Pole Dance una disciplina dalle mille qualità

pole dance

Sai cos’è la pole dance?

Una delle prime risposte che spesso sento dire è… “Ah si, la lap dance”!… benissimo… partiamo con le differenze sia linguistiche che tecniche.

Lap in inglese vuol dire grembo, dance danza. E infatti, la Lap dance è quella danza fatta da movenze espressamente sensuali, generalmente “sedute” sulle gambe o comunque a stretto contatto con un la persona a cui è rivolta la danza. Quindi è una danza che richiede un certo contatto fisico con il “grembo”, con la parte del basso ventre dello spettatore. Il tipo di ballo eseguito non richiede nessuna particolare dote atletica. Niente palo dunque, o per lo meno, non è necessario. Oramai gli strip club sono dotati di pali con i quali si eseguono solo spettacoli… possiamo definire la lap, come una attività di intrattenimento del prossimo.

Pole in inglese vuol dire palo e dance danza… quindi danza sul palo, una danza che si basa sull’esecuzione di figure acrobatiche anche molto difficili, esercitata in sospensione su un palo che richiede notevoli doti di forza, scioltezza, coordinazione, agilità, flessibilità e resistenza. La Pole Dance è una via di mezzo tra la danza classica, la ginnastica artistica e il fitness. Nelle performance di pole dance non c’è contatto fisico con gli spettatori. Possiamo quindi definirla come uno sport completo da tutti i punti di vista che si svolge in palestre con allenatori qualificati.

Un nuovo modo di allenarsi grazie alla Pole Dance

Le origini di questo sport (realizzato in collaborazione con Italo Fazio*)

L’uso dei pali, ha avuto molti significati all’interno delle società antiche, dove venivano utilizzati come armi, per la pratica delle arti marziali, per uso acrobatico e scenico. Nelle popolazioni tribali per esempio, il palo veniva adoperato durante rituali magici, sul quale si eseguivano arrampicate e evoluzioni. Nella preistoria e presso le popolazioni che vivevano in territori paludosi, il palo era legato alla “vita sulle palafitte” e utilizzati per attraversare gli acquitrini restando talvolta “piantati” nella melma. Con lo scopo di liberare il palo piantato nel terreno, si era diffusa l’abitudine di fare delle evoluzioni lungo il palo, come salire, scendere e eseguire una sorta di “bandiera” come la intendiamo al giorno d’oggi.

In India si sviluppa il Mallakhamb, un antico sport che deve il suo nome alla località d’origine Maharastra, dove si sviluppò nel 12esimo secolo come disciplina per preparare i lottatori ai combattimenti. Il nome stesso di questo sport nobile deriva da due parole “Malla”- lottatore e “Khamb”- pertica. Lo sport estremo consiste nel restare in equilibrio su una pertica di legno e compiere figure ginniche. Attraverso l’esecuzione delle varie figure ginniche, il lottatore doveva mostrare sul palo sia le doti atletiche (forza muscolare, equilibrio, flessibilità, resistenza), sia la capacità di sentire il ritmo e l’estrema percezione del proprio corpo.

Il palo di legno su cui si esercitano gli atleti indiani ha un diametro di 55 mm alla base e di 35 mm alla cima. Il Mallakhamb pur non essendo ancora disciplina agonistica in India, viene praticato soprattutto da persone non vedenti. Per compiere al meglio la danza è necessario sentire e capire il proprio corpo, per questo motivo gli atleti non vedenti ottengono degli straordinari risultati.

Dalla Cina, ci arrivano testimonianze di raffigurazioni che illustravano le abilità nel tenere in equilibrio in vari modi dei lunghi pali decorati (considerate come antiche insegne di battaglia analoghe alle nostre bandiere). Questi pali venivano passati di mano in mano, perfino lanciati da una persona all’altra. Sulla base di queste coreografie, intorno al XII secolo, il circo cinese ha cominciato ad utilizzarli anche per gli spettacoli, sui quali si arrampicavano e praticavano evoluzioni, mentre venivano tenuti in equilibrio dai “porteur”, ad imitazione delle scimmie che si arrampicano e saltano da un albero all’altro. Parliamo di pali con dimensioni considerevoli!

Attualmente il “palo cinese” ha una altezza che si aggira dai 5 ai 9 metri. Questo palo a differenza di quello utilizzato dalla attuale pole dance, è ricoperto di neoprene per sfruttare il forte attrito per fermare la dinamica degli scivolamenti e rotolamenti che acquistano una velocità considerevole: anche per questo gli artisti sul palo cinese sono molto vestiti, soprattutto con cotone spesso (jeans e simili) contrariamente alla “nudità” necessaria ai pole dancers…

Come spesso succede nell’evoluzione sociale, i rituali iniziatici e scaramantici delle tribù si trasformano in feste di competizione per mostrare le proprie abilità, fino alla forma sportiva delle società moderne. Da oltre 20 anni la pole dance è praticata in maniera professionale in America e da oltre 30 anni in Australia.. in Italia solo nel 2010 è stata riconosciuta come disciplina a tutti gli effetti.

La pole dance

La pole dance è un allenamento aerobico e anaerobico completo a 360° che coinvolge tutte le fasce muscolari del corpo e non solo! Anche il cervello svolge un ruolo fondamentale….. Parliamo di sport estremo proprio perché molte figure vengono eseguite a testa in giù ad altezze elevate, quindi importantissimo è stare attenti e concentrati su ciò che si fa e sentire il nostro corpo… non a caso questa pratica veniva usata da atleti non vedenti!!

