25 km di fartlek

  
Collina, variazioni e km. Allenamenti che servono per richiamare molteplici qualità. Il fartlek di solito permette di esercitare un carico sulle reali condizioni del momento. L’atleta aggiusta le intensità; il tecnico il numero e la durata delle variazioni. Una sinergia utile per trarre il 100% dalla seduta in programma.

25 km di fartlek

 

I benefici multipli

 

Viareggio (zona Piano di Conca) – Mercoledì 12/11/2008

 

Giornata di pioggia. Gocce fitte, senza sosta, senza dare un attimo di respiro. Alle 15.50 comincia l’allenamento di Vincenzo Scuro. L’anello da percorrere è di km 3,560. Una ricognizione in auto e può cominciare l’allenamento. Sono previsti 7 giri del circuito che si presta in modo ottimo all’allenamento in programma.

Il giovane atleta piemontese reduce dalla mezza di Livorno di 3 giorni fa, corsa sul piede di 1h08’, torna a lavorare in modo delicatamente qualitativo dopo il morbido doppio del martedì.

Il mercoledì dopo la mezza di solito si carica in modo attento.

Il fartlek collinare che ho proposto ha, infatti, una tempistica flessibile ed anche gli stimoli proposti prevedono una forbice da decidere al momento. Seguo l’atleta e la sua azione, ascolto le sensazioni e decido durante la seduta la quantità degli stimoli veloci.

Il circuito ha un primo tratto in salita all’1-2% per poi crescere fino al 6-7% ed arrivando al punto più alto intorno al km 1,2 di percorrenza. Segue una discesa a pendenza discretamente decisa per circa 800 metri e quindi un tratto di piano di circa 1,5 km che riporta alla base del circuito.

Dopo circa 20’ la pioggia è calata fino quasi a smettere per poi ricominciare ad intensità crescente negli ultimi 30’ di corsa.

Il tempo finale per i 25 km con fartlek collinare leggero è stato di 1h30’05” con media di poco sopra i 3’30” al km.

Il periodo intensivo del fartlek collinare è stato corso alla media dei 3’20” al km. Il ritmo dei tratti di corsa semplice è stato compiuto al ritmo di 3’50” al km, la velocità dei tratti qualitativi a 3’10” al km. Al termine è venuto un allenamento in gestione con un carico di sviluppo intorno all’80%.

Da notare che nella prima 1h15’ di allenamento comprensiva di 20’ di riscaldamento sono stati coperti 21 km, vale a dire una mezza maratona.

L’analisi dell’allenamento è la seguente:

. Allenamento di origine resistente per i 25 km sviluppati

. Seduta per lo sviluppo della resistenza alla potenza aerobica vista la ripetizione dei tratti veloci percorsi

. Training utile per la forza muscolare in seguito all’esecuzione dei 7 giri del circuito tecnico

. Condizionamento a livello cardiaco per l’alternanza delle frequenze del cuore

. Reclutamento delle fibre muscolari grazie al continuo cambio di andatura e pendenze

 

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