Il bello della corsa

Per anni ho corso, i primi tempi in compagnia poi da sola, mi immergevo quasi tutti i giorni in questo mare immenso…E piu’ lo facevo e piu’ ne sentivo il bisogno…Spesso partivo la mattina alle 5.30… Tutti dormivano ed io ero serena, brillante…Perche’ svegliarsi presto, correre sotto il diluvio nel bosco con fulmini e tuoni che mettono paura non è cosa da tutti
Raccontare la mia storia è un po’ una barzelletta, non sono nata sportiva se cosi’ adesso mi si puo’ definire, da piccola ero parecchio sedentaria, i miei mi incoraggiavano a fare attivita’ ma io li snobbavo , chi l’avrebbe mai detto che da adulta poi i giochi si sarebbero ribaltati e che loro mi avrebbero implorato di fermarmi…….??? è andata proprio cosi’.

Palestre, spinning corsi vari…..e poi la svolta il vero cambiamento…. iniziato per gradi….

E’ nato tutto per una scommessa, sono orgogliosa e se punzecchiata non posso dir di no alle sfide, all’epoca mi divertivo facendo spinning, un amico, un caro amico che faceva maratone, mi propose di correre insieme ripetendo che la corsa era tutta un’altra cosa, mi imbottiva di discorsi su questa fatidica corsa, che io al tempo ignoravo, diceva “ lo spinning rinchiusi come sardine in 30 mq e’ niente a paragone dell’immenso che la corsa puo’ regalarti, lo stare a contatto con la natura essere liberi di esprimersi correndo, la fatica, il sudore”…… stentavo a credergli e mi ostinavo a ribadire che mai avrei cambiato attività …….lui allo stesso tempo avrebbe dovuto provare il mio sport…….accettai ….. i primi passi, 20, 25, 30 minuti….in silenzio apprezzavo giorno per giorno cio’ che riusciva a donarmi e mano a mano diventava parte integrante di me….ho dovuto ricredermi e dargli ragione, gli voglio bene anche per avermi trasmesso questa passione.

Per anni ho corso, i primi tempi in compagnia poi da sola, mi immergevo quasi tutti i giorni in questo mare immenso…..e piu’ lo facevo e piu’ ne sentivo il bisogno, il mio corpo esigeva una dose, una “droga” dai benefici illimitati.

Spesso partivo la mattina alle 5.30 , nella stragrande maggioranza dell’anno buio pesto, l’unico orario morto in cui non davo noia a nessuno, non dovevo sentirmi in colpa per la mia mancata presenza, tutti dormivano ed io ero serena, brillante.

Non ho mai fatto gare e competizioni, confermando il mio lato orgoglioso, che adesso identifico come paura, paura di non essere all’altezza convincendomi che la competizione non era adatta a me e che mi sarei “ammalata” poi un giorno una persona a cui mi lega una grande stima ed amicizia a conoscenza della mia storia e di tutti i miei allenamenti mi propone di tentare una mezza.

Inizialmente mi rifiuto categoricamente, persuadendomi che se fossi entrata in quel meccanismo ancor piu’ “vizioso” poi non ne sarei piu’ uscita……la mia mente ha cominciato a lavorare finchè sono giunta a questa conclusione, ti alleni 5 volte a settimana possibile che non puoi dimostrare a te stessa con tutti i sacrifici e gli sforzi fisici che sostieni e riesci a rinunciare, per la tua testardaggine, a una cosi’ grande gratificazione??……mi decido e cosi’ dal niente faccio la pazzia…..

Due giorni prima della gara mi iscrivo e il 25 aprile del 2009 vado a Pistoia alla maratonina del Partigiano e con un tempo di 1h44’ arrivo con eccitazione e commozione al traguardo, per chi è un esperto e consolidato maratoneta questo è niente, ma per me, alla prima esperienza, è stato il must, non credo di aver vissuto un momento sportivo più piacevole e significante nella vita.

