La gazzetta di Clara ep. 48
I nostri pensieri erano immersi completamente nel presente. Veli viola, rosa, gialli, arancioni e blu si sovrapponevano in aria, colorando il cielo. Una luce nitida e chiara si faceva sempre più soffusa al crepuscolo di un giorno di giugno. La natura creava così una specie di quinta che infondeva pace a chi la osservava. Io e Jack ascoltavamo i nostri passi e i rumori che ci circondavano.
Improvvisamente la mia concentrazione si distolse. Iniziai a preoccuparmi di perdere il treno successivo e di arrivare tardi a casa. Il mio corpo si irrigidì e non riuscivo più a seguire i discorsi di Jack. Per cercare di sbloccarmi, diedi voce al mio pensiero. Jack mi rassicurò dicendomi che a tornare indietro ci avremmo impiegato di più. Saremmo arrivati in tempo alla stazione. La notizia mi tranquillizzò e ritrovai la mia quiete interiore. I nostri passi si susseguivano rapidi e leggeri. La scena era impreziosita da un accompagnamento canoro: cuckooo, cuckooo. Il suono del cuculo attirò la nostra attenzione aiutandomi a rimanere nella dimensione reale. Un suono ripetuto acuto, e prolungato. Entrambe cercammo di capirne la provenienza. Ci avvicinammo sempre di più al boschetto limitrofo. Come d’incanto il suono sparì definitivamente lasciando un vuoto intorno a noi. Non avevamo visto niente. Solo il nostro udito aveva reso possibile questo incontro. Eravamo avvolti da colori e rumori e i nostri pensieri erano immersi completamente nel presente. Non facemmo in tempo di riprendere a camminare che fummo sorpresi dal canto delle anatre. Sulle acque calme scivolano accarezzando la superficie del lago. Erano sette ed erano disposte in modo tale da disegnare una V. La nostra concentrazione e i nostri pensieri avevano smesso di inseguire sia i ricordi che i sogni e venivano accarezzati dalla natura intorno a noi.
Quando sono immersa nella natura riesco ad estraniarmi dal passato e dal futuro. I suoi suoni e colori mi calmano e permettono di capire meglio i miei stati d’animo. Una volta pronunciati a voce alta questi volano via come uccellini che spiccano il volo. Le ansie svaniscono come neve al sole e la mia anima balla al ritmo dei suoni che mi circondano. Così, i miei pensieri si tuffano fra le onde, corrono nelle foreste dai colori intensi, percorrono sentieri ripidi e impervi per seguire i suoni di capinere, picchi, allodole o merli. Sono i teck teck, i gheck gheck, i crrip cirrip o i rui rui che incantano e affascinano, incatenandomi al luogo e al tempo fisico in cui mi trovo. Ecco una delle magie che ci regalano il camminare o il correre quando ci si sente avvolti dalla natura e se ne diventa parte.
Clara
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