Intervista al campione olimpico Stefano Baldini

L’oro di Atene
risponde alle domande
di Santucci Running

Intervista: 10 domande al runner

Stefano Baldini

  • Qual è stato il migliore allenamento della tua carriera?

  • L’ormai famoso lungo prima di Atene 2004 fatto, causa 48 ore consecutive di pioggia, sotto il tunnel di Livigno: 40 km con gli ultimi 19 fatti 5000/4000/3000/2000/1000 rec. 1000 con una media finale di 3’11” a km.

    E’ stata una prova di carattere e il termometro che fossi pronto per le Olimpiadi.

  • E quello più duro che hai fatto?

  • Le ripetute veloci mi hanno sempre fatto soffrire.

    Da mezzofondista mi allenavo con Lambruschini e Panetta, quindi avevo “lepri buone” ma anche decisamente competitive sulle distanze brevi.

  • Che percorsi prediligi fare in allenamento?

  • Mi piacciono i percorsi sterrati in natura dove puoi anche correre velocemente in sicurezza, i km passano con naturalezza.

    Quelli africani in particolare (ad esempio la Namibia), mi sono rimasti nel cuore.

  • Che tipo di allenamento preferisci?

  • I ritmi medio-veloci, quelli vicini ai tempi di percorrenza in maratona sono sempre stati i miei preferiti.

    Oltre all’allenamento in se mi piaceva la preparazione di tutto: scelta e preparazione dell’abbigliamento, delle scarpe, delle borracce e del riscaldamento.

    Sono i momenti che mi mancano di più oggi.

  • Ti piace di più allenarti da solo o in gruppo?

  • Ho sempre preferito il gruppo e ho cercato di tenerlo ogni volta aperto, cioè tutti potevano venire ad allenarsi con me.

    Dalla compagnia c’è sempre da trarre un vantaggio, indipendentemente dalla velocità alla quale corri.

    E’ stata una scelta vincente.

  • Qual è stata la tua miglior gara?

  • Campionato del Mondo di mezza maratona a Palma di Maiorca 1996.

    Pochi lo ricordano ma fu una gara perfetta.

    5’21” negli ultimi 2 km a 30° di temperatura per vincere la medaglia d’oro mi hanno fatto conoscere a livello internazionale e capire che la strada sarebbe stata il mio destino.

  • Quella più bella a cui hai partecipato?

  • London Marathon forever!

    E’ la più bella in assoluto: parti con le nuvole, poi esce il sole ed infine chiudi magari sotto la pioggia davanti a un pubblico eccezionale, il tutto negli stessi 42 km.

    L’ho amata alla follia, infatti l’ho corsa 9 volte.

  • Un aneddoto relativo ad una gara?

  • Al 37° km della maratona di Atene ero con l’americano Meb Keflezighi, stavamo raggiungendo il brasiliano De Lima e mentre pensavo alla tattica per provare a vincere l’oro sai cosa mi è venuto in mente?

    Di aver letto sulla Gazzetta dello Sport che una banca avrebbe dato all’americano che avesse vinto l’oro in maratona un assegno da 500.000 $ come premio speciale.

    Ho pensato, e come lo batto questo? Ho corso gli ultimi 5 km in 14′ netti.

  • Se ti ricordi dei sogni che fai ce ne racconti uno relativo alla corsa?

  • Oggi che corro solo per fitness non sogno più gare o allenamenti, ma durante la carriera ho fatto decine di allenamenti e maratone durante il sonno.

    Uno dei sogni ricorrenti era quello di arrivare in ritardo alla partenza, ma penso che sia una cosa comune a molti colleghi runner.

  • Cosa ti regala la corsa?

  • La corsa mi regala una serenità e una lucidità che nessun altro momento mi sa dare: durante le mie uscite trovo le soluzioni più impensabili ai problemi.

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