Dieta mediterranea nello sport – seconda parte

...è opinione diffusa tra gli specialisti che le persone fisicamente attive non necessitino di integrazioni particolari se seguono una normale dieta bilanciata. Una dieta corretta e ben bilanciata aiuta anche nel recupero muscolare…

Dieta Bilanciata (mediterranea) nella vita e nello sport. Perchè?

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All’estremo negativo nella scala dei valori nutrizionali si collocano alcune diete estremamente inefficaci e potenzialmente molto pericolose: diete ipocaloriche, iperlipidiche, ipoglucidiche, iperproteiche. Altrettanto inefficienti e dannose sono le diete liquide (totalmente o in parte) e quelle basate sull’assunzione di un solo alimento. Si tratta di diete che non garantendo un adeguato supporto nutrizionale alterano negativamente la composizione corporea.

In generale gli atleti che utilizzano queste diete si trovano a gareggiare in condizioni sfavorevoli spesso caratterizzate da sensazioni di stanchezza. Particolarmente a rischio sono le atlete donne, soggette spesso a forme di disordini alimentari quali anoressia nervosa, anoressia da atleta o bulimia nervosa in fase subclinica (3). Purtroppo negli ultimi anni l’incidenza di tali patologie è aumentata anche negli atleti maschi.

Spesso sia allenatori sia atleti dispongono di informazioni sbagliate sui principi di una corretta alimentazione e sulla base delle integrazioni ergogeniche. E’ opinione diffusa tra gli specialisti che le persone fisicamente attive non necessitino di integrazioni particolari se seguono una normale dieta bilanciata. Una dieta corretta e ben bilanciata aiuta anche nel recupero muscolare molto di più di quanto possono fare certe integrazioni se associate a diete scorrette (4).

Questo significa adottare una dieta varia e ben bilanciata che contenga la giusta quantità di macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi), micronutrienti (Sali minerali e vitamine) e acqua.

I regimi alimentari che si sono affermati nell’ultimo ventennio nel mondo occidentale sono caratterizzati spesso da piatti monotematici (per es solo pasta a pranzo) e da un’elevata quantità di grassi, sodio e zuccheri associata a povertà di fibre e vitamine.

Dobbiamo tener conto che per costruire un programma alimentare per persone fisicamente attive, compresi gli atleti che si dedicano a prove estenuanti, si devono seguire gli stessi principi nutrizionali che si usano per programmare una dieta a individui più sedentari: valutazione costituzione corporea, gusti ed esigenze individuali, attenta analisi dei consumi giornalieri, stile di vita.

Le differenze saranno poi a carico del contenuto calorico e della proporzione tra i vari macronutrienti che può variare in funzione della tipologia di allenamento o prestazione richiesta.

Dottor Augusto Innocenti

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Bibliografia

  1. Garner D.M. et Al Eating disorders among athletes: research and recommendations. J. Appl. Sport Sci. Res. 5;100 – 1991

  1. Burke E.R. “Alimentazione da campioni” Cap 11 – Edizioni Mediterranee

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