Mezza Maratona di Pisa, il racconto di Pierotti

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La mia Pisa Marathon da sogno: 1:18:25 e P.B. abbassato di 72 secondi

Arriva il giorno della mezza maratona di Pisa, gara di fine anno in cui, tradizionalmente, sono sempre andato bene, scendendo sotto l’1:20. Sono diversi mesi che non provo una mezza veloce e il P.B. di Fucecchio 2016 1:19:37 (reale) è un po’ “vecchiotto”. Negli ultimi due mesi ho abbassato i tempi sulle distanze inferiori, è giunta l’ora di aggiornare il P.B. di mezza. La mia tattica di gara è semplice: passo 3:45 e via andare, per le contrade pisane.

Fa freddo, si scherza e si ride con tanti amici per passare il tempo, poi mi incammino verso la partenza, devo assolutamente andare davanti. Purtroppo mi ritrovo in coda con una griglia (l’unica) chiusa e apparentemente inaccessibile. Trovo un varco e mi avvicino allo stewart chiedendo gentilmente di farmi entrare. Vedo podisti di tutti i tipi dentro, più o meno top runners, gente che si allena. “Entrano solo fino al numero 300 mi dispiace”. Lì perdo la pazienza e gli chiedo dove li vede tutti sti top runners dentro la griglia; gli spiego che sono qua per fare il personale. Il litigio con lo Stewart prosegue finchè non si distrae e passo!

Riscaldamento e poi mi posiziono a ridosso dei primissimi. Partenza! Primo km 3:41, mi aggancio subito ad Anaclerio del Livorno R.T. che fa la maratona a 3:45-3:48. Avanti si forma un gruppetto con Luca Sarti e altri (dichiarato 3:40). Primi km dentro Pisa, trovo il passo giusto, si viaggia tra 3:47 – 3:44, ci siamo. Lunghe strade diritte, km di asfalto sotto i piedi, è un tracciato ideale. Più passano i chilometri e più mi accorgo di stare bene, tengo il 3:45 senza forzare troppo, vedremo dopo il 15° km! Passaggio al 10° km attorno ai 37’, ci siamo. Mantengo alta la concentrazione, ecco San Piero a Grado, si svolta. Ho ripreso un atleta, facciamo un buon tratto insieme, i battistrada dove c’è Sarti sono avanti ma li tengo a vista. 11 km, 12 km, 13 km, si torna verso Pisa. Viaggio sempre attorno a 3:44, ma la battaglia non è ancora finita, è ancora lunga. Luca Sarti è avanti ma si è staccato, aumento, 3:40 e lo aggancio. In due si viaggia meglio, avanti c’è un duetto in fuga, 50 metri di vantaggio, la caccia all’uomo è in corso. 14 km, 15 km. Al 16° km li ho ripresi, e mi posso “riposare” un po’ a ruota. Adesso il passo è 3:40 costante, mi metto a tirare, gli altri compagni di “fuga” perdono terreno. Ci stiamo avvicinando a Pisa, ho ancora energie per tenere quel passo. Al 18° km c’è mister Santucci che mi incoraggia a continuare l’azione senza distrazioni. 3:39! Il morale sale, passo indenne un paio di cavalcavia, siamo a Pisa, ho staccato i due inseguitori. Non guardo mai l’orologio e non faccio calcoli, ecco i Lungarni, ancora 3:39. Borgo Stretto, ultimo km, forse adesso sento la stanchezza ma il morale la supera, ultimi 500 metri, un’occhiata al GPS, vedo un 1:16:50, ce l’ho quasi fatta … Un paio di curve, penultimo rettilineo con le transenne, la gente applaude, poi l’ultimo rettilineo, il traguardo è a 100 metri. Alzo il pugno al cielo, volata finale, esulto prima e dopo il traguardo, c’è tutta la gioia, la soddisfazione, i sacrifici, il pensiero va un attimo a due – tre anni fa, agli scettici … il GPS dice 1:18:24, ce l’ho fatta!!! PB abbassato di 1 minuto e 12 secondi. Sono addirittura 13° assoluto (3° di categoria SM40) su oltre 1600 atleti.

Un primato che divido con tre persone, a parte me stesso: mia moglie Lucia, sveglia all’alba per seguirmi, mister Massimo Santucci, una grande persona, e l’amico e compagno di allenamenti Luigi Bertolini che, in tempi non sospetti, aveva scommesso su di me.

di Simone Pierotti

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