
Levigliani: un posto da visitare
Levigliani è un paese dell’Alta Versilia, si trova a 650 m di altitudine e gode di ottime condizioni climatiche. La sua importanza nel campo turistico è considerevole, oltre ad essere un luogo di villeggiatura estiva, è uno dei punti di partenza per raggiungere la valle di Mosceta, del Monte Corchia e del Pania.
Nel paese, vi si trova anche il famoso Antro del Corchia, la più grande grotta carsica d’Europa, formata da oltre cinquanta chilometri di cuniculi e ramificazioni sotterranei. È visitabile quasi tutti i giorni dell’anno.

Grazie all’aumento dei turisti, è stato possibile realizzare strutture come alberghi, pensioni e ristoranti..è la dimostrazione di uno sviluppo turistico anche per il Comune di Stazzema.
Le cave situate sul bacino marmifero del Monte Corchia, producono un tipo di marmo chiamato Arabescato che è molto richiesto sul mercato grazie alle sue caratteristiche proprietà.
Le Miniere dell’Argento Vivo di Levigliani, sono le più antiche dell’Alta Toscana e la visita guidata dura circa un’ora e si sviluppa lungo un percorso attrezzato di 900 mt. alla scoperta degli antichi giacimenti, accompagnati da una guida e muniti di caschetti da minatori.

Il sistema museale di Levigliani è composto di due sezioni, entrambe situate nei pressi della biglietteria delle grotte Antro del Corchia. La prima sezione, il museo della Pietra Piegata, è dedicato agli usi della pietra nel corso dei millenni, la seconda, il Museo di Comunità e d’Impresa “Lavorare Liberi”, è dedicato alla storia del Comunello di Levigliani e della Cooperativa Condomini Levigliani.
La cronaca di Odette:
17 luglio 2011
Stamani sveglia alla buon ora per andare a Levigliani a fare la corsa non competitiva del Monte Corchia sfruttando così l’ opportunità di correre un bel collinare in compagnia. Siamo partiti in auto, io, Giampiero, Massimo e Massimiliano Calta. Il tempo non prometteva niente di buono, le nuvole nere e basse coprivano la cima del Corchia ma i “malati” di corsa come noi non hanno certo rinunciato a questo bell’evento che fortunatamente dopo 17 anni di interruzione, già dall’anno precedente, è tornata a far parte delle gare del calendario Lucchese. Fatta l’iscrizione e dopo qualche titubanza sull’abbigliamento da indossare, canotta e calzoncini corti hanno avuto la meglio, siamo partiti deviando sulla rampetta iniziale, appena fuori dal centro del paese, per la 18 km. Abbiamo percorso circa 2,5 km di buona salita per arrivare all’inizio delle famose Voltoline dove un piccolo ristoro ci ha permesso di rinfrancarci per affrontare la dura impresa. Massimiliano ci ha abbandonato iniziando la scalata da solo mentre io, Massimo e Giampiero l’abbiamo presa con un pò più di calma. Dovevamo stare molto attenti, già le Voltolina richiedono particolare attenzione per la loro struttura e per di più l’umidità della nebbia che ci avvolgeva le rendeva scivolose, superavamo le persone alternando tratti di corsa e tratti a passo. Finalmente la cima, a circa 1.200 mt di altezza dove era allestito un piccolo ristoro, peccato per la nebbia e le nuvole che non ci hanno permesso di vedere la spettacolarità del paesaggio, la vista era limitata a pochi metri. Io e Massimo eravamo insieme, Giampiero è rimasto poco più indietro. Poche centinaia di metri alternando salita e discesa e siamo entrati nel bosco: NOTTE!! sembrava veramente di correre una gara in notturna e per di più faceva pure freddo e a tratti pioveva.

Rifugio di Mosceta, piccolo ristoro e poi siamo ripartiti per affrontare ancora saliscendi nel bosco fino a raggiungere Puntato. Una tosta salita fino ad arrivare a Fociomboli dove un fornito ristoro ci ha permesso di rinfrancarci facendoci fare una piccola sosta con la scusa di riprenderci dalla salita appena percorsa. Da lì una discesa di almeno 7 km tutta su asfalto che se affrontata con tranquillità si corre bene senza rovinarsi troppo le gambe.
Ultimo ristoro a circa 2 km da Levigliani e finalmente dopo 18 km immersi tra le bellezze della natura siamo arrivati nella piazza del paese: cocomero, acqua the e dolcetti ci hanno rinfrancato dalle fatiche affrontate. Naturalmente i Ciabatti non potevano mancare a questo appuntamento e ci hanno raggiunto in bici a Passo Croce accompagnandoci fino nella piazza del paese rendendoci i km della discesa meno faticosi tra chiacchere e risate. Abbiamo ritrovato anche il Calta, giunto alla fine poco prima di noi, che non si può lasciare da solo, anche a piedi riesce a farsi del male: ha avuto una storta durante la discesa nel bosco ed è riuscito a graffiarsi per bene le gambe con dei pruni che lungo il percorso non so dove possa averli trovati!! Il tempo di una doccia…fredda, allestita alla meno peggio dall’organizzazione, ma molto efficace dopo una bella sudata come questa, per ritornare sulla strada di casa.

