Eco Maratona delle Dolomiti, il racconto

eco dolomiti

Ecomaratona, Eco Maratona delle Dolomiti (28/8/2016) il racconto di Giovanni – prima parte

Ecomaratona. TrailDolomitica – Eco-Marathon

Bip, Bip, Biiip…la sveglia suona e mi dice che finalmente sono arrivate le 6.50. Una volta tanto l’ora è decente, per una domenica riesco a non rimpiangere i giorni di lavoro. Se ci penso bene la cosa dovrebbe mettermi tristezza, forse è meglio che faccia finta di nulla e sorvoli su sta cosa.

La notte è stata lunga, sono nervoso per la gara e lo so. Ormai già da qualche giorno sento avvicinarsi questo momento. E’ la mia prima 42 km in solitaria. Per non dire che è anche la seconda in assoluto e non so veramente cosa aspettarmi. La prima, l’Alpemarathon dello Zerbion, è andata alla grande. E’ stata una giornata di sensazioni perfette, ma con me c’era il mitico Nello. Siamo stati assieme dal primo all’ultimo metro di gara e per me questo è stato un formidabile sostegno nei momenti più complicati. Stavolta però ho deciso di allenare non solo il corpo ma anche, e soprattutto, la mente. Oggi sarà un’avventura tutta mia, nessun aiuto esterno. La sfida mi spaventa ma al tempo stesso devo ammettere che non vedo l’ora di iniziare. Voglio togliermi il dente e capire se ste gare possano o meno fare per me.

Per le sette sono al tavolo a fare colazione. La signora del Bed&Breakfast è gentilissima, mi piace. Si ferma con noi, dato che a far colazione c’è anche una coppia di Trieste, alla loro seconda Ecomaratona delle Dolomiti, e parla, parla, parla. A tratti mi spaventa però. Ieri appena arrivato, mi dice “Lo sai, domani fanno una gara qui sulle nostre montagne. Poverini i corridori, col caldo che fa non li invidio proprio!”. La guardo e sorrido “Cara signora, ne ha uno di fronte a lei!”, con una goccia di sudore freddo che mi scende lungo la schiena. Lei a questo punto riesce solo a ridere…uhm, non partiamo molto bene.

Ieri in effetti faceva molto caldo, ed è una delle cose che temo di più.

La colazione comunque procede serenamente. La signora mi dà qualche preziosa indicazione su ciò che troveremo lungo il percorso, mentre i triestini rimangono molto sulle loro, specie la moglie. Bassina e magrolina, capello corto ed occhialini, allo sguardo non le daresti una lira come atleta. Nei primi Km però me la troverò accanto lungamente. La supererò e mi risupererà un po’ di volte. La perderò quando ormai stavo iniziando a pensare di mettere in atto un’azione estrema per liberarmene definitivamente. Forse per la mia libertà di cittadino è andata bene così…

Mi sento stanchissimo e torno sul letto per un ultimo quarto d’ora di riposo. So che non serve a nulla ma mentalmente mi fa bene perdermi ancora un poco nei miei pensieri ad occhi chiusi. Ieri è stata una giornata sorprendentemente illuminante. Finalmente sento un vento nuovo che mi soffia alle spalle, non più contro e mi piace crogiolarmi in quest’idea. Queste gare in solitaria, in fondo, servono anche a questo. Mi permettono di far le pulizie di primavera in fondo al cuore e poi ripartire finalmente libero.

7.50, posso uscire dal Bed&Breakfast ed andare verso la linea di partenza. Non sono più di 500 metri. Stavolta sono stato fortunato nella scelta della logistica. Per di più la signora mi permette di tenere le borse in camera e tornare a far la doccia. Comincio ad adorare quella splendida donna.

Stranamente non è previsto alcun servizio borse e docce, mentre, fino a questo momento, tutte le gare che ho corso qui nel profondo nord sono sempre state impeccabili nell’organizzazione.

Passeggio un poco nella piazzetta della chiesa di Padola, di fronte a cui sta il gonfiabile della partenza. La tensione sale e poi, sale ancora di più. Lo stomaco si fa pieno di farfalle (diciamo così che suona meglio)..ahimè, benedetto caratteraccio!

8.30, partenza…non siamo tantissimi ma i primi Km saranno comuni alle due gare previste, 42 e 24 Km. Facciamo quindi una bella impressione quando corriamo ancora tutti insieme nelle prime centinaia di metri.

Primo km e poco più, si scende, prima su asfalto e poi giù per i campi della zona. Nelle sterrate percorriamo larghi sentieri battuti che ci portano a scendere fino a quota 1170 metri, la quota più bassa che toccheremo lungo la gara. Stiamo percorrendo la via dei mestieri…ieri mi han detto come la chiamano in dialetto da queste parti ma vattelo a ricordare..sparse qua e là lungo la via ci sono delle sculture in legno, rappresentano i mestieri più diffusi in queste valli.

Terminato il primo tratto, iniziamo a salire. Tornando su asfalto, saliamo fino al quinto Km e la salita è dura ma corribile. La prendo però con calma. Ieri al briefing pregara ci han suggerito di partire con calma, state tranquilli e non vi mettete a correre inutilmente lungo il primo tratto di salita. Non vi fate fregare, non ne vale la pena. Ricordate che lo dicono anche i vincitori delle scorse edizioni…perciò, chi sono io per andar contro i loro consigli? Passo veloce e salgo, faccio un poco di fatica ma mi distraggo guardando i runner intorno a me. Oltre alla mia collega di Bed&Breakfast già citata, mi colpisce un ragazzo più o meno della mia età. Nei primi Km corre sempre, dal primo all’ultimo metro. Sulle salite si mette a fare passettini corti corti e regolari, scala le marce e va su senza apparentemente fare troppa fatica. Un po’ lo invidio ed alla prima occasione attacco bottone. E’ alla sua seconda 40 Km. Come me…perfetto, forse sono stato fortunato, potrebbe farmi da lepre, quasi quasi mi metto dietro di lui e lo pedino per un po’.

