L’Italia dei 5000 e 10000 metri ed un mondo che è lontano

record

Analizziamo il cammino del record italiano sui 5000 e 10000 metri dal 1990 ad oggi. Nel ‘90 erano entrambi nelle mani di Salvatore Antibo, oggi in quelle di Yemaneberhan Crippa. Queste righe non vogliono essere assolutamente un confronto fra lo spessore degli atleti, ma solo una riflessione. Antibo ha scritto pagine esaltanti; Crippa ha fatto cose molto buone e la speranza è che possa fare ancora un balzo in avanti verso un vero e proprio riconoscimento internazionale.

Vediamo il posizionamento dell’Italia nel mondo negli ultimi 30 anni, che nello sport sappiamo essere un periodo lunghissimo.

Parliamo dei 5000 metri. Nel ‘90 il record del mondo apparteneva a Said Aouita con 12’58”. Antibo era sopra di 7 secondi: 13’05”. Nel 2020 il recordman mondiale è Kiptegei con 12’35” e l’Italia è con Crippa a 13’02”, cioè 27 secondi oltre.

Nei 10000 metri nel ‘90 il miglior tempo al mondo era di Arturo Barrios con 27’08” ed Antibo era a 27’16” (..anche se nelle gambe aveva il record del mondo) quindi a + 8”; mentre nel 2020 abbiamo in vetta Kenenisa Bekele con 26’17” ed il miglior crono italiano è di Crippa con 27’10” quindi con 53” in più.

I dati sono imbarazzanti. Il mondo è migliorato di 23” nei 5000 e di 51” nei 10000 metri. L’Italia in 30 anni è scesa, e solo ultimamente, di 3” nei 5000 e di 6” nei 10000 metri.

Il mondo ha scavato un solco. Fra noi ed i record non ci sono solo tanti secondi, piuttosto tantissimi atleti. Ciò per dire che oltre a non poter pensare a fare record di valore internazionale, difficilmente possiamo pensare di conquistare medaglie mondiali o olimpiche. Il mondo è scappato via.

Eppure eravamo a lottare con i migliori. Antibo era lì, ma non era un talento isolato.. c’era Cova con i suoi allori europei, mondiali ed olimpici. Ma potremmo parlare di Panetta, Lambruschini, Mei ecc.

Ma non apriamo a ragionamenti artificiosi per fare facili somme. Ho riassunto la situazione in termini matematici. E ripeto, non vuole essere un ridimensionamento di Crippa, meno male c’è lui.. Inoltre è giovane e può progredire. Il riassunto vuole solo fotografare ciò che siamo senza farci facili illusioni. Prendiamo tutto il buono che c’è, ma scaviamo a fondo per cercare di tornare sotto al mondo che galoppa.

Geneticamente non possiamo essere diventati atleti di modeste qualità. D’accordo, gli africani volano e possiamo accettare che ci battano, ma perché noi non abbiamo fatto progressioni cronometriche significative negli ultimi 30 anni?

Tre decadi nello sport valgono un secolo e noi siamo rimasti ancorati la. Non possiamo non provarci e cantare vittoria per piccoli traguardi. Siamo l’Italia, terra di campioni olimpici.. lanciamo la sfida! Niente nello sport è precluso. Perché non provarci?

Diamo fiducia e mezzi a chi ha capacità, tempo e determinazione senza che la questione rimanga, come troppo spesso accade, una cosa fra pochi eletti.

Una volta le diverse scuole italiane amplificavano rivalità e di riflesso valori e ricerca di perfezione. Adesso apparentemente tutti uniti, ma probabilmente spenti e senza prospettive.

A mio parere parola e soprattutto mezzi per chi opera nelle piste, nei campi, nelle strade..ma in modo concreto.

Solo chi è sul campo quotidianamente può far sbocciare i giovani e portarli verso l’élite mondiale..come un tempo. I ricordi sono bellissimi, ma è il futuro che dobbiamo illuminare.

Specchio delle progressioni per decadi 1990/2000/2010/2020

5000 metri

12’58″39 Saïd Aouita (Marocco) 22 luglio 1987

12’39″36 Haile Gebrselassie (Etiopia) 13 giugno 1998

12’37″35 Kenenisa Bekele (Etiopia) 31 maggio 2004

12’35″36 Joshua Cheptegei (Uganda)14 agosto 2020

10000 metri

27’08″23 Arturo Barrios (Messico) 18 agosto 1989

26’22″75 Haile Gebrselassie (Etiopia) 1º giugno 1998

26’17″53 Kenenisa Bekele (Etiopia) 26 agosto 2005

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