Wild Marathon, il racconto

trail

“Km e km nella riserva naturale, il piacere della fatica”

(7 Giugno 2015)

Finalmente domenica.

Giorno festivo dedicato da noi runners (perdonatemi la presunzione di elevarmi a tale titolo) a finalizzare gli allenamenti fatti durante la settimana ed a competere con altri atleti.

Che sia una Tre Province o una corsa con tanto di pettorale.

Già da qualche settimana avevo deciso che la domenica appena trascorsa sarebbe stata Wild….Wild Marathon.

Cosi’, insieme ad un amico, alle ore 05.45 è iniziata l’avventura selvaggia.

Arrivati sul posto, in zona Cantagallo (Prato), rimango piacevolmente colpito dalla natura e dall’efficientissima organizzazione. A partire dai posteggi fino alla consegna dei pettorali.

Dopo aver familiarizzato con quel clima amichevole e per nulla agonistico ci accingiamo alla partenza.

Dopo 500 mt di asfalto, inizia la salita tra la vegetazione. I primi km poco verde e tanto sole, al punto che al 5º km agognavo per un ristoro. Essendo per me il primo trail lungo, mi è sembrato strano una sosta così prolungata per il rifornimento idrico. Ma capivo, e soprattutto fisicamente sentivo, che la breve pausa era necessaria.

Il tratto centrale del percorso sicuramente il più bello. Km corsi nel verde della Riserva Naturale Acquerino Cantagallo, con una temperatura mite, un dolce saliscendi, nel silenzio con un piacevole venticello che ti deliziava ed uno scenario in cui il protagonista ero io con il cuore e le gambe a dare i tempi alla scena.

Ma lo sappiamo..le cose belle prima o poi finiscono. Ed infatti ecco avvicinarsi la preoccupazione maggiore per ogni maratoneta: il 30º km!!

A rendere più interessante la cosa gli organizzatori hanno ben pensato di inserire in questo punto la salita più impegnativa del percorso. Circa 3 km di singletrack dove non era possibile correre ma solo camminare e con fatica.

Giunti al culmine un piacevole premio: un addetto della protezione civile fornito di autobotte e nebulizzatore mi grazia con una doccia gratis.

Gli ultimi km sono in discesa su una larga mulattiera. Forse il tratto più duro per me!

Le gambe ormai stanche da quasi 5 ore di corsa, la testa che continua a dirmi ” basta …sono stanco”, le caviglie che accusano ad ogni minimo sasso. Poi penso a quanto ho desiderato essere qui ora, quanto mi sono allenato per essere qui ora…non posso mollare.

All’ultimo ristoro chiedo quanto manca all’arrivo per avere la conferma a ciò che diceva il mio Garmin 41º km. La gentile signora mi risponde con ” è finita..mancano gli ultimi 3 km”.

Un colpo nello stomaco avrebbe fatto meno male.

Ad un tratto l’asfalto. So che dal quel punto manca 1 km e mezzo. Finalmente intravedo l’arrivo ma il leggero sorriso sulla mia faccia viene soffocato dal riacutizzarsi di una contrattura all’interno coscia. Stringo i denti, accenno una faccia appena appena accettabile per la foto al traguardo e mi dico…” Bravo Gabba, ce l’hai fatta!”

Mentre attendo quella mezzoretta per capire chi sono, mi gusto la cosa più desiderata nelle ultime 5 ore…acqua.

Comunque anche una birra è stata una piacevole sorpresa.

Non è ancora finita questa selvaggia e meravigliosa domenica, che già penso alla prossima sfida… Trail delle Apuane!

Voto all’organizzazione: 10

Gabbanini Luca

Gruppo ai allenamento Santucci Running

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