Per la testa intanto mi passano un sacco di pensieri. Nei primi 2 o 3 Km vedo lampeggiare la spia rossa del ritiro. Per fortuna mi ricordo di aver fatto l’omo e di aver raccontato a tutti che avrei corso una 42 Km per i sentieri delle Dolomiti. Come faccio a tornare a casa e confessare che in realtà ne ho percorsi solo 3? Mi viene in mente che potrei prender casa da queste parti e non tornare mai più in Toscana. Mi eviterebbe la figuraccia..L’idea è allettante ed intrigante ma ben presto questo pensiero lascia il posto ad una seconda opportunità. Potrebbe essere un buon compromesso tra il mio orgoglio che vuole arrivare in fondo e la mia testa che in fondo non ne è affatto convinta. Potrei arrivare al Km 12 e deviare sul Trail corto da 24 Km…da quel punto in poi dovrebbe essere tutta discesa. Devo comunque telefonare per comunicare il mio eventuale ritiro..e sta cosa mi brucia.

Saliamo ancora e la salita è dura. Al km 17 arriveremo a quota 2400 metri, quasi 1300 metri di D+ di cui buona parte distribuiti entro i primi 12 Km.

Al km 6, primo ristoro, solo acqua, ma fresca e buonissima. Poco prima abbiamo attraversato un sentierino in terra piuttosto scosceso. In cima al sentiero incontro per la prima volto quello stesso fotografo che incontrerò altre quattro o cinque volte lungo il percorso…continuo a chiedermi come abbia fatto ad essere continuamente avanti a me..

Lo vedo e gli chiedo di aspettare un secondo prima di scattare. Fammi far finta di correre prima di fare la foto, gli dico, e riesco a strappargli un sorriso.

Ristoro e si riparte. Qui la strada è molto dura, corro per un tratto asfaltato, sempre dietro la mia lepre e poi nuovamente a passo veloce su uno sterrato pieno di pietre e fango. Ci sono dei rivoletti di acqua che tagliano il sentiero e l’impressione è che il sentiero stesso, quando piove molto, sia stato scavato dall’acqua.

Comincio a stare un poco meglio. Il mio compagno di viaggio con poca esperienza comincia a starmi stretto (finalmente anche lui si è messo a passo) e pian piano lo abbandono. Non lo rincontrerò lungo il percorso, spero abbia chiuso positivamente la sua gara.

Recupero un po’ di posizioni ma fino al Km 10 è dura e più di tanto non mi sento di correre. Km 9 e secondo ristoro nel frattempo. Chiedo se manca molto al traguardo e mi accorgo che tutti mi guardano male. Mi salvo in corner cambiando discorso..sarà ancora così dura la salita per molti Km? No dai, ancora un Km o 2 e poi la strada si fa più semplice…fortuna che sono di parola. Mangio, bevo, mi scontro con un crucco che non vedo mentre tento di ripartire e mi rimetto in strada.

Verso il Km 10, vicino al bivio che arriverà prima del previsto, comincio a sentirmi bene. Decido di fare una stupidaggine e, finalmente al bivio, proseguo lungo il percorso da 42 Km. Probabilmente mi aiuta quel maledetto recinto elettrificato contro cui vado a sbattere quando un tizio dell’organizzazione mi richiama indietro…stai sbagliando strada mi dice, devi passare da questo cancello. Dimmelo però che non devo toccar la sbarra del cancello mentre lo attraverso. La scossa che mi prendo è leggera ma fastidiosa. Forse però mi fa effetto defibrillatore e mi salva da un ignobile ritiro.

Siamo sopra i 2000 metri e i prossimi Km sono i più belli della gara. Saliamo ancora ma la salita è tranquilla, non impegnativa, ogni tanto spiana, ogni tanto scendiamo un poco lungo un sentiero CAI corribile con tutta serenità. Siao in quota, in una zona simile ad un altopiano, ricco di piccole pozze d’acqua, erba bassa ma nienete vegetazione ad alto fusto. La zona è utilizzata per il pascolo delle mucche. Ne troviamo molte lungo la via, ce lo avevano detto al briefing. Se vi puntano battete le mani, il consiglio che ci han dato. Non è proprio rincuorante per me che vengo dalla città, ma forse sono io ad essere un sempliciotto.

Il sentiero prosegue comunque per diversi km in costa al monte. La giornata è splendida e mi accorgo solo ora che nonostante i miei timori anche il clima è ottimo. Ancora non mi son posto il problema del caldo eccessivo, quindi direi che va alla grande. Il cielo è pulitissimo e l’aria è priva di foschia. Mi guardo intorno e la vista è mozzafiato. La vista può spaziare per Km e Km senza ostacoli, i monti aspri delle dolomiti tutto intorno, le valli verdissime ed acque azzurre per i fiumi ed i laghetti che la attraversano. E tutto è ai nostri piedi.

Un ventarello leggero mi sussurra nelle orecchie la bellezza di questi posti e mi ricorda che son stato fortunato. Ho fatto la scelta giusta, se fossi sceso lungo il percorso da 24 Km avrei perso tutto questo spettacolo…continua

Gruppo ai allenamento Santucci Running

Da oltre 30 anni trasformiamo le persone in atleti esperti di Corsa su Strada, Maratona, Pista, Trail Running e Ironman.

RICHIEDI UN PIANO DI ALLENAMENTO
PERSONALIZZATO E RAGGIUNGI I TUOI OBIETTIVI

I NOSTRI PARTNER