Milano-Sanremo di corsa e cammino

milano sanremo

Il racconto di Sara della Milano-Sanremo di corsa e cammino

 

Milano-Sanremo, il racconto di Sara

GIORNO 1 (giovedi 7 aprile 2016):

Ritrovo alle 12:50 alla pasticceria, il team ha già un ritardo di più di 30′: si comincia bene!

Carico la roba, ultima tappa a casa di Mauro e Michela dove, uscendo, incigno subito lo sportello del camper battendolo nell’ unico cartello stradale che si trova in quella zona.

Arrivo verso le 18:00 a Milano con una fermata in autogrill e aver patito un po’ di caldo perché non va l’aria condizionata…”turista fai da te??? No alpitur???”

Arriviamo che il briefing è appena iniziato, ci consegnano il pettorale di Luis e un libro rilegato, con le indicazioni stradali…una sorta di roadbook…ma ci rendiamo subito conto che non è molto chiaro; ci rassicurano che il percorso è molto ben segnalato da cartelli con grosse frecce e tante balisse.

Per la prima volta si riferiscono a noi, come alle “CRU” (in realtà sarebbe crew, ma sbagliano la pronuncia e noi ci rideremo su fino alla fine della gara); creando un certo scompiglio nella sala xké nessuno sapeva il significato…quando ci rassicurano che si riferiscono ai team di supporto, tiriamo un sospiro di sollievo!

La nostra CRU è composta da tre passisti: io, Mauro e Michela, un fisioterapista: René, due piloti: Marco e Simone, per tutto il resto c’è Sara, la moglie di Luis.

Durante il briefing sentiamo parlare di una prima edizione della staffetta, composta da 5 atleti che completeranno l’intera distanza frazionandola in 5 tappe…io e Mauro ci guardiamo e ci intendiamo subito, mi attivo per informarmi sui dettagli e mi consulto con gli altri…l’idea sarebbe quella di fare lo stesso il supporto a Luis, ma con l’unica differenza di avere un pettorale attaccato x poter avere un riconoscimento ufficiale anche noi…

L’idea è simpatica ed allettante un po’ x tutti ma poi decidiamo di non farne niente per non togliere visibilità a Luis ed al suo progetto “un km per il Perù”, d’altra parte questo è il suo sogno!

La sera una cena spartana in albergo che ci costerà 30€ a testa e poi tante risate nel bar dell’albergo davanti a grappe e limoncini.

Finalmente a nanna, io sono in camera con Mauro e Michela ma Morfeo tarda ad arrivare, probabilmente colpa della grappa, ridiamo a crepapelle per più di un ora prima di crollare.

GIORNO 2 (venerdì 8 aprile 2016):

La sveglia era puntata alle 5:40 ma purtroppo son già sveglia da un po’.

Ci prepariamo al volo, ci troviamo nella hall dell’albergo con gli altri, carichiamo subito i bagagli sul camper e corriamo a fare colazione che alle 7:30 dobbiamo essere alla partenza.

Per raggiungere lo start, sui navigli, ci affidiamo ad un direttore di gara che ci dice di seguirlo ma ovviamente cadiamo nelle mani sbagliate e ci porterà nella direzione opposta; ma per fortuna i nostri autisti sono svegli, si rinvengono e non molto facilmente riescono a fare inversione ad “U” e ad arrivare in orario allo start.

La tensione è tanta, ci sono solamente 52 atleti iscritti, di cui 5 sono donne; provenienti da tutto il mondo e tutti fortissimi e conosciuti nel mondo delle ultra.

Facciamo le foto di rito e dopo la partenza della gara inizia il nostro lavoro di “Cru”; per i primi 42 km gli atleti non possono essere affiancati da nessuno, noi cru li aspettiamo in vari tratti del percorso per fornire acqua e ristori volanti, perché la gara è in semi autosufficienza.

Io oggi non mi sento molto bene, ma comincio a fare i primi ristori e le prime foto.

Dopo la maratona subentrano Mauro e Michela affiancano Luis portandosi dietro la borraccia e la frutta da passargli al bisogno.

Io mi riposo sul camper, mi sento un po’ provata, ho mal di reni, dopo aver mangiato qualcosa butto giù un Aulin e mi stendo sperando che passi, il mio obbiettivo è quello di fare dei lunghi in notturna.

Mauro si ritira prima xké anche lui preferisce correre di notte, lasciando il posto a Sara che accompagna Luis a passo svelto, quando lui cammina.

Verso le 19 io e Mauro ceniamo con un panino tonno ed insalata e un’oretta dopo subentriamo noi facendo riposare gli altri.

