Un fiore a S.Anna (di Stazzema)

Una corsa attraverso
i luoghi dell’eccidio.
Il racconto

Un fiore a Sant’Anna

Domenica 5 Agosto ore 7.15 c’è caldo e l’umidità è pesante, non ho mai fatto questa gara quindi ho cercato di avere informazioni i giorni precedenti dagli amici podisti Maurizio Guidi: non è male, Stefano Del Dotto: la discesa è difficile, Angelo Simone: la salita è tosta, Maurizio Viegi: vai,vai…ciao, Andrea Bianucci: ma è da matti, Luca Pardini, durissima…..ricompongo il mosaico, la salita è tosta la discesa pure, sintesi è impegnativa! Ma che ci vado a fare con 30° ad Agosto in cima ad un monte e con le Olimpiadi alla televisione! Vabbè oramai l’impegno è preso, vado!

Partenza in macchina con Max Calta che come al solito promette battaglia, specificando “solo in salita”, passiamo a prendere anche Jacopo Baroni e ci dirigiamo a Valdicastello, qui incontriamo l’instancabile Odette Ciabatti e soprattutto Alberto Bianchini per tutti Alibè e con lui facciamo subito due discorsi a bischero sul calcio mentre Jacopo va alla ricerca del Bar per il caffè il pre-gara, come al solito smorziamo i toni e tutto sta diventando un salotto, ad un certo punto spuntano anche focaccia e mortadella, io e Alibè siamo tentati ma poi torna la ragione, poi sento Max che mi chiama “riscaldiamoci !” Guardo l’orologio sono le 8.45, ovviamente non ci penso proprio a faticare, si parte alle 9.30 !!! poi il solito dramma a chi lasciare le chiavi della macchina ? Per fortuna Alibè si offre.

Con Jacopo visto che siamo due pesi massimi per la corsa, io 1.81 x 81 e lui 1.87 x 90 decidiamo per una corsa attendista il nostro peso in salita non ci aiuta ed in discesa vogliamo mollare e “non avere le gambe” potrebbe costarci caro!

Pronti, via! Primo km in asfalto con salita costante, siamo nelle retrovie, davanti scorgo Alibè , la esile sagoma di Odette e a circa 150 metri il Calta, si prosegue di “passo” senza strappare, recuperiamo Alibè, svolta a sinistra si inizia un sentiero nel bosco fatto di pietroni Jacopo mi dice “è tutta così” lui ha già fatto dei tratti del percorso in mountain bike, saliamo e recuperiamo posizioni passiamo Odette che ha veramente un bel passo, poi scorgo di nuovo il Calta lui in salita va discretamente quindi o siamo noi che andiamo forte o lui che non ne ha, purtroppo è la seconda ipotesi ha dolori alla schiena, dopo venti minuti di salita si fa veramente dura le pendenze diventano impegnative le gambe pesanti decidiamo di fare dei pezzi a piedi, anche il caldo pur essendo nel bosco non ci dà tregua per fortuna c’è un ristoro, beviamo velocemente e continuiamo, ancora salita anche se iniziano tratti più dolci che ci fanno respirare, due tornanti una scalinata e arriviamo a Sant’Anna, nuovo ristoro, ci consegnano il fiore da lasciare all’ Ossario, e come promesso il nostro compagno di allenamento in questa estate torrida Stefano Del Dotto è venuto ad incoraggiarci, oggi non gareggia, lui e la discesa sono agli antipodi ma in salita potrebbe darci dei minuti!

Saliamo verso l’Ossario, la pendenza è sempre impegnativa e soprattutto i pietroni sotto l’asfalto non danno un appoggio costante, arriviamo all’Ossario, qui un velo di tristezza mi avvolge per il ricordo dell’eccidio di Sant’Anna , lasciamo il fiore e su ancora salita questa volta in asfalto, poi un po’ di “mangia e bevi” in sterrato per circa 1 Km, siamo veramente cotti, su un costone libero da alberi riusciamo ad intravedere il panorama mozzafiato sulle colline della Versilia fino al mare, siamo alti, ora l’ultima ascesa fatta al passo !

Inizia la discesa, l’ho attesa, parto a razzo, ma mi dimentico delle gambe oramai al collasso, perdo l’appoggio con un la gamba sinistra metà del mio corpo è nel burrone mi vedo male ! non so’ come ma riesco a non scivolare, Jacopo mi urla “attento”, mi sono “cagato” addosso !!!! pensare che all’inizio mi ripetevo “Fabio conservati in salita perché se non hai le gambe in discesa ti fai male” e per autoconvincermi lo ripeto anche ad Jacopo….la prudenza è durata quanto un battito di ciglio !!! Ovviamente rallento, Jacopo mi supera, mi passano altri 3, per circa un Km rimango sulle gambe, la discesa tecnica nel bosco con terra, pietre, radici è il mio pane e sto andando piano, ho un senso di scoramento, ma poco dopo si riaccende la luce recupero energie le gambe sembrano girare nuovamente gli appoggi sono più stabili riesco a balzare da un sasso all’altro, ora mi riconosco, mi prendo dei grossi rischi ma la fiducia è tornata…. vado, recupero le posizioni perse riesco ad arrivare a circa 30 metri da Jacopo gli urlo “VAI, VAI”, lui mi avrebbe aspettato ma la discesa nel bosco è finita ora c’è l’asfalto, purtroppo sull’asfalto non riesco ad esprimermi come vorrei la pubalgia che mi attanaglia da mesi non mi consente di fare certe velocità, per la discesa su asfalto bisogna mollare le gambe ma è necessario avere il controllo del proprio corpo altrimenti si “ruzzola” e gli addominali bassi sono molto sollecitati, non riesco a chiudere il gap, arriviamo a Solaio ed è finita! Jacopo è stato grandissimo 9 assoluto io 11. Poco dopo arriva Odette Ciabatti è stata grandiosa ha vinto tra le donne! Poi arriva il Calta claudicante, è caduto, anche Alibè si è “grattato”, prediamo il bus navetta e ritorniamo a Valdicastello confrontandoci sulle sensazioni post-gara dopo qualche attimo di serietà sono iniziate le prese per i fondelli, da oggi non sarò più quello che “va in discesa” ma quello che tra un po’ cade nel burrone, noi siamo questo un gruppo di amici con una passione “la corsa”, che scherza ride e si allena, grazie Massimo Santucci che ci ha fatto conoscere!

Un saluto a tutti FABIO

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