Autunno stagione di ritmi medi

L’intensita media è protagonista
(con tutte le sue sfaccettature)

Siamo ormai alla fine di ottobre e il caldo e le belle giornate non ci abbandonano….speriamo che continuino queste belle condizionii!!

Riscaldamento fino al km 4,5 del Viale, io dovevo fare solo della corsa rigenerante, sono in fase di recupero maratona corsa nel fine settimana, anche Alberto si è unito, nel fine settimana ha corso un buon collinare impegnativo.

Maurizio Guidi doveva correre 5×800 al ritmo di 3’45” con recupero di 200 mt in 1′. L’ha corso bene, non ha avuto particolari a correrlo nei tempi previsti, anche un po’ sotto.

Virgilio aveva 5×300 da correre in 1’ e 5×200 in 38” in previsione di una gara nei prossimi giorni.

Carletto doveva correre 1×2.000 per “far girare” un po’ le gambe al ritmo di 4’10”, allenamento eseguito alla perfezione.

Mario Viola ha svolto una seduta di corsa semplice in attesa del frazionato intensivo dei giorni prossimi.

Il Paolini ha corso lungo con un finale a ritmo medio.

Marco Martini aveva un medio di 6 km da correre al ritmo di 3’50” (dopo l’estensivo progressivo di qualità corso due giorni prima); si è unito inizialmente a lui Andrea Bianucci che doveva correre un “alternato” con i primi 2 km al ritmo di 3’50”, 1 km a 4’40” e ancora 2 km a 3’50”. Entrambi hanno svolto la seduta in pieno controllo e con buone sensazioni.

Massimo ci ha seguito con la bici.

Ci siamo riuniti alla Vietta per correre il defaticamento fino allo stadio.

Odette

Nota tecnica:

l’applicazione dell’alternato può prendere varie forme a seconda del periodo e della base acquisita dal runner in oggetto.

È un allenamento che richiede una forte sensibilità sul ritmo, soprattutto quando ci sono leggeri differenze nei ritmi proposti.

Una tipologia in largo uso è quella di passare in rapida successione dal rimo medio a quello di soglia anaerobica, ma si ricorre spesso anche a frazioni di lunghezza media a ritmo di massimo consumo di ossigeno con fase di recupero alla velocità collocata fra il medio ed il “lento”.

In queste sessioni bisogna avere grossa capacità di tagliare la lunghezza delle fasi in modo preciso, il rischio di non finire l’allenamento è concreta.

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