Vi siete mai chiesti quale sia stata la prima donna italiana a vincere una medaglia d’oro ai Giochi Olimpici? Qualora la risposta fosse negativa, stiamo per sciogliere ogni vostro dubbio.
Oggi vi parleremo dell’ostacolista Trebisonda Valla, per tutti (ma proprio tutti) Ondina, che alle Olimpiadi di Berlino del 1936, si aggiudicò il metallo più pregiato negli 80 metri ostacoli.
Scopriamo insieme questa fantastica, e sotto certi aspetti unica, storia.
Una scuola, due campionesse
Quante probabilità ci sono che due ragazze, entrambe nate nella stessa città, siano compagne di scuola e si innamorino dello stesso sport? Sicuramente qualcuna.
E quante possibilità ci sono che queste due atlete siano talmente forti che si ritrovino, tutte e due sotto i colori della Virtus Atletica Bologna, una accanto all’altra in una finale dei Giochi Olimpici per contendersi la medaglia d’oro? Nessuna. Un fatto unico e irripetibile.
Sì, perché oltre a Ondina c’è un’altra ragazza di clamoroso talento uscita da quel Ginnasio: si chiama Claudia Testoni. Due compagne di scuola, due antagoniste per tutta la carriera sportiva, due amiche per tutta la vita.
Trebisonda Valla, detta Ondina
La protagonista principale di questa storia è nata a Bologna, nel 1916.
Suo padre si era innamorato di quella meravigliosa città turca (a suo parere la più bella che avesse visto) che si affaccia sul Mar Nero e decise di chiamare così anche sua figlia.
Il suo soprannome va imputato ad una piccola gaffe da parte di un giornalista che, anziché scrivere Trebisonda, redisse Ondina. Tutti la cominceranno a chiamare così e, questo appellativo, l’accompagnerà per il resto della sua vita.
Ondina si avvicina presto al mondo dell’atletica leggera dove mostra, sin da giovanissima, caratteristiche tecniche e caratteriali fuori dal comune.
Ha una grinta ed una tenacia che fanno provincia. Inoltre, è una straordinaria atleta: dotata di una versatilità tale che le consentirà di poter vincere in più discipline.
Duellando con la concittadina Claudia sin dai campionati studenteschi bolognesi mostra le sue, indubbie, qualità e, a soli tredici anni, è considerata una delle grandi protagoniste dell’atletica leggera italiana. Sotto i colori della Virtus Atletica Bologna, l’anno seguente è già campionessa italiana assoluta e viene convocata in nazionale.
Eclettica come poche
Ondina, come detto, era dotata di una straordinaria versatilità.
Velocista allo stato puro, divenne ben presto un’eccezionale ostacolista rivaleggiando con Claudia Testoni ma ottenne notevoli risultati anche nel salto in alto dove, nel 1937, stabilì con la misura di 1,56 m il primato nazionale che manterrà sino al 1955.
Come ulteriore prova del suo eclettismo, partecipò ai campionati abruzzesi (Ondina, ad inizio anni ’50, si sarebbe trasferita all’Aquila) nei lanci; fu seconda nel getto del peso e, addirittura, prima nel disco. Atleta a tutto tondo.
Gli 80 metri più importanti della sua vita
Siamo arrivati ai Giochi Olimpici di Berlino 1936: un’Olimpiade passata, e rimasta incollata, alla storia per tanti, tanti motivi.
Ondina, la nostra protagonista di questo articolo, è in gara in due discipline: nella staffetta 4×100 metri e negli 80 metri ostacoli (gara sulla quale ci concentreremo).
Interessante, e da sottolineare, è quello che Ondina Valla fa già a partire dalla propria semifinale dal momento che la vince in 11”6. È record mondiale eguagliato pur con l’aiuto di un vento oltre il limite: tuttavia il responso sarà omologato dalla IAAF in quanto la regola sul vento entrerà in vigore solo qualche anno più tardi. Anche Claudia Testoni si è qualificata.
Si arriva alla finale. E le due ragazze italiane, le due amiche, le due rivali sono ai blocchi di partenza e nuovamente l’una contro l’altra. Stavolta, però, sotto dei riflettori diversi dal solito.
È il 6 agosto quando, all’Olympiastadion di Berlino, una folla oceanica è pronta a sospingere le ostacoliste, le sei finaliste, verso il traguardo.
Claudia Testoni esce dai blocchi con una cattiveria agonistica impressionante.
Non salta l’ostacolo, lo aggredisce. Vuole vincere.
A metà gara ha quasi mezzo metro di vantaggio sulle avversarie di giornata.
Ma dopo il quarto ostacolo la dinamica della gara cambia radicalmente.
Ve la ricordate la grinta della Valla che fa provincia? Ecco, Ondina comincia una lenta, progressiva ed inesorabile, risalita verso Claudia che nella seconda parte di gara sembra perdere, visibilmente, brillantezza. La ragazza che porta come nome una città turca passa in testa e si butta sul traguardo insieme ad altre quattro atlete (tra cui Claudia).
Ondina ha vinto in 11”7. Per le sue inseguitrici sarà necessario il fotofinish che decreterà il secondo posto per la padrona di casa, la tedesca Anni Steuer ed il terzo per la canadese Betty Taylor. Con i piazzamenti che contano sul filo dei millesimi, la Testoni sarà solamente quarta.
Grande soddisfazione per Ondina. È la prima italiana a vincere una medaglia d’Oro ai Giochi Olimpici. Ha solo 20 anni ed è già sul tetto del mondo; la più giovane atleta italiana a vincere un oro olimpico. Un record rimasto imbattuto fino al 2004.
Una storia meravigliosa, fatta di amicizia e rivalità, che ancora oggi (a distanza di molti decenni) cattura e rapisce l’interesse dell’amante di atletica leggera.
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