Il racconto del trailer..la gestione di gara passa quasi in secondo piano davanti al Cimone
LA MIA CIMA TAUFFI TRAIL
Il crinale dell’Appennino tosco-emiliano ha sempre il suo fascino: profondi valloni, infinite mirtillaie, rocce quanto basta per ricordare che siamo in alta montagna, sguardo che spazia su qualcosa di simile all’infinito.
Questo scenario basta e avanza per riportarmi, per il secondo anno consecutivo, a Fanano, Appennino Modenese, per la Cima Tauffi Trail.
La gara parte presto, alle 7, ma basta non aver vissuto in un frigorifero per gli ultimi 15 giorni per sapere che, con il caldo sahariano che imperversa anche a 700 metri di quota, avviarsi presto e non trovarsi sul crinale quando si avvicina il mezzodì sarà una scelta semplicemente umana.
Mi trovo imbottigliato in partenza, quando si entra, pronti via, nelle stradine che escono dal piccolo centro appenninico, ma il gruppo si dipana velocemente.
A quel punto inizia la salita al monte Cimone, che svetta a tratti, elegante, sul percorso.
Ci si arriva con una salita che sale a gradoni, con alcuni tratti duri e altri decisamente corribili, gradevoli. L’ultimo tratto è davvero ripido, ma l’osservatorio astronomico posto sulla vetta si vede vicinissimo, e aumenta la percezione di quota.
Arrivo in vetta dopo le prime 2 ore e 7 minuti di corsa, e comincio un lungo tratto sul sentiero di crinale, lo 00. I continui saliscendi, del resto corribili, sono alleviati dai molti punti di ristoro volanti, che sono stati allestiti all’ultimo momento dagli organizzatori per il terribile caldo.
Questo tratto è più che spettacolare (ma occhio a dove si mettono i piedi, siamo in terreno di alta montagna!) ma non dispiace quando si comincia a scendere giù dai campi di mirtilli.
A scendere, perché io, lasciando il percorso comune con la 60 km, comincio la mia calata verso Fanano, per la gara di 35 km.
Fra me e l’arrivo ancora infiniti castagneti e abetaie, un’altra arcigna salita e una lunga discesa discretamente tecnica, fino all’ultimo corto ma doloroso muro che riporta nell’abitato di Fanano, all’asfalto, a un ristoro freschissimo nella fontana della piazza.
Se si corre il trail è per godere della sua fine?
Gabriele

