Il podista racconta la sua esperienza alla mezza maratona di Barcellona 2015 , la corsa, ma soprattutto il carattere profondo di una città magica.
Mezza maratona di Barcellona
Arrivo a Barcellona con volo diretto da Palermo, puntualissimo, 17.25 l’ora dell’atterraggio, un’ora dopo già in albergo, a due passi da Placa Catalunya (nello stesso edificio del mio hotel c’è Decathlon, piacevole coincidenza);
Il tempo di disfare i bagagli e di una doccia ristoratrice e via, a spasso con moglie ed amici a goderci la città, un clima quasi primaverile ci accompagna allungando i tempi delle nostre passeggiate!
Prima cena? Ovviamente paella, butifarra e birretta e questo la dice lunga sulle velleità cronometriche…
Sabato mattina andiamo a ritirare pacco gara, pettorale e chip:la zona è quella dell’Arco di Trionfo, sede anche di partenza ed arrivo, l’organizzazione è praticamente perfetta, zona raggiungibile con due fermate di metropolitana, meglio di così!
Poi, accompagnati da cielo sereno e temperature gradevoli, in giro: i classici, Sagrada Familia, Casa Battlò (che spettacolo!), per finire la giornata a spasso nei luoghi, splendidi, della movida.
Barcellona, città nata e sviluppata, attorno al suo porto, mi ricorda, ovviamente su più larga scala, la mia Palermo: intuitiva ed accogliente, la sua gente vive all’aria aperta, adora fare tardi, ama il cibo di,strada; il suo mercato, la Boqueria, si chiama esattamente come la mia Vucciria, la merce in vendita praticamente uguale, dai frutti di mare al marzapane in un autentico tripudio di colori e profumi.
Unica nota negativa, colleziono ben sette ore a spasso, le gambe protestano, penso alla gara dell’indomani, ma mi consolo con un prosciutto a cui sembra mancare solo la parola.
La partenza arriva inesorabile, al quinto/sesto chilometro capisco che la mia andatura non potrà scendere sotto i 4.15/km e comincio a godermi la gara, Barcellona, la festa e la gente senza spremermi troppo, chiudendo serenamente in 1h30 e spicci.
Medaglia, ristoro, riaggancio con mia moglie e via, ancora a spasso, un filo di stanchezza ma nulla di più; anche perché già pregusto l’appuntamento delle 17.30 con il Nou Camp: Barcellona-Levante ci regalerà un 5-0, la classica “manita”, con tripletta di un Messi stratosferico…e soprattutto mi riconcilia con il calcio: zero controlli, zero barriere, stadio “salotto” monumentale e bellissimo e squadra di alieni dalla tecnica sopraffina. Esperienza indimenticabile, irrinunciabile per un amante del calcio!
E poi ancora in giro a godersi Barcellona, il favoloso Park Guell, la sua gente ed il suo cibo con la voglia e la speranza di ritornare anche il prossimo anno!
Maurizio Fragale

