pioggia che a tratti sfiorava la gara. È una persona che ha ancora tanto da dare all’atletica e che presto lo rivedremo nelle alte posizioni di classifica, Andrea Bianucci ( A.S.D. Orecchiella Garfagnana).

Daniele Zerini

 

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