Forza mentale e prestazione

Motivazione e performance... Il gesto atletico altro non è che l’espressione di un’unità di intenti dell’atletica che impegna il corpo guidato dalla mente…

Il gesto atletico altro non è che l’espressione di un’unità di intenti dell’atletica che impegna il corpo guidato dalla mente

Il raggiungimento di un livello di competizione elevato mette in funzione, come è noto, un’infinità di meccanismi che insieme creano l’atleta. I meccanismi in questione sono quelli psichici, fisici, meccanici metabolici ed energetici. Il duro lavoro applicato all’allenamento comporta tanta fatica e tanti sacrifici che ci accompagnano nel nostro percorso di preparazione all’evento, visto sottoforma di gara. Sulla base di questo è bene curare tutti gli aspetti che ci possano permettere di raggiungere una prestazione al massimo delle nostre capacità.

Uno degli aspetti importanti è quello psicologico dell’atleta. Sono molti gli atleti che prima di una performance lamentano sintomi psicosomatici e che si trovano ad affrontare quel giorno un avversario in più: se stesso. Analizzando le cause degli insuccessi di molti atleti, si è potuto constatare che una delle ragioni era dovuta ad uno stato di tensione eccessiva. Molti atleti di livello assoluto hanno adottato tecniche che li hanno resi capaci di conoscere se stessi in ogni forma e di creare un unico essere fra il loro io interiore e il loro io esteriore. La tecnica più utilizzata è il Training Autogeno.

Il T.A è una tecnica di rilassamento che sfrutta i meccanismi di autosuggestione. Fu sviluppato negli anni Trenta da Johannes Hheinrich Schultz, psichiatra tedesco. Schultz aveva nei suoi precedenti, studi sull’ipnosi, sviluppati ai primi del XX secolo grazie ai contributi di Bernheim e Charcot in Francia.

Il termine Training (allenamento) indica che solo allenandosi si arriva ad ottenere un armonia con se stessi, mentre il termine Autogeno (proprio) indica che i cambiamenti psichici provengono dai praticanti di questa disciplina e non sono generati da un operatore esterno. La pratica del T.A ha come scopo quello di dare assoluta conoscenza di noi stessi e di combattere stress, ansia e ricaricarci di energie, facendo scomparire i vari vissuti negativi delle nostre giornate. È utilizzato molto nel campo clinico per la cura di ansia, disturbi di somatizzazione (a livello gastrointestinale, respiratorio, epidermico, sessuale e cardiocircolatorio), insonnia e stress.

Nella pratica sportiva il T.A viene impiegato riscuotendo un enorme successo nella preparazione degli atleti alle performance. Basti dire che il carico di ansia che si concentra sull’atleta precedentemente a una gara è un ostacolo psicologico talmente rilevante da poter compromettere la gara stessa. Il T.A si apprende molto facilmente e può far raggiungere obiettivi utili nell’ambito sportivo quali:

· Miglioramento delle prestazioni.

· Rinforzo della motivazione all’allenamento.

· Profondo e rapido recupero energetico.

· Autodeterminazione.

· Autocontrollo.

· Autoinduzione alla calma.

Il T.A è indicato agli atleti che presentano un atteggiamento negativo nei confronti della prestazione e, considerando un atleta che si presuppone avere una preparazione ottimale, è bene convincersi che l’aspetto psicologico è una componente fondamentale. I sintomi che fungono da campanello d’allarme sono:

· Difficoltà di concentrazione.

· Contratture, agitazione, ansia alla partenza.

· Incapacità di sfruttare al massimo le proprie possibilità.

· Difficoltà a compiere i movimenti con scioltezza.

· Difficoltà nel giudicare e gestire la situazione di gara.

· Nervosismo generalizzato nei giorni e nelle ore precedenti la gara.

· Insonnia prima della gara.

· Sentimenti di inferiorità rispetto agli avversari.

· Situazioni di stress psicofisico.

I vari esercizi per la realizzazione del T.A si effettuano in tre posizioni: sdraiati, in poltrona e del cocchiere in cassetta. La respirazione deve diventare progressivamente più automatica possibile, sfruttando la fase di inspirazione che è quella dove si ha il rilassamento maggiore.

Esercizi basilari:

· Esercizio della pesantezza: rilassamento dei muscoli (striati e lisci).

· Esercizio del calore: produce vasodilatazione con aumento del flusso sanguigno.

Esercizi avanzati:

· Cuore.

· Respiro.

· Plesso solare.

· Fronte fresca.

Quest’ultimi sono troppo avanzati e poco compatibili con il nostro problema.

Per un rapido utilizzo della pratica del T.A è bene rivolgersi a operatori esperti e professionali, per far si che i loro insegnamenti portino a una realizzazione corretta degli esercizi.

Nella mia esperienza di atleta ho vissuto la pratica sportiva come una vera e propria filosofia di vita, considerando la mia disciplina una parte integrante delle mie giornate. Il messaggio è che è molto sbagliato vivere per schemi: la nostra vita e le nostre giornate devono essere un’armoniosa unione di tutto ciò che ci rende noi stessi. Impariamo ad ascoltarci, a conoscerci e a credere che dentro di noi ci sono angoli bellissimi ancora da scoprire.

Daniele Zerini

Gruppo ai allenamento Santucci Running

Da oltre 30 anni trasformiamo le persone in atleti esperti di Corsa su Strada, Maratona, Pista, Trail Running e Ironman.

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