
Una podista ci racconta le sue emozioni di corsa… “Lo scenario cambia continuamente ai miei occhi, tutte le tonalità del verde, del rosa dei fiori sugli alberi che diventeranno frutta, all’acqua del fiume mai di uguale livello e colore, al riverbero della luce del sole e l’infinito che la natura offre alla mente”
Correre: libertà e istinto
Non seguo un allenamento per migliorare le prestazioni, seguo il mio istinto, dettato dalla mente che comanda il corpo e a volte viceversa.
Con l’arrivo del mese di Maggio, come ogni anno, ricomincia il ciclo della mia vita che si tuffa nel lavoro estivo, al campeggio, sulle sponde del fiume Magra.
Ed ecco che come in primavera tutto sboccia e prende vita, così inizia per me la voglia dell’aria aperta e l’abbandono della palestra.
Così finalmente, quasi ogni giorno, mi preparo con vesti leggere, come le mie nuove scarpe, per la corsa.
Appena lo zip della borsa fa si che si apra, lei drizza le orecchie, mi volge il suo sguardo, si alza e viene verso me avendo già capito che finalmente darà libero sfogo al suo essere: Olly la mia stupenda meticcia.
Così inizia quello che per entrambe è un gioco, mi prende le scarpe, si avvicina quando mi accuccio per legarle, mi abbaia incitandomi a velocizzare il tutto perché freme, vuole correre!
Nel giro di pochi minuti siamo pronte ma, dimenticavo, il cardio.
Così apro il cancello di legno del bungalow e su per la salita, lasciando dietro me e nel “dimenticatoio” il tutto.
Solo io e lei finalmente, la guardo precedermi, con le sue orecchie molli che ballonzolano al ritmo del suo passo e mi fa ridere, è una cacciatrice di farfalle. Siamo attirate tutte e due dai profumi freschi dello sboccio dei fiori, dell’erba appena tagliata, in un’alternanza di alberi ombrosi e raggi di sole.
Il sole di primavera che cerco rispetta l’ombra delle canne del fiume e, per un istante, chiudo gli occhi come fosse rigenerante energia.
Così passo dopo passo, traccio una retta che interseca la sua corsa fatta a zig zag, tra un campo e l’altro, tra un papavero rosso ed uno rosa, tra una tappa e l’altra, stabilita da un amico cane, da una riva dove i pescatori in silenzio aspettano per il loro amo, all’arrivo dello sterrato e di nuovo strada e lei che, continuamente, controlla che la stia seguendo.
Lo scenario cambia continuamente ai miei occhi, tutte le tonalità del verde, del rosa dei fiori sugli alberi che diventeranno frutta, all’acqua del fiume mai di uguale livello e colore, al riverbero della luce del sole e l’infinito che la natura offre alla mente.
Ascolto solo i miei passi e il ritmo del mio respiro, i tonfi del mio cuore, le necessità del mio fisico e sono gli unici parametri di riferimento delle mie prestazioni.
La corsa solo come sviluppo di suggestioni, percezioni e momenti di libertà.
Nell’ultimo allenamento, ho incontrato due podisti che mi hanno fermato e chiesto se volevo allenarmi insieme a loro per poi partecipare alle marce. Così chiaramente ho accettato ed ecco il calendario pronto sulla mia scrivania. Domani il primo allenamento insieme.
Ecco cos’è per me la corsa, corpo in forma, mente rilassata, aggregazione, libertà e istinto.


