Dolcissimi, carnosi, diuretici e ricchi di fibre, i kaki sono un’esplosione di vita e salute. Scopriamo quali sono le proprietà benefiche.
Il Kako, Diospyros Kaki è una pianta di origine asiatica ed è anche chiamato albero della pace, poiché alcuni esemplari sono riusciti a sopravvivere alla bomba atomica sganciata su Nagasaki nel 1945.
Non appena si assaggia un Kako, ci assale una dolcezza inaspettata. Il contenuto di zucchero è molto elevato, per questo motivo è sconsigliato a chi è obeso o soffre di diabete.
I kaki sono un ottimo frutto per gli sportivi, i bambini e gli astenici, poiché hanno straordinarie capacità energizzanti; 100 g di Kaki forniscono 65-70 Kcal e il 16-18% di zuccheri semplici, zuccheri che vengono assorbiti facilmente dall’organismo e sono pronti all’uso.

I Kaki si distinguono in maturi e acerbi.
I Kaki maturi, vantano proprietà lassative con un 2.5% di fibre; il consiglio è quello di mangiari la mattina a colazione.
I Kaki acerbi vantano proprietà astringenti e contengono molti tannini ma meno zuccheri di quelli maturi. I tannini sono responsabili del sapore allappante che si avverte in bocca.
I Kaki sono ricchi di vitamina C, betacarotene e di potassio (161-170 mg%) che gli conferiscono spiccate proprietà diuretiche, oltre che da un buon 80% di contenuto in acqua.
Il Kaki è consigliato anche in caso di disturbi epatici (virtù epatoprotettrici), emorragie (virtù astringenti ed emostatiche dei frutti immaturi) o cure antibiotiche responsabili di una compromissione della flora intestinale.
Il Kaki esercita anche un’importante attività protettiva nei confronti i milza, pancreas, stomaco ed intestino tenute.
Di Kaki ci sono due varietà: in Kako comune dalla polpa morbida e dal colore arancione intenso, il Kako-mela dalla consistenza solida e polpa croccante da mangiare come una classica mela una volta tolta la buccia.
Curiosità
In Giappone il kaki viene utilizzato per la realizzazione di bevande alcoliche, comprese determinate varietà di sakè.

