Milano Marathon, sotto il muro delle 3 ore

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Milano Marathon, il racconto di Simone Pierotti

Milano Marathon, sotto il muro delle 3 ore

Terza maratona dopo Lucca 2014 e Firenze 2015, quindi abbastanza “vecchie”, come il P.B. di 3:05: stavolta provo la Milano Marathon. Tra gare medie e brevi (perfino due cross), in questi primi mesi del 2017 ho proseguito nei progressi, intervallando con una preparazione per la maratona “mista”, non proprio specifica, tanto per “tastare il terreno”.

Trasferta milanese con notte pre – gara “storta”: camera calda, pareti sottili, da un lato tv accesa, dall’altro gruppo di inglesi che non si chetano un minuto fino alle tre di notte, auto e pullman che passano, aggiungiamo la tensione della gara, per fortuna la mattina arriva presto!

Alla partenza tutto sembra ben organizzato ed efficiente, tantissima gente, stand, musica, vip (c’è il grande Baldini, Massimo Ambrosini, Toldo, Cordoba, Baresi). Entro nella prima griglia, non c’è tantissima gente, trovo Giorgio Davini. Insieme ci posizioniamo in cima ad un serpentone di 6200 atleti (più tutte le prime frazioni delle staffette), avanti a noi soltanto i keniani e i top.

Inno di Mameli, countdown e si parte! Primo km veloce, è normale, 3:50. 2° km a 4:01, 3° km con cavalcavia a 4:02. Sto bene ma mi aggiusto, non voglio esagerare. Al 6° 3:59 poi mi regolo tra 4:06 e 4:10. Voglio viaggiare sotto le 3 ore, in modo da contenere l’eventuale perdita nel finale quando ci sarà un fisiologico calo fisico. Bel percorso lineare, tantissima gente, tifo, al 6° km si passa vicino al Duomo di Milano. Qualcuno mi saluta “vai Simone!”, boh saranno toscani, però fa piacere. Avanti, ancora un “forza Simone!”, giusto c’è il nome sul pettorale! Davvero un’atmosfera da grande evento. Al 10° km passo a 4:15, primi 10 km in 41’, sta andando tutto alla perfezione.

Il “treno” a cui attaccato aumenta un pò, io resto sui ritmi prestabiliti, la gara deve ancora iniziare. Al 17° km sono a 4:07, al 21° km 4:06 e passaggio alla mezza in 1:27:16. Ci siamo perchè ho ancora parecchie energie, al 26° km un leggero calo, 4:17, mi alimento, le cose procedono tranquillamente, 30° km a 4:09 e passaggio in 2:04:22. E’ la fase decisiva, se tengo è fatta: non perdo intensità, anzi mi metto a tirare il gruppetto, 34° km a 4:10, con la strada che si fa più dura, stiamo rientrando verso il centro di Milano, 36° km a 4:25. è la fase più dura, cerco di distrarmi calcolando quanto manca, “se faccio 5’ a km sono a 3 ore”, so che ce l’ho fatta ma è ancora lunga! Si attraversa un parco, tanto tifo, i bambini che danno “il cinque”, 38° km a 4:20, siamo in città, ci fanno salire su un palazzo, con una discreta salita, accorcio i passi, 39° km a 4:32. 40° km a 4:34, il peggiore.

C’è un lungo rettilineo da percorrere, mi sembra di essere fermo ma gli altri lo sono anche di più. C’è gente che si ferma e poi riparte, crisi perenni, chi si ritira. Io ormai conto ogni 200 metri quanto mi manca al traguardo, 41° km a 4:31, ultimo km, c’è perfino un cavalcavia in leggera salita, 42° km a 4:25, vedo i cartelli -400 metri, -300 metri, leggera discesina, semicurva, rettilineo finale, eccolo il traguardo! Accelero, do tutto e sorpasso uno che sembra incredibilmente fermo, -200 metri, pugno al cielo. Due ali di folla attorno alle transenne, ecco cosa è la maratona. -100 metri, allargo le braccia, braccia al cielo, traguardo. Stop al tempo, 2:57:35, obiettivo raggiunto! Mi metto cinque secondi in ginocchio, vedo gente che crolla a terra all’arrivo, una ragazza dello staff mi chiede se va tutto bene “sì sì sono solo contento!”. Medaglia, foto, foto, pacco gara, ristoro, non manca nulla!

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