Corriamo e camminiamo nei tratti in salita, le strade sono provinciali, molto trafficate anche da camion che ci sfrecciano accanto velocemente, per poi lasciare il posto di notte a passi in salita, su strade semideserte e molto buie…dove il firmamento fa la sua parte in un cielo nero inchiostro… Cammino spesso con il naso all’insù e in un momento mi ritrovo a calpestare quello che potrebbe essere stato il mio “principe azzurro”…una bodda schiacciata sulla strada, mi fa uno schifo (povera creatura!) 🙂

Andiamo avanti così fino alle 4, accompagnati dal camper che ci precede di qualche km e ci aspetta bordo strada x rifornirci di tutto.

Ogni tanto ci fanno un caffè dolce bollente che ci rimette al mondo…io e Mauro non ci nutriamo e molto probabilmente non ci idratiamo molto bene, abbiamo sempre la roba x Luis dietro, ma x noi no….ma d’altra parte il nostro compito è quello di alleviare almeno le cose pratiche di questa lunghissima avventura.

Come dicevo, verso le 4 Luis crolla, decide di fare un microsonno di 40′, io ne approfitto e smetto, non sto ancora troppo bene, anche se mi sento un po’ in colpa, torno a riposare facendomi sostituire da Sara.

Dopo 40′ ripartono, arriveranno ad affrontare il passo del Turchino, con una lunga galleria, ma io me lo perdo.

GIORNO 3: (sabato 9 aprile 2016) :

Sono riuscita a dormire un’ora, tra rumori, cellulari che fibrillano in continuazione, sbalzi del camper ed altro…quando apro gli occhi mi trovo accanto René che dorme, non so come scendere dal letto perché devo scavalcarlo e mi dispiace svegliarlo…resto un po’ lì, scroccando un caffè caldo a Sara, ma poi la vescica non ce la fa più e sono costretta a svegliarlo.

Scendo dal camper e dopo essermi liberata, con il trucco sfatto e gli abiti sgualciti e puzzolenti della notte prima, mi rimetto in “strada” dando il cambio a Mauro…siamo in discesa ed andiamo bene, arrivando al prossimo cancello orario nettamente in anticipo.

Dopo la spunta saliamo in camper, prendiamo l’autostrada e portiamo Luis a registrarsi all’altro check point xké la strada in un tratto è interrotta per frana e tutti faranno questo passaggio obbligatorio.

Corro con Luis per un paio si ore, poi rientra Michela ed io rimangio un bel pezzo di crostata, ho sempre fame, penso che tornerò a casa pensando molto di più!

Michela corre abbondantemente x tutto il giorno, alternandosi con Sara e René, dopo un altro cancello orario loro si fanno la doccia in croce rossa e rientramo io e Mauro dopo aver mangiato un panino.

Saranno le 17:40, Luis ha un po’ di difficoltà iniziamo così ad alternare un minuto di cammino ad uno di corsa, guardando il crono non mi rendo conto che abbiamo saltato un bivio, ci affianca la croce rossa e ci chiede se va tutto bene, ma nessuno si rende conto del nostro errore se non i piloti della nostra cru…lo sconforto prende il sopravvento, dover tornare indietro per 1,5 km ti devasta mentalmente…prima anche l’americana Litz Bauer, la vincitrice dello scorso anno ha sbagliato di un paio di km e abbiamo notato la crisi che è subentrata subito dopo.

Correggiamo i nostri errori e cerchiamo di spostare l’attenzione su altro, ma il percorso è segnato malissimo, troppe poche balisse e dei famosi cartelli con le frecce, in tutta la gara ne ho contati solo 2 o 3.

Camminiamo e corriamo piccoli tratti ma non ci fermiamo mai, arriviamo ad Alassio, con la scritta illuminata attaccata al monte, il panorama è mozzafiato con il mare che infrange le sue onde sulla sinistra, e le macchine che ci schivano a malapena, sfrecciando a tutta velocità a destra.

Io sto davanti tenendo il passo, Mauro sta accanto a Luis, sorreggendolo quando ha un po’ di crisi…superiamo altri cancelli tutti ampiamente, sotto di svariate ore, abbiamo un bel margine e se continua così per le 4 siamo all’arrivo.

Arrivati ad un bivio vediamo due fettucce sembra che indichino di fare la salita, ma Luis è convinto di non dover fare quei passi in salita che ha già affrontato nell’edizione con la bici, e prendiamo la ciclabile…che ad un tratto si interromperà lasciando il posto agli scogli.

