Attorno al quercione

“Porcari corre” anno 2001
dalla penna di Alberto Albonetti

NOTIZIARIO DEL CALENDARIO STRAMARCIATORE

A CURA DI ALBERTO ALBONETTI

ATTORNO AL QUERCIONE

Ancora un convegno ecumenico di podisti toscani, emiliani, liguri, a “Porcari corre”, il 18 febbraio. La bella cittadina ha come simboli la rana, la Torretta e la chiesa di San Giusto, ma della corsa è protagonista indiscusso il famoso quercione. È sempre là? Non si è mosso? Bisogna accertare.

Porcari ci saluta con una bella giornata di sole nella terza domenica di carnevale, anzi di “carnovale”: archi di benvenuto e palloni, nel cielo il rombo di superleggeri in arrivo a Tassignano.

Si parte come al solito verso nord, un cartello ci avvisa che stiamo passando davanti alla casa del cane Pippo (del capogruppo Diodati), un “maratoneta” con un personale di 2:26.

Poi c’è un bivio per i 12, chi sceglie i 20 e i 25 va al Turchetto, dove si prende la via di Montecarlo, una “via del vino”, e a seguire i boschi di San Martino in Colle, la strada medievale, il quercione; infine la via del ritorno, che ho trovato migliorata.

Al quercione è doveroso sostare. I podisti fanno cerchio attorno alla fantastica pianta; si ammira, si commenta, dicono che porta bene toccare il tronco con la mano sinistra. Alcuni stanno in silenzio sotto gli immensi rami; non disturbateli. Forse stanno pregando; forse sono assaliti da ricordi lontani e inesprimibili.

E c’è il capitolo dei sei favolosi ristori. Dell’uovo e pancetta al tegamino preparati sul posto, al vov, alla focaccia con i ciccioli, all’uovo sodo, al succo di arancia. Correre o mangiare? Questo è il problema. Ragazze mascherate da caffettiere servono la china calda e il caffè. Un romagnolo stupito chiede: “Già zuccherato? Già…menato?”. Un pratese a un amico che non smette di masticare: “Ma datti il Lasonil alle mascelle!”. Risate e complimenti per un veronese generoso, che ha pensato bene di arricchire il ristoro portando una bottiglia di grappa per correggere il caffè.

Alla fine, un tripudio di torte fatte dalle sante mani delle signore. Magia! Mi devono aver letto nel pensiero. Mi piace il brodo; e nelle bevande, in bella mostra, ecco il brodo. Ho preso l’abitudine di bere l’orzo al posto del caffè; c’è anche l’orzo. Ho sempre invidiato le mantelline dell’Atletica Porcari; ed ecco che, oltre ai consueti premi in carta e plastica, dovuti ai generosi sponsor, ci danno una bella mantellina impermeabile.

Mi sembra giusto. Porcari, dopo tanta festa, lasciaci tornare ai nostri temporali.

Da Podismo – Aprile 2001 – Edito da Neri Editore

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