Il risvolto psicologico che ha su noi stessi è enorme. Sopratutto le prime volte che ci si avvicina alla pole dance, potrà sembrare scoraggiante non riuscire a stare attaccate al palo, figuriamoci a pensare di poter fare posizioni più complesse e armoniose!

Parliamoci chiaro… non si tratta di alzare pesi da 5 o 10 kg. Con la sola forza di braccia e gambe si alza un peso che corrisponde al nostro. Ci si sentirà goffi, poco aggraziati, ma con pazienza e duro allenamento i risultati inizieranno a farsi vedere, acquistando maggiore fiducia e controllo in noi stessi. I lividi faranno da compagnia giorno dopo giorno! Don’t worry, i lividi fanno parte di questo percorso e solo dopo aver acquisito maggiore esperienza scompariranno. Capita spesso, sopratutto se non si è allenati che nei giorni successivi alla lezione si avvertano molti dolori e l’attivazioni di muscoli di cui forse nessuno ancora ne è a conoscenza!

E’ una disciplina aperta a tutti, senza distinzione tra grassi e magri, da praticare dagli 8 anni in su sia da uomini che donne (per i più giovani e per gli over è sempre necessario avere il consenso del medico per praticare qualsiasi sport, figuriamoci per la pole).

Mediamente una lezione dura all’incirca un’ora ed è suddivisa tra riscaldamento, stretching, potenziamento, allenamento di tecnica con il palo, coreografia e defaticamento. Certamente nel caso dei maschietti, l’allenamento dopo lo stretching prenderà una strada diversa rispetto alle donne in quanto è orientato maggiormente alla definizione della muscolatura; non a caso uomini e donne si allenano separatamente.

L’allenamento fai da te non è pensabile per chi si approccia la prima volta alla pole dance. Per apprendere in modo corretto i movimenti base e andare avanti di livello senza commettere errori è necessario seguire dei corsi con istruttori esperti. Farsi male con la pole dance è facile, meglio non rischiare e affidarsi a istruttori qualificati.

I pali si differenziano per materiale e dimensione. I più usati, anche nelle competizioni, sono in cromo di diametro 45. La scelta dello spessore può influire sull’allenamento. Un 45 mm dà una buona presa sia per gambe che mani. Pali con diametro più piccolo invece danno maggiore presa per le mani a discapito delle gambe. Al contrario pali di 50 mm sono stancanti ma un ottimo allenamento per le braccia poiché più grandi richiedono maggiore forza per impugnarlo e sono una presa perfetta per le gambe. Nella pole dance il palo può essere convertito in due modalità: sport quindi statico e spinning che ruota su se stesso.

Chiaramente l’abbigliamento “striminzito” nella pole dance è d’obbligo ed è funzionale a svolgere questa attività. Chi fa pole dance non va di certo in un bordello ma in una palestra. L’abbigliamento deve essere comodo e aderente e il completo giusto è composto da shorts, top sportivo e caviglie nude. L’abbigliamento deve consentire di far movimenti agili sul palo, non deve ostacolare i movimenti e la porzione di pelle esposta deve consentirvi la miglior presa possibile sul palo con gambe, mani e braccia. Si ha molta “carne esposta” per fare “grip” sul palo e non certo per essere sensuali. Poi sicuramente in casi di esibizioni e gare ci sono in vendita vestitini molto appariscenti e coreografici e anche l’utilizzo dei tacchi è opzionale ma non fondamentale. Ben venga la femminilità e la sensualità ma sempre nei limiti.

E’ vietato indossare braccialetti e anelli in quanto possono ostacolare la presa e possono graffiare i pali e usare lozioni, oli o creme in quanto la pelle diventa scivolosa e non fa attrito con il palo… vi lascio immaginare alle possibili conseguenze. Chi ha la tendenza ad avere le mani sudate può avere problemi a tenersi, per questo motivo in commercio si trova la magnesite che aiuta a non scivolare; è anche vero che sopratutto nei primi tempi non si ha molta forza, quindi spesso lo scivolamento è dovuto alla poca esperienza e forza nelle mani.

Da alcuni anni è nata anche la Acqua Pole Gym, una evoluzione della pole dance fatta in acqua. Un’idea tutta italiana, che a differenza dei “pali da terra” sono più corti e certe figure non possono essere eseguite. Molto utile per chi è in dolce attesa o chi ha subito un infortunio e dà un aiutino in più per salire sul palo sfruttando l’acqua rende tutto più facile!

I luoghi comuni sulla pole dance sono molti. Anche la pole dance è uno sport vero e proprio, a parità di altri come per esempio gli anelli e le parallele, dove è necessario avere addominali pazzeschi, flessibilità, forza nelle braccia e concentrazione. Molti non la pensano così, in quanto il palo viene associato sempre ad altro… invece che a un oggetto sul quale viene fatto del sano esercizio fisico.

Chi è tanto scettico dovrebbe provare almeno una volta ad allenarsi su un palo… cambierà idea molto presto!

*Italo Fazio docente corso di Laurea in scienze motorie presso SUISM, Università di Torino

Luciana Serpe – santuccirunning.it – All rights reserved

Foto fatte presso la scuola di danza e pole dance Abacadaluna di Lucca

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