Altro errore, niente panico, torniamo indietro affrontando le varie salite che verranno in strade buie ed isolate, ricche di tornanti, dove le auto si divertono a correre, il mio pensiero va al fatto che è sabato sera e se becchiamo un pazzo che ha bevuto ci spazza via e di noi non se ne fa più niente.. così faccio dei segnali con la frontale, x segnalare la nostra posizione in anticipo.

Finalmente torniamo in pianura, Luis ha bisogno di una pausa, qui tutti si avvalgono dei microsonni, dorme 30′, si fa massaggiare da René, beve un po’ di brodo caldo e riparte. Noi nel mentre che dormiva siamo andati in una pizzeria a farci un caffè, io un cappuccino bello caldo dove insieme ci mangio i tarallucci che mi sono portata dal camper, sotto ai piedi sento delle vibrazioni come se ci fosse il terremoto, nessuno ne parla, così penso sia solo una sensazione.

Ripartiamo x affrontare la distanza che ci separa da Sanremo, andiamo bene, ma ad un tratto ci dobbiamo dividere dalla cru che ci seguirà su una parallela.

Imbocchiamo una strada con una frana, buia pesta, somiglia ad un cantiere, non vediamo mai le fettucce e torna il panico, sarà questa? Corro avanti con la frontale cerco di illuminare il più possibile, ma la notte nerissima inghiotte il fascio di luce.. Luis è stanco e provato si appoggia a Mauro, non ci vorrebbe di tornare indietro…

Io penso che se fossi stata qui da sola, mi sarebbe preso un colpo, posto tetro…loro mi seguono xké non ci possiamo fermare ma questo procedere senza sicurezza ci opprime.

Finalmente la strada si ricongiunge con la provinciale e poco dopo ritroviamo il camper, errori ne abbiamo già fatti qualcuno questa volta è andata bene.

Da ora però la paranoia si è insidiata in noi, quella di saltare le pochissime fettucce.

Attraversiamo alcuni paesi animati da ragazzi che bevono nei bar e ci guardano allibiti xké non capiscono il senso di andare a correre di notte, nessuno ci incita, in pochi sanno dell’ esistenza di questa ultra maratona, è logorante.

Riaffrontiamo monti, fiduciosi di stare raggiungendo l’obbiettivo ma inizia un calvario.

GIORNO 4 (domenica 10 aprile):

Mi ricollego a sopra, saranno state le 01:00 di mattina, Sara ci dice che quando arriveremo a San Lorenzo saremo a sei km da sSanremo…questo Sanremo così vicino ma che si allontana sempre di più! Ogni volta che chiediamo informazioni la distanza aumenta significativamente nonostante il nostro incedere.

Oramai camminiamo solamente ma forse ce la facciamo a stare nelle 5:00.

Luis ha bisogno di riposare, farà un microsonno di 30′ nel frattempo noi ci facciamo un cappuccino bollente in una pizzeria semivuota.

La temperatura inizia a scendere io ho addosso, maglietta termica, la tua maglia a manica lunga felpata, la maglia della tuta dell’Orecchiella, il giacchettino antivento…e nonostante tutto ho freddo.

Luis beve un brodino caldo e ripartiamo su x i monti al buio, poi discesa, poi di nuovo luci e pista ciclabile che a quanto ricordiamo, ci porterà dritti al gonfiabile.

La pista ciclabile è molto bella, a tre corsie, con fontanine dappertutto, peccato che non ne funzioni una, noi abbiamo dietro solo la borraccia x Luis, con i sali.

Entriamo in una bella galleria illuminata, almeno non c’è freddo!

La galleria è interminabile, penso sui 5 km, a metà non vanno più i lampioni e cominciamo a scambiare le ombre x persone.

Siamo senza cellulare dietro, senza cibo ne acqua, nell’ incertezza di sapere se abbiamo imboccato il percorso giusto.

Usciti dalla galleria subentrano le allucinazioni, Mauro e Luis vedono la “gente lassù” che fa il tifo…io molto concentrata dico che non c’è niente, e quando finalmente ci avviciniamo si rendono conto che avevo ragione.

Ci sono un sacco di stazioni sos, in più di un momento sono stata tentata di suonare, ma Mauro mi ha fatto desistere.

Usciamo dalla ciclabile e intravediamo il camper, ci facciamo vedere, quando ci raggiungono, Sara la moglie di Luis, molto preoccupata ci riversa addosso tutta la sua angoscia e cerca di montare Luis x farla finita con questa gara dilaniante ed impossibile; ce n’è anche x me e Mauro che non avevamo dietro il telefono e ha avuto tutte le ragioni del mondo, ma non pensavamo di averne bisogno in una gara su strada, e poi abbiamo seguito le fettucce!!!