A seguire una 10 km in 45 minuti a Livorno……si poteva fare di piu’, non bastavo piu’ io cosi’ ho cominciato a farmi seguire un po’ piu’ approfonditamente da persone del ramo, perche’ poi quando sei dentro sei dentro e non ne esci piu’ non basta piu’ solo arrivare guardi il cronometro…….allenamenti mirati, duro lavoro fino a quando pero’ la mente, la determinazione e la forza fisica non bastano piu’……il primo infortunio ripensando a quel momento, sul mio volto si leggeva solo infelicita’…….ricordo ancora giovedi’ 19 giugno, stavo eseguendo degli scatti, scatti per me fatali, il corpo abituato si alla fatica e agli allenamenti semplici di corsa standard ma non a queste variazioni, forse per la mia troppa euforia di strafare e convinzione di potercela fare non ha retto i carichi e mi ha fatto prendere uno stop di 1 mese e 17 giorni, segnavo sul calendario con una x ogni gg , un calvario è stato un momento duro, molto triste…..mentre prima intravedere per strada ragazzi che si allenavano mi stimolava e rendeva felice adesso per ogni passo altrui che vedevo compiere subivo una pugnalata , ero cosi’ invidiosa che quasi mi vergogno ad ammetterlo…..ma ho tenuto fede al mio sogno aspettando i tempi di guarigione che sembra non arrivino mai…. poi il gran giorno, il gran rientro data da festeggiare come la mia rinascita……ahime durata molto poco perche’ sfortunatamente dopo 2 mesi di allenamenti l’ennesimo arresto…..e li la quasi “depressione” che mi ha portato a pensare che quella non era davvero la mia strada dal dolore provato sono persino arrivata a considerare di mollare tutto….. il mio cervello ha seriamente ragionato di abbandonare ma il mio cuore no, non ce l’ha fatta e grazie al mio allenatore, sempre a me vicino, ho potuto superare anche questo tremendo momento….. la degenza è stata piu’ breve in questo caso 14 gg, e adesso che si fa? La fifa è tanta, non posso negarlo, ma la voglia di lottare in questo sport non deve abbandonarci e vince su tutto…..si continua o meglio si riparte, purtroppo non da dove si è lasciato perche’ il corpo è una macchina perfetta ma sta a noi guidarla bene al minimo inghippo il motore scoppia e rimani a piedi….in questo caso nemmeno, quindi con calma a piccoli passi mi incammino nuovamente …chissa’ dove arrivero’ stavolta…..se si scorgesse il futuro….sarebbe tutto piu’ semplice…..ma bisogna vivere giorno per giorno e accettare ciò che ci accade.

Obbiettivi…..ce ne sono tanti ma quello a cui ambisco è poter arrivare in fondo ad una maratona, in primis per me stessa , perche’ svegliarsi presto, correre sotto il diluvio nel bosco con fulmini e tuoni che mettono paura non è cosa da tutti , molte persone ci prendono per pazzi……ma a noi poco importa seguiamo il nostro sogno , l’istinto sempre, nel bene e nel male perche’ è questo che ci accomuna e che ci rende speciali.

Non so se riuscirò nell’intento quel che e’ certo è che non bisogna arrendersi mai credere sempre in se stessi nelle proprie doti e non sottovalutarsi, certo non faro’ mai tempi da record….magari dovevo pensarci prima, oramai all’eta’ di 28 anni dove voglio andare, ma le mie gratificazioni posso sempre togliermele e fino all’ultimo lottero’ per questo perche’ la corsa è gioia la corsa è vita!!!!

Ringrazio le persone che nel mio, ancor breve, cammino mi sono state vicine nei momenti di gioia e di dolore e soprattutto quelle che mi hanno aiutato a fare il passo, quel passo che da sola non avrei fatto e le ringrazio perche’ solo per merito loro ho potuto provare cose uniche, e spero che mi affiancheranno sempre perche’ ne ho bisogno.

Elena

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