Il tendine d’achille – Terza parte


Ecco l’ultima parte del racconto sul tendine d’achille. Ci sono descritte le principali tecniche di intervento per risolvere ed evitare il dilungarsi dell’infortunio. Attraverso questi 3 capitoli esposti sul sito possiamo così avere una panoramica più completa su uno dei classici infortuni del podista.

TRATTAMENTO CONSERVATIVO DELLE LESIONI TENDINEE

Trattamento della Peritendinite Acuta

Esistono diverse modalità di trattamento delle tendinopatie nell’ambito della medicina fisica, e tra queste vengono più frequentemente utilizzate la ionoforesi, l’ultrasuono, il laser e la crioterapia.

Uno dei fattori più significativi che influenza la prognosi in seguito a trattamento conservativo è la durata dei sintomi: se infatti una tendinopatia è persistente per 6 mesi o più la patologia risulta più difficile da trattare con metodologia non chirurgica.

Modificazione dell’attività, riposo, crioterapia e farmaci antinfiammatori, Infiltrazione di corticosteroidi-anestetici

L’impiego della terapia con corticosteroidi-anestetici nell’infiammazione tendinea acuta e subacuta rimane controverso. Sebbene questi farmaci siano di grande aiuto nel ridurre drasticamente i fenomeni infiammatori locali, tuttavia non sono da utilizzare a causa dei possibili effetti deleteri sulla struttura e sulla resistenza meccanica del tendine, favorenti la rottura.

Trattamento della Peritendinite Cronica

Riabilitazione

I pazienti con una tendinopatia subcronica o cronica, come la peritendinite, l’infiammazione inserzionale, la tendinosi o la lacerazione parziale, o una combinazione di questi, dovrebbero essere trattati per diversi mesi con una terapia riabilitativa prima di considerare un intervento chirurgico.

MODALITA’ DI TERAPIA FISICA

Il trattamento e la riabilitazione delle forme croniche di tendinite e peritendiniti sono spesso basati sull’applicazione di calore, sull’impiego di ultrasuoni ,sulla stimolazione elettrica e sulle onde d’urto.

Calore

L’applicazione di calore durante la fase infiammatoria acuta è considerata deleteria, tuttavia la sua applicazione, nella regione interessata dal processo flogistico, può avere effetti positivi nelle fasi successive, durante il processo di guarigione o quando la cicatrizzazione è ritardata.

Il calore può avere  un effetto analgesico e miorilassante , interrompendo così il ciclo dolore, spasmo ed ischemia.

Il calore aumenta anche l’estensibilità tissutale  che può essere potenzialmente utile negli esercizi di stiramento della riabilitazione tendinea.

Ultrasuoni

Il trattamento degli ultrsuoni nelle lesioni tendinee può essere utilizzato sia per gli effetti termici che meccanici, o per entrambi.

Gli effetti termici degli ultrasuoni sono molto più intensi di quelli di altre modalità di applicazioni di calore , mentre gli effetti meccanici possono essere utili solo quando applicati molto precocemente nel processo di cicatrizzazione.

Stimolazione elettrica

Esistono diversi metodi per la stimolazione elettrica delle cellule vitali. Questa procedura può aiutare a ridurre l’edema e quindi il dolore, attraverso la riduzione della permeabilità vascolare.

Massoterapia

La massoterapia è una procedura basata sull’applicazione di diverse forme di massaggio per il trattamento della tendinite e della peritendinite.

È utilizzata per ammorbidire o eliminare le aderenze tissutali, per ridurre  l’edema,  per il rilassamento e lo stiramento del tessuto tendineo contratto.

Onde d’urto

L’avvento della litrotrissia extracorporea con onde d’urto (extracorporeal shock-wave therapy, E.S.W.T.) ha rappresentato uno dei grandi progressi della medicina.

Le onde d’urto sono onde acustiche ad alta energia emesse da un generatore di tipo elettroidraulico, elettromagnetico o piezoelettrico che, interagendo con l’ambiente extracellulare dei tessuti molli, sono in grado di riattivare il processo biologico di guarigione del tessuto colpito e di ridurre o di far scomparire la sintomatologia dolorosa.

La terapia ad onde d’urto è ottimale nel trattamento delle tendinopatie inserzionali croniche, caratterizzate da una scarsa vascolarizzazione della giunzione osteotendinea; lo scopo del trattamento infatti, è quello di indurre la rivascolarizzazione  nella regione giunzionale in maniera del tutto incruenta.

Immediatamente dopo il trattamento e per 4-5 ore, si assiste ad una diminuizione del dolore (effetto inibitorio sui recettori del dolore e liberazione locale di endorfine).

Successivamente, fra la sesta e la ventiquattresima-quarantottesima ora, la sintomatologia riprende fino a raggiungere talora un picco superiore a quello precedente il trattamento;  dopo 48 ore, inizia una diminuizione progressiva del dolore, che con successive sedute di terapia con onde d’urto permetterà una remissione completa dei sintomi.

Le controindicazioni assolute all’utilizzo delle onde d’urto sono :

–         infezioni ossee;

–         tenosinoviti infettive;

–         presenza di nuclei cartilaginei di accrescimento, nei soggetti giovani;

–         disturbi della coagulazione;

–         polineuropatie;

–         tumori;

–         portatori di pace-maker;

–         gravidanza;

–         trattamento con farmaci immunosoppressori.

Possiamo concludere che, la terapia con onde d’urto, può essere una valida scelta terapeutica nelle tendinopatie dell’achilleo acute e croniche, quando la terapia conservativa tradizionale non ha raggiunto gli effetti desiderati.

Quando il trattamento con E.S.W.T. è stato abbinato alla chinesiterapia consigliata e all’utilizzo di ortesi, i risultati sono stati ancora più soddisfacenti, dato che alla base di queste patologie vi è spesso uno squilibrio funzionale che il trattamento con onde d’urto da solo non può risolvere.

Il beneficio di questa terapia riveste ulteriore interesse se consideriamo:

–         la bassa invasività (non provoca alcun danno funzionale), sicurezza elevata e facile utilizzo;

–         riduzione al ricorso dell’intervento chirurgico,

–         assenza di effetti collaterali;

–         precoce evidenza della risposta positiva (riduzione della sintomatologia dolorosa e ripresa dell’attività funzionale già dopo la prima seduta);

–         ridotto numero di trattamenti funzionali;

–         buona compliance del paziente.

Nei casi in cui i risultati non siano soddisfacenti per la qualità di vita del paziente ed inoltre nei casi di rottura del tendine d’Achille, è indicato il trattamento chirurgico. La decisione di attuare una terapia dipende dal tempo trascorso dalla rottura, dall’entità della disabilità, dal desiderio del paziente di avere un miglioramento funzionale e dai fattori di rischio associati alla chirurgia.

I tutori e un trattamento non chirurgico, abbiamo visto, che possono essere una valida alternativa per un paziente quando confrontati con i rischi chirurgici e la necessità di un trasferimento di tessuto libero nel caso si sviluppi un grave problema della ferita.

Tuttavia, con un trattamento di tipo chirurgico, i pazienti possono aspettarsi una funzione ragionevolmente buona in seguito alla ricostruzione chirurgica tardiva o differita.

Da oltre 30 anni trasformiamo le persone in atleti esperti di Corsa su Strada, Maratona, Pista, Trail Running e Ironman.

RICHIEDI UN PIANO DI ALLENAMENTO
PERSONALIZZATO E RAGGIUNGI I TUOI OBIETTIVI

I NOSTRI PARTNER