Winter Trail del Borgo

Il racconto

Report Winter Trail del Borgo

20 Km (1015m D+) 2h01′

25° assoluto / 1° u25

Tempo: soleggiato; Temperatura: 3°; Fondo: pesante;

Premessa – Una gara segnata da una serie di errori e di eventi che messi assieme hanno condizionato la prestazione assoluta.

Un’occasione però di crescita sportiva, un’occasione per “testare” alcuni aspetti psicologici oltre che muscolari.

Partenza – Mi metto in prima fila con l’obiettivo di partire in maniera brillante per cercare di star dietro agli atleti più forti.

Nonostante fino al giorno prima della competizione sentissi le gambe molto contratte, per la gara della domenica precedente, durante il riscaldamento mi sono ritrovato con i muscoli liberi. Parto quindi di buon ritmo che terrò però per breve tempo.

Percorro infatti appena un km sull’asfalto in leggera discesa che porta all’attacco della prima e più dura salita della corsa. Blackout totale.

E’ stato come mettere piede per la prima volta su una salita.

Mi sono ritrovato a dover salire a passo con il fiato corto.

Provo a corricchiare sulle pendenze più dolci ma mi rendo conto che non è giornata.

Entro in un circolo che mi porta a domandarmi: “ma chi me l’ha fatto fare di fare?

Forse meglio ritirarsi..” Il sole mi da fastidio ma non riesce a scaldarmi e il vento freddo non mi aiuta, quindi salendo a passo non riesco a prendere ritmo e rimango bloccato in un limbo.

15′ / 45′ – Smetto di pensare da subito alla classifica e mi faccio passare da una cinquantina di concorrenti in poco meno di mezz’ora.

Arrivo in cima alla prima salita ma di certo non sono ancora sbloccato e la lunga discesa la faccio correndo lentamente.

Decido però di finire la gara per fare esperienza e per la classifica under 25.

45′ / 1h30′ – Passata anche la prima lunga discesa inizio a riprendere sicurezza e sulla successiva salita mi convinco di potermi riprendere un po’ di posizioni.

Torno infatti ad una buona velocità e salgo relativamente bene.

Aumento gradualmente il ritmo finché non mi scaldo a dovere.

Da questo momento in poi inizio ad attaccare sui sali scendi senza esagerare e corro vicino alla mia velocità abituale.

Inizio infatti a recuperare atleti, specialmente in salita dove stavolta sono gli altri a passo e io a corsa.

Tengo questa andatura fino all’ora e mezzo di corsa ponendomi di volta in volta un nuovo concorrente davanti a me come obiettivo da superare.

1h30′ / 2h (arrivo) – Da adesso in poi inizio ad amministrare sapendo di non aver altre energie da spendere.

Passo sull’ultima salita l’ultimo gruppetto di concorrenti che posso sperare di recuperare e vedo a cinquecento metri la seconda del femminile.

Arrivo all’ultima discesa e inizio a scendere a gambe libere.

Incontro la ragazza seconda in classifica femminile mi complimento con lei per la sua gara e mi avvio a concludere la gara.

Considerazioni – La gara come ho detto all’inizio è stata segnata da degli errori, ecco quelli più importanti che ho individuato.

Per prima cosa non ho mangiato adeguatamente.

Mi sono alzato alle 5:00 con lo stomaco in subbuglio e con poco appetito, ho quindi bevuto del thé con qualche fetta biscottata e un paio di biscotti.

La gara partiva alla 10:00 e dalla colazione ho semplicemente rimangiato due biscotti dopo il riscaldamento.

Secondo non sono partito con il giusto atteggiamento mentale, ho pensato più agli avversari che non alla corsa.

Su una gara in mezzo alla natura, specialmente quando non si hanno le migliori doti atletiche, è importante concentrarsi sulle sensazioni che arrivano dal corpo per poterle assecondare.

E’ importante anche godersi il percorso e leggerlo nelle sue forme come terreno, salite e discese.

Concludo dicendo che mi sono divertito comunque molto nonostante una partenza non al top; è sempre bello correre in paesaggi e paesi nuovi.

Fabrizio

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