
Stamani con il Mister avevamo programmato di andare a “vedere” una salita in quel del pisano perché un suo amico ciclista gli aveva detto che è piuttosto tosta ed era terreno di allenamento per i grandi ciclisti della zona. Naturalmente il verbo “vedere” per Massimo ha lo stesso significato di “correre” ed io non avevo calcolato questo particolare lasciando a casa il necessario per correre: siamo passati da casa a prenderlo!

L’immagine di un tornante
Siamo partiti da Viareggio in auto e durante il tragitto abbiamo trovato l’amico di Massimo in bici che ci ha accompagnato a Molina di Quosa dove si trova questa salita conosciuta come “salita del Ciapino” (dal versante più impegnativo). Abbiamo indossato maglietta calzoncini e scarpe e dopo 15′ di riscaldamento siamo andati a “vedere” che cosa ci aspettava di lì a poco. Appena partiti abbiamo capito subito che sarebbe stata una bella faticaccia.

Odette in azione: un muro di fronte a se
Carino il posto, una stradina con piccoli tornanti che attraversa questo centro abitato con pendenze a tratti anche del 30%. Massimo dopo poche decine di metri che ha corso insieme a me, ha inserito la marcia per le scalate e con leggerezza invidiabile, mi ha disperso sulle rampe. L’amico di Massimo ha provato a seguirci con la bici ma è rimasto poco più dietro di me, sicuramente in bici risulta essere ancora più dura.

Per “venire su” si utilizza poca forza; si lavora su rapidità ed economia del gesto
Finalmente siamo arrivati in cima, in tutto sono circa 700 mt ma veramente impegnativi! Siamo tornati indietro ammirando il percorso appena fatto e stupendoci della pendenza di alcuni tratti. Tornati alla macchina, giusto il tempo per cambiarci e riprendere la strada di casa.
Odette

