Ancora Etiopia nei 10000 mondiali

Nonostante un Bekele fuori condizione, l’Etiopia è ancora sul tetto del mondo. Non bene Meucci

10000 uomini (FINALE)

Solo 6000 metri e poi una silenziosa uscita di scena per il campionissimo Kenenisa Bekele, al rientro alle competizioni dopo un lungo infortunio, ma di fatto mai veramente in gara. L’Etiopia, però, oggi porta a casa comunque il quinto oro mondiale consecutivo sui 10000 maschili, il nono su tredici edizioni. Stavolta a metterselo al collo è Ibrahim Jeilan (27:13.81), 22 anni e già un titolo iridato juniores sempre su questa distanza a Pechino nel 2006 (e bronzo due anni dopo), stessa stagione del personal best (27:02.81). Nel suo curriculum anche il titolo iridato under 20 del cross nel 2008. Jeilan tra l’altro è di casa in Oriente, visto che da un anno veste i colori di un club nipponico e vive in Giappone. La svolta nell’ultimo giro, dopo 9600 metri segnati da continui tira e molla al vertice. Poco prima del suono della campana, infatti, se ne va in fuga il britannico Mo Farah, campione europeo e leader mondiale 2011 (26:46.57). Non ci stanno però nè Jeilan, nè il connazionale Imane Merga, iridato in carica di campestre che si lanciano al suo inseguimento. Farah ha un buon vantaggio, ma la rimonta di Jeilan si rivela presto una missione non impossibile. Sul rettilieno d’arrivo l’etiope gli sta addosso, Farah ne sente il fiato sul collo ed ha gli occhi di fuori per la fatica e perchè si vede scappare via una vittoria sempre sognata. E, infatti, negli ultimi 20 metri, il suo oro diventa argento (27:14.07), con l’Etiopia che grazie a Merga (27:19.14) si aggiudica anche il bronzo. La Gran Bretagna manca così l’appuntamento con l’oro dei 10.000 maschili, un pezzo ancora assente nella collezione d’Oltremanica. In compenso un europeo, Farah (anche se di origini somale), torna sul podio mondiale a 24 anni dall’argento di Francesco Panetta a Roma 1987.

L’azzurro Daniele Meucci ha, invece, chiuso dodicesimo in 28:50.28, terzo atleta del Vecchio Continente, alle spalle di Farah e del portoghese Rui Silva (11°/28:48.62). Il toscano, bronzo europeo dei 10000 metri nel 2010 e recentemente miglioratosi a 27:44.50, ha così raccontato la sua gara: “Ci ho provato ed ho corso la gara al meglio delle mie possibilità. Purtroppo ancora non credo di essere all’altezza di certi cambi di ritmo. Personalmente mi aspettavo qualcosa di meglio, ma era difficile tenere il passo con questi continui strappi. Il clima poi era quello che era ed io mi sono ritrovato a correre per un bel po’ da solo. Diventa difficile tirare avanti la gara così. Quest’anno dopo gli Europei di Parigi, ho avuto un periodo di crisi. Avrei quasi voluto smettere perchè non riuscivo più a divertirmi. Per fortuna grazie all’Esercito e al mio nuovo allenatore Massimo Magnani sono riuscito a venirne fuori. Ora valuterò se fare anche i 5000″.

Dal sito www.fidal.it

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