Progressivi e ripetute in serie

Quando si spezzano le ripetute

Giornata primaverile…un pò fuori luogo visto che siamo solo a metà febbraio…

Riscaldamento al km 4,5 del Viale, Massimo è rimasto al km 2, aveva un ragazzo a cui far fare delle andature tecniche.

Andrea Bianucci e Ivano dovevano correre 2 serie di 3×1.000 al ritmo di 3’35” con recupero di 2’30” e 5′ tra le serie, si è unito a loro Antonio, ma ha corso solo la prima serie con un ritmo leggermente più lento.

Carletto aveva un progressivo di 6 km, doveva correre 3 km al ritmo di 4’30”, 2 km a 4’20” e l’ultimo chilometro a 4’10”.

Virgilio aveva un frazionato di 7 km, doveva correre 1 km al ritmo di 3’40” e 1 km a 4’ e l’ultimo chilometro doveva farlo veloce ma non massimale.

Mario viola doveva correre 1×1.000 al ritmo di 3’20” con recupero di 2’30” + 1×500 in 1’35” con recupero di 1’45” da ripetere per 4 volte, si sentiva un pò stanco, anche lui…..infatti le prime prove le ha corse in 3’15” e 1’26”!!!!!

Gianni Moggia e Angelo avevano 7 km frazionati, dovevano correre il primo 2.000 al ritmo di 4’20”, 1×2.000 a 4’, un altro 2.000 a 4’20” e l’ultimo chilometro veloce, Gianni ha rispettato i tempi consigliati chiudendo il 1.000 finale in 4’10” mentre Angelo ha variato un pò l’andatura , naturalmente correndo più veloce e chiudendo l’ultima prova del 1.000 in 3’41”…..anche lui ha detto di essere un pò stanco!!!!

Io, che invece sono stanca veramente, ho fatto della corsa tranquilla per 50’.

Marco Martini è partito molto prima di noi, aveva un allenamento piuttosto pesante, aveva 15’ di riscaldamento e poi 18 km progressivi, doveva correre 12 km al ritmo di 3’50”/3’55”, 4 km al ritmo di 3’40”/3’45” e gli ultimi 2 km a 3’30”/3’35”.

Ha eseguito l’allenamento nelle fasce indicate con i 2 km finali a 3’31”.

Ci siamo ritrovati tutti da Massimo per salutarlo e tornare allo stadio per i consueti 15’ di defaticamento.

Odette

Nota tecnica:

L’allenamento dei 1000 metri diviso in serie è stato preferito alla proposizione unica per alleggerire in parte il carico.

L’hanno corso due atleti che non hanno ancora completato il lavoro di qualità ritmica e quindi per garantire uno stress minore si è preferito dare maggior respiro all’apparato muscolo tendineo.

A proposito di ciò riportiamo un passaggio descritto da Your Personal Training:

Il tendine congiunge la parte contrattile alla leva scheletrica (muscolo – osso).

Il tessuto tendineo, al contrario di quello muscolare, è modestamente elastico, tanto da non poter sopportare un allungamento che superi il 5% della sua lunghezza. E’ particolarmente resistente alla trazione; può controllare oltre 500 Kg. Di trazione per cm. quadrato. Per questo motivo è frequente come patologia, lo strappo muscolare ed il distaccamento di porzione ossea collegata al tendine. Assolutamente raro lo strappo del tendine. La vascolarizzazione del tendine è meno ricca di quella muscolare, per molti studiosi non esisterebbe un’irrorazione propria, poiché essa deriverebbe da quella muscolare.

Fra il ventre muscolare ed il tendine esiste una zona di passaggio detta: giunzione muscolo tendinea, in cui la fibra muscolare sì “fonde” con quella tendinea con un rapporto di continuità. Tale zona ha la caratteristica di una notevole resistenza alle forze di trazione, tanto che un muscolo eccessivamente disteso, difficilmente si lacera in tale sede, ma generalmente in corrispondenza del tessuto muscolare.

La giunzione osteo tendinea è quella parte del muscolo che mette in rapporto i tendini, prossimale e distale, con la leva scheletrica.

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