Morale della favola ci dicono che abbiamo sbagliato e dobbiamo fare ancora 35 km…è la fine…ma non si molla, Luis ha uno scatto e si butta a capofitto in discesa a 4:30..noi non ce la facciamo a stargli dietro; ora affogo di caldo mi tolgo 3 strati che passo alla cru, e gli vado dietro, mi tira già da un po’ un polpaccio e il nervo sciatico, ma ormai…i conti si fanno alla fine!

Corriamo e poi camminiamo e poi corriamo, per un bel po’ convinti di avvicinarci mentre invece Sanremo non arriva mai…smettiamo di bere, di nutrirci, riperdiamo il camper ed ora che abbiamo rallentato il freddo ci entra dentro.

Noi dobbiamo scendere al mare e raggiungere lo yacht club, per fortuna Sara ha cellulare, mette il gps e cerchiamo indicazioni, prima ci fa scendere poi salire…non ci si capisce più niente!

Contatta gli organizzatori che le dicono di tornare sulla ciclabile, (Maremma maiala ci s’era!) Che era la strada giusta…pare manchino ancora 22 km, non ce la posso fa!!! Continuo ad incitare Luis, non si molla, non ci si ferma! Si va avanti, pieni di dolori, tutti…posso solo immaginare quello che prova lui! Ma se ci fermiamo ora so che non ripartiremo più.

Teniamo il solito passo svelto ma il morale è basso già da un po’, ritrovo il camper, salgo zoppicando,mi fanno malissimo le tibie, muoio dal freddo, mi butto addosso un sacco a pelo e continuo; ormai facciamo il nostro dovere fino in fondo!

Bestemmio come un turco, saremmo potuti essere lì alle 4-4:30 invece sono le 6:30 inoltrate e siamo sempre qui…per lo meno ora vediamo il molo con le barche, ovviamente lo yacht club è dalla parte di là della baia, ci vogliono infinocchiare che sono solo due km ma più o meno sono il doppio…vinco anche colazione.

Luis sente aria di arrivo e allunga il passo xké ha amici e parenti venuti apposta x vederlo tagliare il traguardo; io non ce la faccio più e mi girano abbestia!

All’arrivo Luis si ferma a salutare tutti e viene sorpassato da un altro atleta che ci dice di aver sbagliato percorso più volte anche lui.

Io arrivo incazzata nera, nessuno si azzarda a dirmi “A”, in tanti anni non mi era mai capitato di dover usare google maps x trovare un gonfiabile!

Non esiste da nessuna parte, altrimenti ce lo dicevano prima, ci davano una mappa e una bussola e facevamo una gara di orientering!

Riesco ad arrivare al ristoro, mangio un po’ di cioccolata, Michela recupera la borsa e vado a fare la doccia.

Credo di essere stata 30′ sotto l’acqua calda, ho il freddo dentro alle ossa; riesco ad uscire, mi vesto e asciugo in fretta; ai miei piedi Litz è sdraiata, incosciente, su di un materassino con un piumino e un telo termico addosso,s embra svenuta; ogni tanto viene un operatore della Croce Rossa a controllarla… di là un altra ragazza che trema come una foglia; io che non l’ho fatta tutta, ho un crollo, un improvvisa tachicardia, respiro profondamente e piango come una bimba…non riesco a stare in piedi perché mi sembra di essere su una nave in movimento e mi da una sensazione di impotenza tremenda.

Michela e Mauro mi stanno vicino, mi fanno bere una cioccolata calda e mi portano al sole dove il piacevole calore mi fa riprendere un po’.

Dopo le premiazioni, pranziamo tutti insieme e poi finalmente montiamo sul camper dove resterò svenuta fino a casa.

Bellissima esperienza che mi lascerà tantissimo, dalla bella squadra che si è formata, alla soddisfazione di aver portato Luis all’arrivo con tanti km ed ore in più, alla consapevolezza di essermi sfinita, ma in fondo in fondo rafforzata sia fisicamente che mentalmente; e che la prossima volta che capiterà una cosa del genere saprò come gestirla.

Essere riuscita a fare 11h una notte e 13h la notte seguente per me è un bel traguardo, ora spero di recuperare alla svelta per poter riprendere gli allenamenti e riuscire a conseguire il mio di obbiettivo.

Gruppo ai allenamento Santucci Running

Da oltre 30 anni trasformiamo le persone in atleti esperti di Corsa su Strada, Maratona, Pista, Trail Running e Ironman.

RICHIEDI UN PIANO DI ALLENAMENTO
PERSONALIZZATO E RAGGIUNGI I TUOI OBIETTIVI

I NOSTRI PARTNER