
Il trionfo sulla terra rossa del Roland Garros di Francesca Schiavone ha riportato alla ribalta il tennis. La corsa è parte integrante degli allenamenti di tennis. Vediamo come la preparazione fisica interviene nell’allenamento del tennis.
La corsa e il tennis
Alcuni podisti amano cimentarsi in altri sport oltre la corsa. Credo che la maggior parte di loro pratichi il ciclismo che, in effetti, ha diverse similitudini almeno a livello energetico con la corsa. C’è invece chi pratica sport molto diversi per quanto riguarda le principali caratteristiche richieste. Fra questi, c’è sicuramente il tennis. Questo bellissimo gioco richiede una miscela di qualità che non sempre si sposano bene con la nostra specialità. In comune vi è senz’altro la resistenza generale ovvero quella capacità di poter compiere a lungo un certo tipo di lavoro.
Le discipline di corsa dell’atletica però, anche se richiedono capacità complesse, non implicano movimenti in contrasto fra l’uso muscolare e articolare, almeno nella quasi totalità dei casi.
Il tennis invece, è invece un continuo alternarsi di movimenti che vanno a far usare tutta la struttura scheletrica in modo vario e spesso traumatico. A livello energetico si hanno inoltre una densità di stimoli che vanno a richiamare sistemi d’origine mista.
Da questo si capisce quanto può essere complicato un corretto allenamento di base per un tennista. In questo ragionamento esuliamo volutamente dalla parte tecnica che in questa sede non ci compete.

Ricordo ancora con piacere quando parlava della sua preparazione un grande campione come l’argentino Guillermo Vilas dicendo che stava anche otto ore sul campo di allenamento. Spiegava che quando l’avversario cominciava a perdere le qualità reattive lui doveva essere sempre fresco. Cercava in pratica una resistenza alla qualità; per ottenere questo eseguiva lunghe sedute per avere ancora capacità di prontezza anche dopo ore di competizione.
Altri tennisti che mi ricordo con ammirazione sono Borg e Wilander, interpreti di una scuola dove la preparazione unita al talento dava risultati assoluti. Ci sono stati poi vari esempi di tennis in cui l’uso della forza incideva molto nella fase preparatoria e di conseguenza in partita. I fantasisti, nel tennis così come nel calcio, hanno poi cominciato a segnare il passo e chi emerge oggi è sempre un concentrato di classe unita a preparazioni lunghe e rigorose.
Mi trovo a stilare qualche programma d’allenamento a persone che praticano la corsa ed il tennis. Uso il metodo, ove le circostanze lo permettano, di inserire 3-4 sedute di corsa e 2-3 di tennis. Bisogna essere sempre rispettosi di quello che richiede il tennis e quindi è impensabile di arrivare a quel tipo d’allenamento con la muscolatura molto provata e quindi a rischio infortunio.
Spesso inserisco un riscaldamento e un defaticamento di corsa nel giorno dedicato al tennis. Esso serve solo per fare qualche km e aiutare a preparare ed a defaticare l’organismo per uno sforzo importante quale richiede il tennis.
Nei lavori di corsa che inserisco nel programma (che in ogni caso dipendono da quello a cui mira l’atleta), curo nella stesura principalmente la resistenza organica e la potenza aerobica. Faccio maggior attenzione sull’inserimento di lavori muscolari proprio perché quest’aspetto è particolarmente sollecitato con la pratica del tennis.
Si arriva ad una difficoltà programmatica, quando la persona che oltre a preparare dei tornei di tennis; si pone l’obiettivo di correre una maratona. Il progetto è possibile da realizzare, ma bisogna capire bene alcuni dettagli. Le dinamiche del tennis, fanno lavorare a regimi che non si sposano bene con una preparazione maratona perché vanno a toccare meccanismi diversi.
Ricordiamo che quando richiediamo un adattamento in funzione maratona, ci ritroveremo poi a lavorare in contrasto nel giorno in cui è inserito il tennis. Per risolvere questo bisogna solo avere sensibilità di gestione ed ovviamente non richiedere troppo alla maratona. Per ottenere in essa degli ottimi risultati, ci sarebbe da ridurre drasticamente per un periodo medio l’attività tennistica.
Nel caso non si cerchino picchi di rendimento, basta continuare sulla stessa strada e in pratica dividersi in due sport che regalano condizione ed armonia fisica.

