
“…dopo 20 minuti però provi; sembra una follia, da solo, è ora di pranzo, la pista è praticamente deserta, nessun altro a cui confessare il tuo stato d’animo, nessun altro con il quale condividere l’onere di “tirare” il ritmo…”
…oggi ho corso le ripetute, 8 x1000 al ritmo di 3.40/km, recupero 2 minuti.
Ci sono giornate in cui ti cambi, ti prepari per correre, entri in pista e dici a te stesso che forse non è giornata;
appena uscito dagli spogliatoi comincia a piovere ma intravedi qualche spicchio di azzurro e aspetti; 10 minuti buoni, ma poi smette;
cominci a “girare” per il riscaldamento e le gambe sembrano vuote, anzi più ti riscaldi più diventano di legno; all’improvviso pure qualche dolorino ti mette in allarme.
allora pensi: “lasciamo perdere, non è giornata; meglio un’oretta leggera e via casa, domani si vedrà”.
Dopo 20 minuti però provi; sembra una follia, da solo, è ora di pranzo, la pista è praticamente deserta, nessun altro a cui confessare il tuo stato d’animo, nessun altro con il quale condividere l’onere di “tirare” il ritmo.
La prima, però, inspiegabilmente, va bene, 3.39, in assoluto controllo, i dolori sono spariti, pensi di avere inserito le gambe di riserva.
La seconda, la terza e via fino alla sesta, tutte con tempi fra 3.38 e 3.40!

Non pensi di essere stato tu a correrle, non ci avresti scommesso un solo euro, ma ce l’hai fatta e senza grossi sforzi.
Fra la sesta e la settima la concessione di un minuto in più di recupero, giusto il tempo di una veloce capatina in bagno; poi la settima, 3.40 e l’ottava, 3.42: ma chi se ne frega, solo l’ultima è più lunga di 2 secondi.
La soddisfazione è enorme, capisci che non si tratta delle gambe di riserva: hai “sostituito” la mente, hai spazzato via i pensieri e le sensazioni iniziali, hai inserito, quello sì, un cervello di riserva e ce l’hai fatta;
La seduta di oggi riveste un duplice aspetto positivo, quello fisico, perchè hai rispettato il programma, ma anche una grandissima prova di volontà e tenuta mentale…

