Vivere la maratona da spettatore


Le sensazioni, le paure, le aspettative…chi assiste i suoi atleti in corsa non riesce a sciogliere la tensione interiore…
Vivere la Maratona da spettatore

Di un atleta conosciamo quasi tutte le emozioni che prova prima, durante e dopo una maratona, ma cosa prova chi vive la maratona da spettatore ???

Iniziamo la storia da quando mia moglie nell’estate decide di fare la Maratona di Lucca, sono contrario ma, conoscendo bene il suo carattere, mollo e si inizia la preparazione, passano i giorni e a Settembre esce fuori con questa frase : VOGLIO FARE ANCHE FIRENZE, non vi dico cosa provo in quel momento ma in fin dei conti è lei che corre quindi la iscrivo.

A Lucca la seguo in bici, il ritmo è più veloce di quanto era previsto e al 35° Km ecco la crisi, la incoraggio quasi a perdere la voce, e finalmente riesce a concluderla in 3h 53’, fatte le valutazioni del caso di dove abbiamo sbagliato, ci promettiamo di non commettere gli stessi errori.

Iniziamo la seconda parte di preparazione in vista di Firenze, tutto bene ma, l’ultima settimana, apparentemente calma iniziano i dolori, male alle gambe, ai glutei , al lombosacrale, la sottopongo a sedute di massaggio e altre terapie per alleviare i dolori ma secondo me erano tutti dovuti alla tensione , ben mascherata, per paura di un fallimento.

Decidiamo di andare in pullman con tutto lo staff Santucci running e accompagnati da altri podisti, il clima è teso, si scherza, ma i volti sono ben concentrati, entriamo in Firenze e molti iniziano i preparativi della vestizione, arriviamo in lungarno si scende e completiamo le operazioni del caso, si prepara la sacca del cambio un piccolo saluto e ci vediamo al Piazzale Michelangelo, lei con la navetta e io a piedi.

Arrivo al piazzale e, mamma mia quanta gente, giro, giro e rigiro ma di lei nessuna traccia, vado all’ingresso delle griglie urlo il suo nome ma niente, vado avanti e indietro , trovo Daniela la saluto ma di Antonella niente, iniziano i pensieri, avrà freddo , di cosa avrà bisogno, manca poco alla partenza, vado lungo la recinzione e mi accosto ad un albero . Spero di vederla!!!!!!!

Ecco lo sparo, sono partiti, ma quanti sono, passano i vari Pacemaker ma di lei neanche l’ombra, decido come concordato di spostarmi al 13 Km, scendo piano piano ma la mia ansia aumenta quando vedo arrivare la flotta degli atleti ed ecco un altro dubbio, riuscirò a vederla in questo caos????

Finalmente arrivano palloncini di 3h 45’ ed ecco Lei , che sollievo vederla, gli allungo l’integratori e ciao a presto…..Vado di buon passo al 29° Km , l’altro appuntamento, la strada è stretta arrivano i primi x loro corsa è facile, durano fatica come tutti ma hanno tutto a loro disposizione, arrivano i veri atleti, i tapascioni, che caos, flotte di atleti è difficile distinguerli, entro in paranoia, riuscirò a vederla in questo flusso umano?????

Lo stomaco mi si stringe, in lontananza vedi i palloncini che mi interessano, salgo su alcuni scalini di un edificio per vedere meglio, si stanno avvicinando, Lei non c’è , oddio cosa è successo, forse è già passata e non l’ho vista, forse si è fermata, i crampi , non ha più energie !!!!!!!!!! Sono in piena crisi, eccola la vedo ma cosa è accaduto????? Una fermata per una esigenza fisiologica e c’era la fila persi 3’ , il suo volto è sereno, bene , gli consegno l’ultimo integratore e FORZA ANTONELLA , lei passa e sugli occhi spuntano le lacrime .

La rivedo al 39° Km tutto ok ti aspetto in Piazza S.Croce finisce in 3h 52’ ecc. considerando una fermata di 3’ siamo soddisfatti , aspettiamo tutti gli atleti di Santucci Running e, sul Pullman , tutti i volti sono distesi, sereni è finita anche questa, gli chiedo un regalo: basta Maratone, lei sorride un bacio e, si torna a casa…

n.b. Andiamo a Barcellona …….spero di non soffrire tanto…

Gentile

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