Videogiochi ed attività fisica

Ci si può allenare
davanti alla TV?

VIDEOGIOCHI ATTIVI E ATTIVITÀ FISICA

Videogiochi che passione! Usati come baby-sitter per intrattenere i bambini quando i genitori sono occupati, non godono però di buona fama presso pediatri ed educatori perché possono diventare alienanti e contribuire all’obesità infantile. Ma è davvero così? L’obiezione arriva da Oltremanica: secondo i ricercatori dell’Università di Chester le cosiddette “consolle attive” come X-Box Kinect, Wii o Playstation Move potrebbero invece aiutare i ragazzi ad incrementare la loro attività fisica: durante il gioco il battito cardiaco accelera, si brucia più ossigeno e aumenta il dispendio energetico.

A cura di Valeria Tagni, consulenza di Guido Stefano Filippini, nutrizionista antiaging di Eubeauty Antiaging Medical Center

UNA PALESTRA DAVANTI AL TELEVISORE

Il gruppo di ricerca inglese guidato da Stephen Smallwood ha preso in esame 18 ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 15 anni che si sono divertiti con “Dance Central” e “Kinect Sports: Boxing”, due videogiochi attivi basati su un dispositivo di lettura tipo webcam e un sensore in grado di riprodurre il movimento del corpo durante il gioco. I risultati dello studio – resi noti il 24 settembre sull’American Medical Association’s Archives of Pediatric and Adolescent Medicine – mostrano un aumento del dispendio energetico rispettivamente del 150 e del 263% rispetto ai valori a riposo e del 103 e 194% rispetto ai videogiochi tradizionali. Risulterebbero così scagionati i cosiddetti “exergames” che spopolano fra i giovani: “Sebbene sia improbabile che i videogiochi attivi possano fornire da soli la dose raccomandata di attività fisica o bruciare le calorie necessarie a prevenire o risolvere l’obesità, possono però contribuire ad innalzare i livelli di movimento e incrementare il dispendio energetico” spiegano i ricercatori.

GLI EXERGAMES POSSONO SOSTITUIRE L’ATTIVITA’ FISICA?

Di parere contrario è il nostro esperto Guido Stefano Filippini. “I videogiochi, anche se attivi, non possono assolutamente sostituire l’attività fisica raccomandata e soprattutto non costituiscono un elemento socializzante per il bambino, che interagisce unicamente con il computer. Rappresentano piuttosto un alibi per i genitori che pensano così di ovviare ad una loro mancanza nei confronti dei figli. Ancora più grave, possono risultare una fonte di stress per il bambino, spesso compensato con un’ulteriore assunzione di cibo” precisa l’esperto.

SOCIALIZZAZIONE, NON ALIENAZIONE

Durante il gioco è indispensabile che il bambino interagisca psicologicamente e fisicamente con i coetanei – spiega Filippini – la sfida costante che porta alla crescita non deve essere concentrata sulla velocità di interazione con il mouse. Dal rapporto interpersonale può nascere un’affinità con i compagni mentre gli stereotipi proposti dal computer sono solo una parvenza di realtà”.

www.longevitymagazine.it Ufficio Stampa LongevityMagazine – Liana Zorzi 331 7552925 –lianazorzi@yahoo.it

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